Dosi Sputnik V https://www.flickr.com/photos/30478819@N08/50717083006 Copyright: Flickr CC BY 2.0

La Germania vuole comprare lo Sputnik e aspetta solo l’ok dell’EMA

La Germania sta per avviare una serie di trattive con la Russia per l’acquisto del vaccino Sputnik V. Gli accordi riusciranno solo con l’ok dell’EMA

Il Ministro della Salute Jens Spahn ha annunciato lo scorso giovedì, che la Germania sarebbe interessata a intavolare una serie di negoziati con la Russia per comprare dosi del vaccino Sputnik. Se le contrattazioni si concluderanno positivamente, l’acquisto delle iniezioni potrà cominciare a partire da luglio. Il Ministro ha anche affermato che nei colloqui preliminari, ci si accorderà sulle quantità di dosi che la Russia riuscirà a consegnare. «Ho spiegato a nome della Germania al Consiglio dei Ministri della Salute dell’UE, che avremmo discusso bilateralmente con la Russia. Prima di tutto per sapere quando e quali quantità potrebbero essere consegnate», ha dichiarato il ministro alla stazione radio regionale WDR. La posizione della Germania non è però in linea con le decisioni della Commissione Europea, che ha invece annunciato di non aver intenzione di trattare con Mosca riguardo l’acquisto dello Sputnik. Il vaccino “russo” è già registrato in 59 paesi ma non ha ancora ricevuto il via libera dall’EMA. Il Governo tedesco, e diversi rappresentati dei Länder, hanno chiaramente espresso il loro consenso per l’utilizzo del vaccino, dimostrando molta disponibilità nel testare ed utilizzare vaccini extra UE. Questo darebbe una svolta concreta, accelerando notevolmente la fornitura di vaccini in Germania.

Si compra solo se l’EMA approva

Attualmente il vaccino Sputnik V è sotto esame dall’EMA. La Germania potrà cominciare la fase di acquisto solamente se quest’ultima concederà la sua approvazione. È inoltre necessario che la Russia fornisca tutti i dati tecnici riguardanti il vaccino. Markus Söder, Primo Ministro bavarese, ha dichiarato che vorrebbe acquistare 2 milioni di dosi per gli abitanti dello Stato che amministra. L’European Medicines Agency, sin dallo scorso marzo sta svolgendo un’analisi scrupolosa per verificare tutte le caratteristiche ed eventuali effetti collaterali che potrebbe causare Sputnik.  Inoltre,  a partire dalla prossima settimana l’ UE farà un’indagine sugli studi clinici effettuati dalla Russia per elaborare il vaccino. La ricerca verificherà se la Russia, nello sviluppare Sputnik V, abbia violato gli standard GCP di etica e qualità. Tali standard sono necessari ogni qualvolta venga fatto uno studio clinico che interessa soggetti umani.

Sputnik V, validità e incertezza

Fin dal momento in cui è emerso sulla scena mondiale, lo Sputnik non ha riscosso particolarmente successo ed è stato avvolto da non poco scetticismo. Nonostante gli sforzi della Russia per promuovere il suo vaccino, sia a livello nazionale che internazionale, i suoi stessi cittadini mostrano scarso interesse a sottoporsi a vaccino, dando un duro colpo alla diplomazia di Mosca. Secondo un sondaggio quasi due terzi dei russi non sono disposti a ricevere il vaccino prodotto all’interno della nazione. Situazione ben diversa per quanto riguarda gli acquirenti esteri. Decine di paesi, in particolare in America Latina e Asia, hanno ordinato o già importato milioni di dosi di Sputnik V per vaccinare le rispettive popolazioni contro il Covid-19. Mentre i paesi occidentali si mostrano più restii a “fidarsi” della formula russa. Incertezza probabilmente dovuta al fatto che il presidente russo Vladimir Putin ha dato il via libera al vaccino  prima che i risultati della sperimentazione, fondamentali per stabilirne sicurezza ed efficacia, fossero stati pubblicati. Questo però non compromette la validità dello stesso vaccino. Pare infatti che gli effetti collaterali registrati nei soggetti vaccinati con Sputnik V siano segnalati solo nello 0,1% dei casi, secondo quanto dichiarato lo scorso martedì dal ministro della Salute russo Mikhail Murashko.

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Immagine di copertina: Dosi Sputnik V Copyright: Flickr CC BY 2.0

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