Le 10 caratteristiche dei tedeschi secondo il loro ex Ministro degli interni

Thomas de Maizière, ha stilato una lista di quelle che potrebbero essere le 10 caratteristiche che definiscono l’identità tedesca.

Ci siamo sicuramente ritrovati in conversazioni in cui eravamo sicuri di conoscere perfettamente il modo in cui riconoscere la nazionalità di qualcuno, in base al suo comportamento o anche solo per le caratteristiche fisiche. Quante volte abbiamo letto sul giornale o sentito in tv frasi come “gli americani pensano questo…” “i francesi fanno questo…” “i tedeschi sono questo…”? Magari eravamo proprio noi a dirlo. Molto spesso questo genere di semplificazioni non sono che il frutto di una generalizzazione data dalla singola esperienza personale. Il passo da semplificazioni a generalizzazioni è breve e si richia di cadere nel pregiudizio. Sui tedeschi corrono innumerevoli stereotipi: sono freddi, precisi, sporchi etc. L’ex Ministro degli Interni tedesco (in carica fino al 2018), Thomas de Maizière, nel 2017 ha stilato una lista di quelle che potrebbero essere le 10 caratteristiche che definiscono l’identità tedesca.

Le 10 caratteristiche dei tedeschi

1.Noi attribuiamo importanza ad alcune abitudini sociali, non perché siano di contenuto, ma perché sono espressione di un certo atteggiamento.

Diciamo il nostro nome. Ci diamo una mano a vicenda. Nelle dimostrazioni pubbliche abbiamo il divieto di nasconderci. “Mostrare la faccia” – questa è l’espressione della nostra convivenza democratica. Nella vita di tutti i giorni, è importante per noi sapere se il nostro interlocutore ha un volto felice o triste. Siamo una società aperta. Mostriamo il nostro volto. Non siamo il Burka.

2.Vediamo l’istruzione e l’educazione come valore e non come uno strumento.

Gli studenti imparano – a volte con incomprensione – ciò di cui non avranno bisogno nella loro futura vita professionale. Alcuni sostengono, quindi, che la scuola dovrebbe essere più preparata per le occupazioni successive. Ma questo non corrisponde alla nostra concezione dell’educazione. L’educazione generale ha un valore in sé. Questa consapevolezza sta plasmando il nostro paese.

3.Vediamo il rendimento come qualcosa di cui tutti possono essere orgogliosi.

Ovunque: Nello sport, nella società, nella scienza, nella politica o negli affari. Chiediamo prestazioni. Le prestazioni e la qualità portano prosperità. L’idea di performance ha reso forte il nostro Paese. Forniamo anche aiuto, abbiamo sistemi di previdenza sociale e offriamo aiuto alle persone che ne hanno bisogno. Come Paese vogliamo farlo e come Paese possiamo permettercelo. Siamo anche orgogliosi di questo risultato.

4.Siamo eredi della nostra storia, con tutti i suoi alti e bassi.

Ereditiamo la storia con tutti i suoi alti e bassi. Il passato plasma il nostro presente e la nostra cultura. Noi siamo eredi diretti della storia tedesca. Per noi la storia è lotta per l’unità, per la fusione dei singoli Länder in uno Stato federale (purché si salvaguardi la libertà e la pace dei nostri vicini), lotta per la libertà. Ciò costituisce l’essenza più profonda della nostra storia. E naturalmente è da ciò che nasce questo particolare rapporto con il diritto a esistere di Israele.

5.Noi siamo una nazione culturale. 

Quasi nessun Paese è cos’ tanto influenzato dalla cultura e dalla filosofia come la Germania. La Germania ha avuto una grande influenza sullo sviluppo culturale di tutto il mondo. Bach e Goethe “appartengono” al mondo intero ed erano tedeschi. Abbiamo la nostra personale comprensione dell’importanza della cultura nella nostra società. La musica viene suonata in occasione di una cerimonia politica o di un anniversario scolastico. All’inaugurazione di una grande sala da concerto – naturalmente – è presente il presidente della Confederazione, rappresentante del governo, del parlamento, della giurisprudenza e della società. Difficilmente un Paese ha così tanti teatri per il numero di abitanti. Ogni distretto è orgoglioso della sua scuola di musica. La cultura in senso lato, il nostro sguardo su di essa e su ciò che facciamo per essa è anche il nostro.

