La rigida burocrazia tedesca sta facendo impazzire questa ottantenne

Un’ottantenne tedesca ha avviato una causa contro la sua banca perché trova che il linguaggio utilizzato nei suoi formulari sia discriminatorio.

La controversia tra Marlies Krämer, un’anziana signora 80enne della regione tedesca del Saarland, e la sua banca è giunta fino all’ultimo grado di giudizio in Germania. La ragione sarebbe l'”errore” commesso dalla banca Sparkasse nella modulistica: la donna si lamenta infatti dell’utilizzo esclusivo nei formulari di termini maschili come per esempio Kunde anche nel caso di clienti donne. «È assurdo che nel 2018 in Germania venga ancora usato il termine maschile indipendentemente dal genere dell’interlocutore» ha dichiarato la donna. La banca si è difesa parlando di pragmatismo burocratico: nella burocrazia tedesca la forma maschile Kunde viene infatti solitamente utilizzata come termine generico per ragioni di praticità.

 

Le ragioni della donna

L’anziana signora, residente nel Bundesland tedesco del Saarland, non trova giusto che la sua banca le intesti lettere al maschile. Per ragioni di praticità la Sparkasse utilizza infatti solo la forma maschile della parola cliente (Kunde) nella sua modulistica. La donna vorrebbe che invece che le si rivolgessero usando la forma femminile, ovvero Kundin. Bisogna però tenere presente che in tedesco la forma maschile di un sostantivo è generalmente come forma generica. L’avvocato della donna, Wendt Nassall, ha parlato di “questione di principio”, spiegando che il caso riguarda in generale l’uguaglianza tra i sessi. Anche Stevie Schmiedel, fondatrice dell’organizzazione femminista Pinkstinks, ha sostenuto l’azione legale della donna: «È inaccettabile che 100 anni dopo che le donne hanno ottenuto  il diritto di voto ancora si parli esclusivamente al maschile» ha dichiarato.

Una questione di pragmatismo

La posizione delle Sparkasse tedesche è piuttosto diversa: per la banca è una questione di pragmatismo. La società sottolinea infatti che quando si tratta di corrispondenza diretta con i loro clienti, viene sempre utilizzato il genere appropriato e che il maschile viene usato solo nei formulari generici per snellire il procedimento. Come dichiarato dal portavoce Stefan Marotzke, la praticità è il semplice motivo che si cela dietro la scelta di formulari standard. «La forma maschile è stata usata per riferirsi collettivamente a entrambi i sessi per 2.000 anni. Non stiamo parlando di nulla di più di una convenzione storicamente assodata»: così si è pronunciata la Corte del Saarland che ha esaminato il caso a livello regionale. Questa argomentazione è stata però respinta da Mechtild Düsing, membro del consiglio della Società tedesca degli avvocati che ha dichiarato: «Ciò che era corretto 2000 anni fa non può essere corretto oggi». Sarà quindi la Corte di cassazione federale a giudicare il caso.

Che è Marlies Krämer

Marlies Krämer lotta da una vita per i diritti delle donne. A lungo rinunciò al proprio passaporto, raccolse firme e lottò affinché il Consiglio federale accettasse di inserire sul formulario la formula femminile per titolare (Inhaberin) accanto a quella maschile (Inhaber). Successivamente si batté contro l’usanza per cui in Germania alle aree di alta pressione vengono attribuiti nomi maschili, mentre a quelle di bassa pressione nomi femminili. Quella contro il linguaggio della sua banca è dunque soltanto una delle tante battaglie portate avanti da una femminista convinta.

 

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