Berlino ha bisogno di più alloggi per i rifugiati: riattivate alcune vecchie strutture

Il Senato di Berlino riattiva il villaggio container a Tempelhof per ospitare i rifugiati

A seguito delle decisioni di Berlino di ammettere e fornire assistenza a centinaia di rifugiati, il Dipartimento per gli Affari Sociali e l’Integrazione del Senato è alla ricerca di strutture idonee all’accoglienza. Un primo complesso designato per questa funzione è il villaggio container sito nell’ex aeroporto di Tempelhof. Questa struttura era già attiva nel 2017, quando vennero ospitati i primi residenti, ma chiusa soltanto 2 anni dopo, nel 2019. Ora il Senato di Berlino ha deciso di ripristinare quello che è il villaggio container più grande della città. La capienza totale del complesso è di circa 1.100 posti ed è prevista, entro il 1º febbraio, la messa in funzione di 280 di essi. Sempre a febbraio, in Pankower Groscurthstrasse dovrebbe essere pronto un ulteriore villaggio container. Altre alternative in fase di valutazione sono due alloggi modulari in Brabanterstraße e Fritz-Wildung-Straße a Charlottenburg-Wilmersdorf, rispettivamente con 200 e 155 posti.

Le decisioni del Senato di Berlino

Negli scorsi mesi Berlino ha approvato diversi piani di accoglienza per i rifugiati. L’ultimo è stato concordato lo scorso dicembre e mira ad ospitare 500 cittadini afghani particolarmente vulnerabili nei prossimi 5 anni. Tutte le ammissioni verranno effettuate in collaborazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM). Gli interessato sono rifugiati e sfollati particolarmente vulnerabili, come donne vittime di violenza familiare, giovani costretti al lavoro minorile, persone traumatizzate da conflitti.

Nancy Faeser, la neo Ministra degli Interni annuncia nuove misure di integrazione per gli afghani

Nancy Faeser (SPD) ha annunciato che a seguito delle valutazione del Governo sono alte le probabilità che ai rifugiati provenienti dall’Afghanistan sarà consentito di rimanere in Germania. L’Afghanistan, che dallo scorso agosto è sotto il dominio dei talebani, insieme a Siria, Eritrea e Somalia, sarà considerato un Paese la cui provenienza garantisce prospettive attendibili di permanenza in Germania. Sarà quindi consentito ai richiedenti asilo di seguire corsi di lingua e integrazione anche prima che venga presa una decisione definitiva sulle loro domande di accoglienza. “Sin dalle prime fasi, dobbiamo lavorare per integrare le persone che vengono da noi e che probabilmente rimarranno in Germania”, ha detto Faeser, spiegando la motivazione alla base della decisione. Finora, infatti, le persone in cerca di protezione potevano frequentare corsi di integrazione solo in casi eccezionali.

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Foto di wal_172619 da Pixabay 

 

 

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