BioNTech pronta a produrre 3 miliardi di dosi di vaccini nel 2022

Pfizer-BioNTech: incremento della produzione e lotta alle varianti. Von der Leyen: per l’UE 4 milioni di dosi extra nelle prossime settimane

Il duo Pfizer-BioNTech intende raddoppiare la produzione del vaccino entro la fine del 2021 e punta a produrne 3 miliardi di dosi nel corso del prossimo anno. L’UE sigla un accordo per ricevere subito ulteriori 4 milioni di dosi per sostenere i Paesi dell’Unione, dove la diffusione delle varianti e l’aggravarsi della situazione epidemiologica destano sempre più preoccupazione. E intanto continua il dibattito sul vaccino russo Sputnik V.

L’annuncio di Pfizer-BioNTech

L’azienda farmaceutica tedesca, che ha sviluppato il vaccino in collaborazione con il colosso statunitense Pfizer, ha annunciato l’intenzione di aumentare la produzione del 50% già entro la fine del 2021, arrivando così a produrre 2 miliardi di dosi. Inizialmente se ne erano previste 1,3 miliardi. Il CEO di BioNTech, Ugun Sahin, ha annunciato che l’azienda mira a rendere disponibili 3 miliardi di dosi nel 2022, per cercare di soddisfare la sempre maggiore richiesta di vaccini da parte degli Stati impegnati nella lotta al coronavirus, che continua a preoccupare soprattutto a causa della diffusione delle varianti. E infatti Sahin ha aggiunto che BioNTech e Pfizer hanno iniziato a sperimentare una potenziale terza dose per combattere ulteriori mutazioni del virus che potrebbero resistere al vaccino attuale. “Ora sappiamo che l’evoluzione del virus può portare alla comparsa di varianti che presentano nuove caratteristiche biologiche e mediche”, ha detto.

Pandemia e vaccini in Europa: allarme terza ondata e la questione Sputnik V

Il 10 marzo la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha riferito che l’UE si è accordata con Pfizer-BioNTech per la fornitura di dosi aggiuntive di vaccino: l’accordo offrirà 4 milioni di dosi entro la fine di marzo in aggiunta alle consegne già previste. Queste dosi extra saranno destinate alle regioni in cui si registra un elevato numero di nuovi focolai. Finora l’UE ha ricevuto meno di 100 milioni di vaccini, ben al di sotto delle previsioni iniziali. Ma ora è fondamentale per l’Unione aggiornare la strategia di vaccinazione e garantire un maggiore afflusso di vaccini per contrastare la pandemia. La diffusione delle varianti sta infatti causando un vertiginoso aumento di contagi e ricoveri in diversi Paesi europei. In Francia le autorità sanitarie hanno avvertito che a Parigi i posti in terapia intensiva riservati ai pazienti Covid sono quasi tutti occupati. L’allarme arriva anche dalle autorità sanitarie regionali, che hanno deciso di rimandare gli interventi non urgenti per avere più letti a disposizione se la situazione dovesse ulteriormente peggiorare. Il governo si riunirà per decidere su un inasprimento delle restrizioni, cercando di evitare un nuovo lockdown totale.

La situazione in Germania

Il 10 marzo la Germania ha registrato più di novemila nuovi contagi in 24 ore, più del doppio rispetto al giorno prima. Anche il numero dei decessi è tornato a salire. Per accelerare nella campagna di vaccinazione si è deciso di coinvolgere anche i medici di famiglia. Il presidente del KBV, Andreas Gassen, ha dichiarato che ciò permetterebbe di vaccinare 20 milioni di persone al mese a partire da aprile, immunizzando così l’intera popolazione adulta entro agosto. Il capo della Commissione permanente per i vaccini (Stiko), ha inoltre elogiato il vaccino russo Sputnik V, ora ancora in fase di studio da parte dell’EMA, che non ha ancora annunciato se e quando sarà approvato. Nel frattempo, un’azienda italiana, la Adienne Pharma&Biotech, ha comunicato di aver firmato un accordo con la Russia per poter produrre il vaccino nei suoi stabilimenti in Lombardia. Il Governo italiano ha però affermato che si tratta di un accordo privato e ha ribadito la sua intenzione di attenersi alla strategia vaccinale europea.

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Immagine di copertina: © Pixabay

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