Un ospedale tedesco ha perso la causa contro un dottore licenziato perché “non così cattolico”

Si risposa senza annullare il vecchio matrimonio: per un ospedale di Düsseldorf è troppo

L’orientamento religioso nel 2019 può essere un problema sul posto di lavoro. Come nel caso di un primario di un ospedale cattolico di Düsseldorf. Nel contratto con cui era stato assunto presso l’ospedale aveva affermato di aver ricevuto un’educazione cattolica in passato, ma si è verificato un imprevisto in seguito al suo matrimonio. Il medico infatti si era separato dalla prima moglie nel 2008, e successivamente si era risposato civilmente con un’altra donna, ma senza che il primo matrimonio fosse stato annullato. Proprio questo fatto ha portato al licenziamento del dottore, in quanto non aveva rispettato alcuni obblighi legati al suo contratto di lavoro. In Germania le istituzioni gestite dalla Chiesa, che offrono lavoro a circa 1,4 milioni di persone, godono di uno statuto speciale.

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L’iter processuale

Come riporta The Local, la prima sentenza della Corte Federale del Lavoro del 2011 aveva affermato che si trattava di un licenziamento ingiusto. Questo perché l’ospedale, in passato, non aveva punito allo stesso modo altri suoi dipendenti per casi simili, che però avevano diversi orientamenti religiosi, ad esempio appartenenti alla Chiesa evangelica o atei. Quindi un licenziamento non coerente e all’apparenza piuttosto di parte. Successivamente però questa decisione era stata ribaltata dalla Corte costituzionale federale tedesca (Bundesverfassungsgericht – BVerfG), l’organo giurisdizionale più importante in Germania, che aveva ritenuto che il responso della Corte del Lavoro avesse violato l’indipendenza della Chiesa dallo Stato.

L’ultima sentenza

A marzo è arrivata la decisione della Corte di giustizia dell’Unione Europea, che invece si è schierata in disaccordo con la Corte costituzionale federale tedesca. L’ultima sentenza infatti ha confermato il verdetto precedente della Corte Federale del Lavoro, stabilendo che il licenziamento ha costituito un discriminazione nei confronti del medico. Si conclude così una disputa legale che durava da più di dieci anni.

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Immagine di copertina: © Photo by rawpixel on Unsplash, CC0

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