Germania, impennata di persone che scelgono la bici

Sempre più tedeschi scelgono la bici per spostarsi. La pandemia ha contribuito allo sviluppo del settore a due ruote.

Le biciclette sono ormai ovunque in Germania. Il numero di ciclisti è aumentato notevolmente negli ultimi anni e in alcune aree urbane le bici sono diventate il mezzo di trasporto dominante. La pandemia ha dato un ulteriore impulso. Tra contagi e restrizioni molte persone sono passate alle biciclette, soprattutto per evitare i mezzi pubblici. In aggiunta, con palestre, teatri e ristoranti chiusi e gli sport di gruppo vietati, fare un giro in bici era una delle poche attività consentite. Secondo l’Associazione tedesca dell’industria ciclistica, nel 2020 sono state vendute circa un milione di biciclette in più rispetto all’anno precedente. Un aumento notevole, circa il 35%. In media, le persone hanno speso quasi 1.000 euro per una bici nuova, più del doppio rispetto al 2010 (460 euro). L’incremento si deve soprattutto alle e-bike, ben più costose delle bici tradizionali. L’espansione delle due ruote potrebbe però essere un problema per le grandi città, dove spesso non c’è abbastanza spazio per tutti gli utenti della strada.

Il ministro dei trasporti sostiene le bici

Per la Giornata mondiale della bicicletta del 3 giugno, il ministro dei trasporti tedesco Andreas Scheuer ha presentato il suo “Piano ciclistico 3.0“. “Vogliamo rendere la Germania un paese ciclistico – aveva detto ad aprile – il coronavirus non ha molti aspetti positivi, ma ne vediamo uno: un boom del ciclismo”. Scheuer pensa ora in grande. Prevede di fornire incentivi fiscali per l’acquisto di biciclette o e-bike. Il ministro, che era stato criticato durante il suo mandato per aver promosso il traffico automobilistico, vuole raddoppiare il numero di ciclisti in Germania entro il 2030. Il governo prevede inoltre di investire 1,46 miliardi di euro in infrastrutture ciclabili entro il 2023.

La difficile convivenza tra automobili, pedoni e ciclisti

Il significativo aumento di biciclette solleva però diversi problemi. Le auto sono costrette a condividere le strade con ancora più bici e i pedoni sono infastiditi quando più ciclisti usano i marciapiedi. Diverse città e comuni stanno progettando piste ciclabili separate ma costose, con ampi parcheggi per bici nelle stazioni, come quello di Münster. Inoltre, sono previsti molti ponti ciclabili per superare le strade trafficate. Ci sono poi in cantiere autostrade ciclabili, come quella della regione occidentale della Ruhr che collegherà circa 10 città e sarà lunga oltre 100 chilometri. Nel frattempo, però, la convivenza tra i diversi utenti della strada è tutt’altro che tranquilla. Diversi incidenti si verificano negli incroci trafficati. Secondo uno studio della German Social Accident Insurance, circa il 66% di tutti gli incidenti che feriscono o uccidono ciclisti in Germania si verificano nei principali incroci stradali. Potrebbe dunque servire molto tempo prima che la Germania diventi veramente a misura di bicicletta.

Puntare sulla mobilità condivisa

Andreas Knie, ricercatore sulla mobilità, ritiene che il progetto di una migliore infrastruttura per le biciclette sia solo una parte della risposta al traffico e all’inquinamento. Secondo lui, la costruzione di nuove piste ciclabili, molto costose, dalla periferia al centro della città, secondo i piani della città di Berlino, non risolverà tutti i problemi. Per il futuro, Knie auspica piuttosto un modello di “mobilità condivisa”. In quest’ottica, gli schemi di car e bike sharing dovrebbero essere ampliati. “Avremo molto più lavoro mobile e dovremo imparare a condividere le auto, anche nelle aree rurali – ha dichiarato Knie a DW – e noleggiare biciclette invece di possederle”.

 

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 In copertina: foto di Free-Photos via Pixabay

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