Gli Hohenzollern vs Germania: “Se non ci risarcite svuotiamo i vostri musei”

L’ex famiglia reale degli Hohenzollern vuole farsi restituire beni artistici e culturali attualmente in prestito nei musei tedeschi

Gli Hohenzollern minacciano di farsi restituire dipinti, sculture, mobili, libri e materiale storico attualmente in prestito presso gli istituti pubblici in Germania. La minaccia di revocare tali beni artistici e culturali servirebbe da leva per fare avanzare i negoziati sulle pretese di risarcimento della nobile famiglia del Baden-Württemberg, rimasti in sospeso dal 2019.

Trattare con opere d’arte

In una lunga lettera all’agenzia di stampa tedesca, il negoziatore degli Hohenzollern Jürgen Aretz ha sottolineato che i beni revocabili non si limiterebbero a quelli esposti a Berlino e nel Brandeburgo ma includerebbero la totalità degli oggetti in prestito presso tutti gli istituti pubblici di Germania. Qualora lo Stato Federale non accettasse un patteggiamento migliaia di beni immobiliari e famose opere d’arte dovrebbero essere consegnati agli Hohenzollern, per un valore di milioni di euro. Il 15 Febbraio 2021, il Senatore della Cultura di Berlino, Klaus Lederer, ha pubblicamente condannato la provocazione degli Hohenzollern accusandoli di aver tentato di ricattare lo Stato tedesco in una mossa reputata tanto strategica quanto poco nobile. Lederer ha quindi ritenuto inaccettabile un tentativo di riprendere i negoziati che si basi su minacce al settore pubblico ed ha deciso di lasciare al principe ereditario Georg Friedrich la decisione di ritirare o meno gli oggetti in questione dai musei.

Hohenzollern vs Germania: una disputa di natura storica

Le trattative tra Berlino, Brandeburgo e il Governo federale da un lato e gli Hohenzollern dall’altro, durano quasi da 7 anni. La casata nobiliare richiede da tempo un risarcimento per gli immobili che dopo il 1945 divennero proprietà dello Stato socialista e successivamente della DDR. Tra le proprietà perdute dagli Hohenzollern spiccano Palazzo Cecilienhof, famoso per le sue 176 stanze e situato nei pressi di Berlino, ed il castello di Rheinfels, affacciato sul Reno nella pittoresca valle del Mittelrhein. Altri beni per cui l’ex famiglia reale richiede risarcimento sono conservati presso la Fondazione Prussian Palaces and Gardens, la Prussian Cultural Heritage Foundation ed il German Historical Museum e sono esposti nei famosi palazzi di Charlottenburg, Sanssouci e Cecilienhof. Al centro della controversia vi è tuttavia una legge che impone che nessun compenso sia concesso a coloro che “hanno dato un contributo considerevole” al sistema nazionalsocialista. Non c’è accordo tra gli storici sul rispetto di questo prerequisito da parte della famiglia Hohenzollern. Infatti già nel 1926, durante la campagna elettorale di Hitler, Guglielmo di Prussia ospitò Göring, Röhm e lo stesso Adolf a Palazzo Cecilienhof, sostenendo il nascente nazionalsocialismo in modo considerevole. É famoso inoltre il Potsdam Day del 1933, quando la famiglia reale mise a disposizione la propria tenuta di Potsdam per la riunione di Hitler e l’allora Reichspräsident Hindenburg, investendo volontariamente l’incontro di un’apparenza dinastica.

 

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