Studi berlinesi ritengono di poter sconfiggere il Coronavirus anche senza vaccino

Test simultanei di intere popolazioni potrebbe essere, secondo il genetista Han Lehrach, la strategia giusta per combattere il Civid-19

Il ricercatore berlinese Hans Lehrach, uno dei più importanti genetisti al mondo, ha sviluppato una strategia per eliminare la diffusione del Coronavirus, senza dover aspettare lo sviluppo di un vaccino. Il progetto consiste nell’uso di tecniche di sequenziamento dei geni all’avanguardia per test completi su Sars-CoV-2. In linea di principio si tratta di inviare ad ogni persona in Germania circa cinque provette campione. I campioni vengono poi elaborati e sequenziati in centri di analisi regionali. Dai risultati si potrà dire chi ha il virus e chi no. I test dovrebbero essere ripetuti più volte, per circa cinque settimane. Importante è eseguire i test ad ognuno in maniera simultanea. Se, invece, tutti vengono sottoposti ai test non in modo coordinato, come sta accadendo attualmente, le persone che non sono state testate continueranno a contagiare nuove persone. La strategia di Lehrach, quindi, avrebbe efficacia solo nel momento in cui si testano intere popolazioni, preferibilmente in tutto il mondo. Il vantaggio di questo approccio è che è possibile iniziare immediatamente e non richiede molto tempo. In questo modo il virus dovrebbe scomparire nel giro di poche settimane e come minimo, sarà possibile ridurre il numero di persone infette.

Milioni di test alla volta

«Abbiamo un’enorme capacità di sequenziamento che dovrebbe essere utilizzata», sostiene Lehrach, «In gran parte automatizzeremmo la ricezione e la manipolazione delle provette nei laboratori di prova, ma soprattutto automatizzeremmo la lettura dei test» Mentre una macchina PCR convenzionale analizza al massimo 384 campioni in una volta, le macchine di sequenziamento ad alte prestazioni potrebbero gestire circa venti miliardi di letture in uno o due giorni. Da un punto di vista puramente tecnico, tali dispositivi potrebbero essere utilizzati in un centro di analisi per processare milioni di campioni in parallelo in un tempo molto breve. Tuttavia, attualmente, non ci sono ancora centri di analisi e non c’è automazione. Il personale di laboratorio dovrebbe ordinare i campioni a mano. Se una sola persona potesse gestire dieci tubetti al minuto, ciò significherebbe 600 tubetti all’ora e più di 21.000 alla settimana. Si dovrebbero assumere più persone o si dovrebbero trovare rapidamente soluzioni di automazione per poter lavorare milioni di campioni. Secondo Lehrach, sarebbe opportuno che le autorità sanitarie organizzassero la spedizione delle provette. Ma per non sovraccaricarle di lavoro, potrebbero essere le persone stesse ad inviare le provette ai centri di analisi. Secondo le stime dei ricercatori, il prezzo di un’analisi, compresi i costi logistici e di investimento, ammonterebbe a qualche euro per test. Si tratta di «un importo minimo in considerazione dell’enorme perdita economica già accumulata a causa della necessità di distanza sociale», sottolinea Lehrach. Inoltre è molto più economico rispetto al test PCR, che ha un costo di 60 euro.

Un’investimento per il futuro

Attualmente Lehrach sta tenendo i primi colloqui con i responsabili sulle possibilità di applicare la tecnologia nel modo più ampio possibile. È necessario un finanziamento iniziale per testare tutte le fasi. Lehrach: «Considerata l’urgenza, dovremmo essere in grado di creare collettivamente, entro pochi mesi, un’infrastruttura efficiente per i test a livello di popolazione e fornire i finanziamenti necessari per farlo». Poi la strategia potrebbe essere testata prima in una regione, ad esempio a Berlino, per poterla poi espandere. Naturalmente, questo richiederebbe la volontà dei cittadini di partecipare. Inoltre, la produzione e la distribuzione di massa di kit di prova richiederebbe denaro e il sostegno delle autorità locali. Si tratta anche di un investimento per il futuro perché il Corona non sarà l’ultima pandemia che l’umanità vivrà.

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Immagine di copertina: Pixabay 

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