Corte Costituzionale tedesca contro Berlino: non si può vietare il foulard in testa agli insegnanti

Berlino, insegnante rifiutata per via del velo: Corte Costituzionale contro l’atto di neutralità

Impedire alle insegnanti di fede islamica di lavorare per via del velo è anticostituzionale. Così si è pronunciata la Corte Costituzionale tedesca Giovedì 27 Agosto nei confronti una giovane insegnante di fede islamica. Inizialmente  rifiutata per via del velo durante un colloquio di lavoro, la giovane in questione ha immediatamente aperto un processo contro il tribunale del lavoro di Berlino-Brandeburgo. Comincia così un lunga e complessa battaglia legale dove al danno segue anche la beffa. Come riporta la Deutschewelle, infatti, nel Novembre 2018 la Corte sentenzia da parte dell’interessata il pagamento di circa €5,159 come misura compensatoria per aver aperto il processo. Nè l’insegnante né i suoi avvocati difensori si arrendono. Infatti, il divieto di simboli religiosi è legato all’offesa della sensibilità altrui.

Concepito per proteggere la libertà di culto, il “principio di neutralità” è potenzialmente discriminatorio, oltre che anticostituzionale. Ancora una volta, però, i risultati ottenuti non sono quelli sperati. La Corte si pronuncia contro, sottolineando come non sussista alcun movente discriminatorio, supportando, dunque, la validità della prima sentenza. La magistratura competente, infatti, sottolinea che la religione della donna in questione non deve prevalere sul principio di neutralità, fondamenta del divieto di esporre simboli religiosi sul luogo del lavoro. Ad essere interpellata, infine, è Corte Costituzionale Federale tedesca. Si tratta dell’ultima possibilità per la giovane insegnante di far prevalere la propria libertà religiosa nell’esercizio della docenza. Ed ecco arrivare la tanto attesa svolta in questa ardua impresa. Per i giudici le precedenti sentenze sono lesive per la libertà di religione della donna. Portare l’hijab durante il servizio lavorativo, inoltre, non implicherebbe alcun rischio per la sensibilità altrui. L’atto di neutralità , prosegue il giornale tedesco Die Zeit, andrebbe, dunque, rivisto e reso più conforme alla libertà religiosa.

Tra neutralità ed anticostituzionalità: una questione controversa

Tuttavia, il caso dell’insegnante musulmana a Berlino è soltato uno dei vari processi portati avanti a difesa della libertà di religone dagli effetti collaterali del principio di neutralità. Come sottolineato dal Zeit, questa tematica è da tempo al centro di numerosi dibattiti anche all’interno della politica berlinese stessa. La delicatezza e complessità del tema, inoltre, comporta non poche dispute tra il partito dei Verdi ed SPD. A favore della conformità costituzionale del suddetto principio si esprime, ad esempio, la senatrice per la cultura Sandra Scheeres (SPD). A tale prospettiva, invece, si oppone dal canto dei verdi Dirk Behrendt, senatore per la giustizia. La legittimità del velo islamico in contesti di vita quotidiana, come nel caso del luogo di lavoro, interessa da più di due decenni anche i giudici tedeschi. Sempre più difficile, però, rimane pronunciarsi definitivamente per risolvere le controversie sollevate dal principio di neutralità. Mentre per alcuni tale principio non implica alcuna discriminazione religioso-culturale, altri insistono sulla necessità di riforma del suddetto principio. Vanno puntualizzate, inoltre, tutte le condizioni necessarie perchè possa sussistere un effettivo rischio di danneggiamento della sensibilità altrui. Altre questioni oggetto di accese discussioni riguardano la possibilità di indossare indumenti religosi per datori di lavoro, così come concedere legalmente il velo nel settore della docenza e della giustizia.

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Immagine di copertina: © Zibik Pixabay

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