Elezioni europee, Capri23auto, https://pixabay.com/it/photos/bandiera-europa-bandiera-europa-3370970/ CCO

Cosa la Germania e l’Europa stanno facendo per l’Italia. E perché è importante informarsi bene

Girano troppe bufale, meme e informazioni parziali su come l’Europa sta reagendo alla situazione.

Siamo in un momento difficile. Non solo l’Italia, ma tutto il mondo. È facile avere il desiderio di scaricare su qualcuno le responsabilità della tragedia in atto. È anche legittimo, a patto che si faccia non attraverso meme o catene che girano su whatsapp o i social network, ma da fonti ufficiali e incontrovertibili. Pensiamo bene prima di scrivere sciocchezze o alimentare odio verso il prossimo, che sia il vicino di casa o d’Europa, sicuri di essere sempre e solo dalla parte della ragione. Aggiungiamo che anche per politici e persone con ruoli istituzionali non è facile. È una situazione fuori dal normale, per cui è difficile essere preparati, sia a livello strategico che emotivo. Questo articolo però è soprattutto per mettere dei punti su alcune questioni dibattute in questi giorni:

1 – Mascherine bloccate dalla Repubblica Ceca? Come confermato dall’Ambasciata italiana a Praga c’era un’indagine in corso su quel materiale. E per questo erano state sequestrate. Nonostante questo il governo ha deciso di inviare subito il carico senza attendere la conclusione dell’inchiesta di polizia per scoprire come l’ingente refurtiva sia stata trafugata e dove.

2 – Germania che non ci aiuta? Al momento è l’unico Paese europeo offertasi di ospitare 6 nostri connazionali ricoverati in Lombardia. Organizzeranno un trasporto ad hoc per portarli in Sassonia. E Baviera, Nordreno-Vestfalia e Baden-Württenberg hanno già fatto capire che seguiranno l’esempio. Quando avevano bloccato l’invio di mascherine lo avevano fatto (sbagliando) per tutti gli altri Paesi, non solo per l’Italia. Si è sbloccato poco dopo e, assieme all’invio verso l’Italia, hanno donato moltissimo materiale protettivo. Non solo sta aiutando anche i pazienti francesi e questo nonostante sia il quarto paese al mondo per numero di contagi. E per tutti gli italiani residenti in Germania sta facendo girare tanto materiale scritto nella nostra lingua per tenerci informati, aiutare gli imprenditori a salvare le loro aziende e i dipendenti a tenersi il posto.

– La Germania calcola in maniera diversa i decessi? Sì, è allora? Non ha attuato il coprifuoco? Sì, ma di fatto quanto accade qui a Berlino è simile a quanto accade a Roma. Ha un sistema sanitario più solido e ragiona di conseguenza. Magari poi si scoprirà che non è così, ma è una colpa pensare a strategie di contenimento diverse da quella italiana?

– L’Unione Europea? Al di là della Lagarde (che è della BCE, che è un’altra cosa e che per ciò che ha detto, male, si è dovuta scusare e sta rischiando il posto. Ps: quanti di voi un tempo criticavano Draghi?), il 13 marzo ha dichiarato attraverso la Von der Leyen: “Siamo assolutamente pronti ad aiutare l’Italia con qualsiasi cosa di cui abbia bisogno”. Non l’hanno detto, mi pare, né per la Spagna né per altri paesi europei. L’ha detto per l’Italia.

– Ad ogni modo la BCE guidata dalla Lagarde ha approvato qualche giorno fa 750 miliardi di € di piano “Pandemic Emergency Purchase Programme” appositamente studiato per aiutare economie come quella italiana. Qualcuno pensa che con un Italexit il nostro Paese ce la possa fare da solo? Che se l’Italia fosse stata fuori dell’Unione Europa ora avrebbe meno contagi? Se la risposta è sì, temo non ci sia niente da fare.

