Thyssenkrupp in piena crisi, annunciati altri 5mila licenziamenti, 11 mila in totale in 4 anni

La crisi economica portata dal Covid-19 sta colpendo anche la Thyssenkrupp

Thyssenkrupp, il colosso tedesco leader nella lavorazione dell’acciaio, è stato costretto a rivedere i suoi piani per il futuro, dichiarando di dover licenziare 5.000 dipendenti, oltre a quelli già stabiliti. Nel maggio del 2019, l’azienda aveva già annunciato il taglio di 6.000 posti di lavoro da effettuare in 3 anni di cui, nell’ultimo anno, ne sono già stati resi effettivi 3600 . A questi, però, si aggiungeranno altri 5.000 licenziamenti, per un totale di 11.000 nell’arco 4 anni. Ciò è quanto annunciato dall’azienda il 19 novembre 2020, in occasione della presentazione del bilancio per l’esercizio 2019-2020, che si era concluso alla fine di settembre. L’ultimo anno fiscale è stato determinato dagli effetti provocati dalla pandemia, che hanno provocato un calo delle vendite del 15%, e una perdita di 1,63 miliardi di euro, rispetto ai 110 milioni di euro dell’anno precedente. I numeri confermano, quindi, che quella della Thyssenkrupp è stata una scelta obbligata. Secondo quanto dichiarato da Oliver Burkhard, direttore delle risorse umane, i licenziamenti, che «rimangono l’ultima risorsa» ma che «non possono essere esclusi» poiché inevitabili nello scenario attuale, fanno parte di un piano di ridimensionamento attuato dalla multinazionale, che si configura come «il più grande processo di ristrutturazione nella storia di Thyssenkrupp». Burkhard, rassicura anche che «si cercheranno, insieme ai rappresentanti locali dei lavoratori, strumenti adeguati a seconda delle dimensioni e della gravità della situazione economica». Tuttavia, l’amministratrice delegata Martina Merz dichiara che «l’azienda non ha ancora raggiunto l’obiettivo» e «sebbene i passaggi successivi potrebbero essere più dolorosi di quelli precedenti, dovranno comunque essere effettuati». Il Consiglio di Amministrazione prenderà, infatti, delle decisioni su come procedere ma, sempre secondo la CEO dell’azienda, si dovrà «andare oltre la ‘zona rossa’ prima di rendere la Thyssenkrupp pronta per il futuro».

L’unione fa la forza: Thyssenkrupp nasce da due aziende che si tramandano dal 1800

La Thyssenkrupp AG è un gruppo industriale tedesco con sede ad Essen che opera nei settori dell’industria automobilistica, dell’ingegneria meccanica, nel commercio di materie prime e nella produzione di acciaio. L ‘azienda, che oggi vanta grandi stabilimenti industriali, è nata dalla fusione di due società, ovvero la Thyssen e la Krupp, che prendevano il nome dai loto fondatori: i fratelli August e Joseph Thyssen e Friedrich Krupp. La Thyssen nacque nel 1891 dalla miniera di carbone di Gewerkschaft Deutscher Kaiser, in cui, ancora oggi, si trova lo stabilimento mentre la Krupp, fondata nel 1811, era un’azienda manifatturiera inglese incaricata della produzione di acciaio che, un anno dopo la sua nascita, entrò a far parte del commercio internazionale. Entrambe le aziende continuarono a crescere negli anni, evolvendosi e adeguandosi al progresso, finché i loro destini si incrociarono e, nel 1980, vennero concluse le negoziazioni per la fusione della Thyssen Stahl AG e della Krupp Stahl AG. Nonostante l’alleanza non venne consolidata nell’immediato, tra le due aziende crebbe un’enorme cooperazione che si espanse ulteriormente dopo la loro unione nella società Thyssen Krupp Stahl AG, avvenuta nel 1997. L’intensa e sinergica collaborazione e il grande potenziale delle due società si concretizzarono nella loro completa fusione, che avvenne formalmente nel 1999 con l’inserimento della Thyssen Krupp AG nel Registro delle Imprese.

L’incendio nella Thyssenkrupp di Torino

Oltre che per i meriti – e per l’attuale crisi – che caratterizzano la ThyssenKrupp AG, la multinazionale viene ricordata anche per un grave incidente che, nel 2007, ha colpito una delle sue filiali italiane. Si tratta della fabbrica Thyssenkrupp di Torino in cui, nella notte tra il 5 e il 6 dicembre, lo scoppio di un grave incendio ha provocato vittime e polemiche. Sette, infatti, furono gli operai rimasti coinvolti nell’accaduto che riportarono lesioni molto gravi, eccetto Antonio Schiavone, che perse la vita quasi sul colpo. Nonostante, la Thyssenkrupp avesse deciso di chiudere la filiale e di concentrare l’attività produttiva in un altro stabilimento italiano, in quel periodo erano stati intensificati i ritmi di lavoro tanto che, secondo i sindacati, alcuni degli operai coinvolti, quel giorno lavoravano da 12 ore consecutive. La tragedia sconvolse i cittadini dell’intero Paese ed evidenziò la necessità di un maggiore «impegno per estirpare l’inaccettabile piaga delle morti e degli incidenti sul lavoro». Pochi mesi dopo, infatti, il Governo accelerò il varo del Testo Unico delle leggi sulla sicurezza sul lavoro, portandolo alla luce nell’aprile 2008 e l’accaduto venne anche rappresentato nel film “La Fabbrica dei Tedeschi” del regista Mimmo Calopresti. Questa vicenda dovrebbe ricordare alla ThyssenKrupp che, anche in tempi di crisi, la tutela e la protezione dei propri lavoratori riveste un’importanza fondamentale, poiché i dipendenti di un’azienda rappresentano “il motore” che la fa andare avanti.

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Immagine di copertina da Flickr di Marco Verch CC2.0

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