6.Nel nostro Paese la religione è cemento e non una spaccatura della società. 

Le Chiese, con la loro instancabile dedizione alla società, si battono per questo nel nostro Paese. Esse rappresentano questo: mettono in contatto le persone, non solo nella fede, ma anche nella loro vita quotidiana, negli asili, nelle scuole, nelle case di riposo e nel lavoro attivo della comunità. Questo cemento per la nostra società nasce nella chiesa cristiana, nella sinagoga e nella moschea. Quest’anno ricordiamo 500 anni di Riforma. Europa, la Germania ha pagato un prezzo alto per la separazione dalla chiesa cristiana. Con guerre e decenni di conflitti. La Germania è caratterizzata da uno speciale rapporto Stato-Chiesa. Il nostro Stato è neutrale, ma amichevole con le chiese e le comunità religiose. Le festività ecclesiastiche scandiscono il ritmo dei nostri anni. I campanili caratterizzano il nostro paesaggio. Il nostro Paese è fortemente influenzata dalla religione cristiana. Viviamo nella pace religiosa. E la base per questo è il primato assoluto della legge su tutte le regole religiose dello Stato e della società.

7.Nel nostro paese abbiamo una cultura civile nella regolazione dei conflitti.

Il compromesso è il costitutivo della democrazia nel nostro paese. Forse siamo la società maggiormente orientata al consenso delle altre società occidentali. Il principio della maggioranza include la protezione delle minoranze. Siamo turbati dal fatto che alcune cose ci siano sfuggite. Per noi il rispetto e la tolleranza sono importanti. Accettiamo i differenti modi di vivere e chi rifiuta questo si pone al di fuori dal consenso. La violenza non è socialmente accettata né nelle manifestazioni nè altrove. Non associamo le idee dell’onore alla violenza.

8.Siamo patrioti illuminati. 

Un patriota illuminato ama il suo Paese e non odia gli altri. Noi tedeschi possiamo esserlo. “E poiché miglioriamo questa nazione, la amiamo e la proteggiamo. Per noi sembra essere la cosa più cara, come succede ad altri di voi”, si dice nell’inno di Bert Brecht. Sì, abbiamo avuto problemi con il nostro patriottismo. A volte è diventato nazionalista, a volte molti non hanno osato confessarsi alla Germania. Tutto questo è finito, soprattutto nelle giovani generazioni. La nostra bandiera nazionale e il nostro inno nazionale sono una parte evidente del nostro patriottismo: unità e diritto e libertà.

9.Il nostro Paese ha dovuto affrontare molte crisi. 

Alcune di queste sono state associate a decisioni di base. Una delle più importanti è che facciamo parte dell’Occidente. Culturalmente, mentalmente e politicamente. La NATO protegge la nostra libertà. Ci collega agli Stati Uniti, il nostro più importante amico e partner non europei. Come tedeschi siamo sempre anche europei. Gli interessi tedeschi sono spesso rappresentati e realizzati attraverso l’Europa. Al contrario, l’Europa non potrà prosperare senza la Germania. Siamo forse il paese più europeo d’Europa – nessun paese ha più vicini della Germania. La posizione geografica ha plasmato per secoli il rapporto con i nostri vicini, prima in negativo, adesso in positivo. Questo influenza il nostro pensiero e la nostra politica.

10.Abbiamo una memoria collettiva di luoghi e storia. 

La Porta di Brandeburgo e il 9 novembre, per esempio, fanno parte di questa memoria collettiva. Oppure vincere i campionati del mondo. Si aggiungono gli eventi regionali: il carnevale, la festa popolare. Le radici locali, i mercati delle nostre città. L’attaccamento con i luoghi, gli odori e le tradizioni. La mentalità contadina, il riconoscimento del suono della lingua ci appartiene e dà forma al nostro paese.

L’alternativa per scoprirlo 

È innegabile che ci siano delle caratteristiche più o meno comuni che caratterizzano la maggior parte di loro. Ci sono dei comportamenti, delle abitudini, delle piccole “stranezze”, che sicuramente li accomunano. Non bisogna però lasciarsi totalmente andare al flusso dei pregiudizi o degli stereotipi nazionali. E allora come sono i tedeschi? Basta conoscerli e lanciarsi nel mondo della conoscenza multiculturale spogliandosi di qualsiasi pregiudizio.

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