– Il ministro dell’economia francese Bruno Le Maire ha dichiarato: “Ha avvertito che se l’Unione europea abbandona l’Italia, l’Ue non si riprenderà più”

– Aggiungiamo una domanda: se l’Italia fosse stata in una situazione di minor crisi rispetto ai “vicini” francesi o austriaci, come si sarebbe comportata?

Per ricapitolare, l’Europa e la Germania non saranno o sono perfette, ma quando vogliamo criticare, informiamoci bene e diciamola tutta, non solo ciò che ci fa piacere o comodo dire.

È giusto criticare questa Europa, ma per migliorarla. È giusto chiedere gli Eurobond, è giusto cercare di far capire che l’economia italiana è diversa da quella del centro e nord Europa, che la ricchezza dell’Europa è la sua varietà, ma proprio per questo è importante capire che non tutti i sistemi sono uguali. Se vogliamo però che ciò accada cominciamo ad unirci a spagnoli, greci, portoghesi o croati per mostrare che noi del sud, abbiamo simili esigenze e pensiamo con la stessa testa. Facciamo squadra. Certo, per farla ci vuole sapere fare politica, buona politica che creda nel gioco di squadra. Non certo dando la maggior parte della fiducia – come dimostra il nostro ultimo voto alle europee – a movimenti anti-europeisti che appoggiano il gruppo Visegrad composto da tutti quei leader europei, ungheresi, cechi, polacchi, ecc, che sono sempre pronti a voltare le spalle all’Italia, vedasi la crisi migranti (ps: ricordiamoci sempre chi c’era nel 2003 al governo a ratificare  il Trattato di Dublino, quello che sostanzialmente ancora oggi regola la modalità di richieste d’asilo in Europa). Sia chiaro non diciamo chi si debba votare, il panorama italiano è davvero deprimente, ma almeno di scegliere prima di tutto sulla base della competenza dei candidati, non degli slogan.

A tutti gli italiani che vivono in Germania e usano ogni post sull’emergenza per spargere bile sul Paese che vi ospita: vanno bene le critiche, ma da molti emerge un astio che forse dovrebbe essere risolto pianificando di lasciare la Germania quando tutto questo sarà alle spalle. Non è una bella vita quella passata tra persone e un territorio che non si stima.

A tutti gli altri: facciamo tesoro di questa esperienza. Usiamola per unirci e finalmente far sentire alle nostre classi politiche e lobby che siamo in grado di organizzarci e fare le pulci ad ogni decisione presa nell’interesse di pochi. Vogliamo parlare? Facciamolo, ma a ragione. Veicolare l’ignoranza gli dà solo più potere. Prendiamoci, come detto, del tempo. E ripartiamo da qui, più forti, più informati, più uniti.

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13 commenti
  1. Guido
    Guido dice:

    Apprezzo il tuo articolo e ne condivido approccio e molti punti. La politica italiana degli ultimi 30 anni ha costretto un’intera generazione a cercare fortuna all’estero, perchè anche i cosiddetti “lavori umili” scarseggiano.

    L’Italia è quasi una colonia… In molti casi venire in Germania non è una scelta. Molti tedeschi adorano l’Italia. Molti altri odiano gli italiani. Molti puntano il dito sempre e comunque, in entrambe le direzioni. E non vanno giustificati. La campagna politica si fa nelle sedi preposte.

    Nell’emergenza Coronavirus gli italiani sono spaventati perchè toccano con mano la pericolosità della malattia e conoscono le differenze culturali e di approccio tra i nostri stati. La cancelliera si trova in una situazione tremenda… economia o salute?personalmente mi sentirei più sicuro con il coprifuoco. Molte industrie hanno anticipato l’azione di governo chiudendo gli impianti produttivi. Tutti abbiamo paura… chi tra i lettori è disposto a sacrificarsi per preservare l’economia tedesca.

