Vaccini, la Germania assisterà i sopravvissuti all’Olocausto nel mondo

La Germania investirà 11.5 milioni di euro in finanziamenti mirati a garantire un servizio vaccinale a tutti i sopravvissuti all’Olocausto. 

Considerando che i campi di concentramento nazisti furono liberati nel 1945, anche solo in virtù della loro età i sopravvissuti costituiscono una fascia particolarmente a rischio. All’età si sommano poi, nella maggior parte dei casi, gravi problemi medici legati alla malnutrizione ed ai maltrattamenti subiti durante la prima infanzia a causa della detenzione nei lager nazisti. Greg Schneider, vicepresidente della “Conferenza sulle rivendicazioni di materiale ebraico contro la Germania” (Claims Conference), sottolinea inoltre come molti dei superstiti abbiano perso l’intera famiglia durante il nazionalsocialismo e siano quindi maggiormente isolati dal punto di vista sociale. L’impossibilità di ricevere supporto familiare renderebbe quindi i sopravvissuti all’Olocausto soggetti potenzialmente più a rischio di esser dimenticati dal sistema. Schneider ha quindi richiesto ed ottenuto che la Germania investa 13.5 milioni di dollari (11,475 milioni di euro) in finanziamenti che assicurino a tutti i sopravvissuti nel mondo la vaccinazione anticovid. Il servizio finanziato dalla Germania si chiama Holocaust Survivor Vaccine Assistance Program (HSVAP) e sarà amministrato dalla Claims Conference di New York in cooperazione con oltre 300 agenzie partner. “Una volta che i governi nazionali renderanno disponibili i vaccini, saremo lì per garantire che ogni sopravvissuto conosca le proprie opzioni, abbia accesso ai vaccini e non si senta abbandonato”, ha dichiarato l’esponente della Claims Conference Stuart Eizenstat.

Organizzazione pratica 

I fondi tedeschi copriranno l’organizzazione degli appuntamenti per il vaccino, il trasporto degli anziani da e verso i centri vaccinali e il coordinamento delle cure di follow-up eventualmente necessarie. Come? Utilizzando il suo database, la Claims Conference sta contattando i sopravvissuti all’Olocausto sia via posta che per telefono, chiedendo se vogliano esser vaccinati e dando loro la possibilità di richiedere qualsiasi tipo di assistenza particolare. Si stima infatti che migliaia dei 340.000 sopravvissuti viventi oggi in tutto il mondo stiano ancora aspettando il loro turno per esser vaccinati, affrontando ostacoli logistici e burocratici che variano a seconda del paese di residenza. Il 40% dei 50.000 sopravvissuti che vivono oggi negli USA, per esempio, non è ancora stato vaccinato. Dalle ricerche della Claims Conference si è scoperto che una delle principali difficoltà incontrate nel vaccinarsi negli USA era costituita dai formulari di registrazione online. Un servizio di supporto è quindi stato appositamente creato per aiutare gli anziani sopravvissuti a registrarsi correttamente. Circa 20.000 dei sopravvissuti di Israele sono invece disabili e quindi esposti a particolari difficoltà logistiche nel raggiungimento fisico dei centri di vaccinazione. La Claims Conference, grazie ai fondi tedeschi, ha quindi organizzato un servizio di ambulanza che si occuperà di scortarli da casa ai centri vaccinali e ritorno, sia per la prima che per la seconda dose. In Ucraina infine, dove la campagna vaccinale procede a rilento, la Claims Conference presume che tra i 12.000 sopravvissuti “una ampia percentuale” avrà bisogno della sua assistenza.

Riparazioni per l’Olocausto

Circa 6 milioni di ebrei furono uccisi per mano dei nazisti durane la seconda guerra mondiale. La Germania continua tutt’oggi a far ammenda per le sue azioni storiche, sia diplomaticamente che attraverso restituzioni fisiche e risarcimenti in denaro. Dal 1952, si stima che la Germania abbia pagato più di 80 milioni di dollari in riparazioni per l’Olocausto. Nel 2021 la Germania distruibuirà ulteriori 625 milioni di dollari (circa 570 milioni di euro) in risarcimenti diretti ad oltre 60.000 sopravvissuti viventi in 83 paesi diversi. La presa di responsabilità morale non si traduce tuttavia esclusivamente in iniziative economiche ma anche in azioni civili e legali. A Marzo 2021, per esempio, Angela Merkel ha sottoscritto un regolamento che consentirà ai discendenti di individui perseguitati dai nazisti di rivendicare la propria cittadinanza tedesca se revocata tra il 1933 ed il 1945. Riguardo a quest’innovativa disposizione di legge, il ministro dell’interno Horst Seehofer ha dichiarato “Questa [legge] non è una semplice riparazione, ma una scusa per la nostra profonda vergogna”.

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