Check Point Bravo, uno dei modi per entrare a Berlino Est ai tempi del Muro

Nel secondo dopoguerra, gli americani costruirono tre posti di blocco tra la DDR e  Berlino Ovest. Tra questi c’è il Check Point Bravo.

Meno visitato del Check Point Charlie al Mitte, il Check Point Bravo è un pezzo di storia che merita di essere conosciuto. Le forze di occupazione occidentali (USA, Francia e Gran Bretagna) lo costruirono per entrare nella Germania orientale occupata dai sovietici e controllare il flusso di traffico da Berlino Ovest a Berlino Est. La storia del Check Point Bravo inizia con il Protocollo di Londra del 12 settembre 1944, che divise la Germania in tre zone di occupazione. Nell’agosto del 1945 gli americani costruirono il Check Point Bravo sul lato di Berlino Ovest di Dreilinden: l’obiettivo è evitare un traffico incontrollato tra Berlino Ovest e il Check Point. Gli alleati decisero di demolire il vecchio Check Point e installarne uno nuovo sull’autostrada in costruzione. Oggi rimane ben poco del Check Point Bravo, anche se un’importante opera di riqualificazione sta cercando di salvaguardarne il valore storico.

Il Check Point Bravo oggi

Cosa resta del Check Point Bravo? Dopo la costruzione di una mensa per i dipendenti nel 1952, il posto di blocco è andato gradualmente in rovina, fino alla sua demolizione nel 1993. «Un luogo che – purtroppo – ha perso la sua consapevolezza storica», commenta il giornalista Hans-Joachim Lorenz dell’SFB. La maggior parte delle strutture sono state demolite, lasciando il posto a un’area commerciale chiamata EuroParc. Grazie all’intervento dell’associazione Check Point Bravo sopravvive solo la torre di avvistamento come monumento commemorativo e museo aperto ai turisti: una mostra permanente è stata aperta nel 2009 in occasione del ventesimo anniversario della caduta del Muro. A causa delle restrizioni per il Covid-19, la torre di avvistamento è attualmente chiusa al pubblico, ma rimane liberamente accessibile il sito esterno. Nel libro curato da Peter Boeger e Lydia Dollmann «FREUNDwärts – FEINDwärts» si raccontano storie di vita di rifugiati e viaggiatori in transito, i tentativi di fuga attraverso il confine e i controlli durissimi.

 

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Il sentiero del muro

Il Check Point Bravo fa parte del Mauerweg, il sentiero del Muro di Berlino. Si tratta di un percorso lungo 160 km, realizzato tra il 2002 e il 2006 e coordinato dal Dipartimento per lo Sviluppo Urbano. Attraverso le 14 tappe si snoda la storia contemporanea di Berlino, dalla guerra alla caduta del Muro. All’altezza di Bernauer Str. è presente un memoriale che ricorda le morti avvenute tra il 1961 e il 1989: più di 600 persone che cercavano di fuggire rimasero uccise per mano delle truppe di frontiera della DDR. Oggi il Mauerweg è a tutti gli effetti parte del paesaggio urbano berlinese: tra le tappe più famose c’è la East Side Gallery con le celebri opere di street art e la Porta di Brandeburgo. Simbolo della divisione della città, fu teatro del provocante messaggio del presidente Ronald Reagan: «Signor Gorbachov, abbatta questo muro!». Tra i simboli della Guerra Fredda, non possiamo infine non menzionare anche il Check Point Charlie, il terzo dopo Alpha e Bravo.

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Immagine di copertina: © CCO Pixabay

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