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  2. Dr.-Ing. Arno Pernozzoli
    Dr.-Ing. Arno Pernozzoli dice:

    Caro Andrea,

    potrebbe gentilmente rivedere il suo articolo, dopo che ieri Germania e Olanda si sono opposti a una modifica della finanziaria europea. Potrebbe informarsi anche sul cosiddetto MES. Pensa ancora che l’Europa sta cercando di aiutare i paesi in difficoltà? Tra questi non conto solo l’Italia.
    Fra le altre, pensa che sia giusto proporre alle voci critiche italiane in Germania di andarsene? Se si informasse non solo tra i canali preferiti dalla adorata cancelliera, noterebbe che queste critiche vengono anche da parte dei tedeschi stessi.
    Quindi il problema non è la Germania o i tedeschi, ma l’apparato politico di questo paese, che confrontato con una vera crisi ha dimostrato di non essere all’altezza. Per fortuna da noi in Baviera le cose stanno andando meglio, grazie a Söder, che secondo me dovrebbe prendere il posto della attuale cancelliera e mettere fuori dalla porta anche l’uno o l’altro ministro a Berlino, tipo quello della sanità.

    Cordiali saluti
    Dr.-Ing. Arno Pernozzoli

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    • May
      May dice:

      Appoggio pienamente l’articolo. Credo che condizioni economiche diverse creano questo dibattito. In materia di lavoro gli stati membri hanno politiche diverse e non solo Italia . Italia eccellente paese ma tutto ora molto ambigua. La sanità pubblica in Lombardia è stata praticamente abbandonata a favore di quella pubblica. Ci sarebbe tanto da scrivere. Il vittimismo è irritante. Il coronavirus tocca non solo l’Italia e l’emergenza sanitaria è il prisma su cui possiamo guardare le brutte politiche sanitarie di molti stati senza attribuire la responsabilità ad altri

      Rispondi
  3. Domenico
    Domenico dice:

    Caro Andrea, non so dove lei viva, (italia o germania) per quanto mi riguarda potrei condividere in parte la sua tesi. Perche chi vive in germania, sa che non fa niente senza un tornaconto sostanzioso. E poi diciamocela tutta l’europa, intesa come unità , é gestita per la maggiore da germania e francia. L’italia e sempre ai margini a dire sempre ” va bene , daccordo” . Chi ci ha governato e ci governa, ha sempre calato le braghe.

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    • nicola accordino
      nicola accordino dice:

      il problema secondo me non é solo da ricercare in un evidente potere contrattuale dato dalla economia più forte e dal debito pubblico inferiore, ma anche e soprattutto nello spessore politico dei nostri rappresentanti, la cui qualità, preparazione e competenza è calata negli ultimi anni fino ad avere i cialtroni che abbiamo. Conte è una persona preparata che sta facendo del suo meglio, nonostante sia circondato da persone impreparate al ruolo che ricoprono.

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  4. Miklòs Kaiszter
    Miklòs Kaiszter dice:

    Questa lettura mi ha schiarito parecchio le idee
    Comunque siamo in quarantena non c’è nesun coprifuoco che veniva fatto in tempo di guerra o sotto regime politico ad una determinata ora…

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  5. Caro
    Caro dice:

    Grazie per l’articolo, ottimo il concetto però per favore basta diffondere il mito nato da un supposizione poco lucida di un virologo italiano di passaggio: – La Germania calcola in maniera diversa i decessi? Sì, è allora?
    La risposta è No! La Germania calcola ogni decesso se la persona è infetta da coronavirus come covid-19! L’ha detto più volte il direttore del RKI in conferenza stampa! Vi prego correggete! Come in Italia, solo che in Germania fanno anche i tamponi post mortem per eventualmente isolare i contatti del deceduto. Le ragioni della diversa mortalità tra i 2 paesi sono altre. Grazie!

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  6. Vanda L Croasdale
    Vanda L Croasdale dice:

    Noi italiani non ci smentiamo mai. Anche qua’ in USA abbiamo molti italiani i quali mordono la mano che gli da’ da mangiare. Non ho mai capito perche’ non tornano in Italia …( frase ironica….sappiamo bene perche’ rimangono ) .Dopotutto non li trattiene nessuno. In USA tutti siamo liberi di andare o di restare.

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