Coronavirus, i giocatori della leggendaria Union Berlin rinunciano ai salari

I giocatori della Union Berlin hanno accettato di rinunciare al loro stipendio nel tentativo di aiutare il club a superare l’emergenza Coronavirus

I giocatori della Union Berlin hanno dichiarato che rinunceranno al loro salario per sostenere maggiormente il proprio club durante l’emergenza COVID-19. «Sono circostanze eccezionali che dobbiamo affrontare», ha sottolineato il presidente del club Dirk Zingler. «Il dipartimento di calcio della prima squadra ha accettato di rinunciare al loro stipendio», ha aggiunto il club mercoledì in una dichiarazione. Tuttavia non si è specificato per quanto tempo questo gesto sarebbe durato. «I dirigenti e gli impiegati del club hanno anche accettato di lavorare a tempo parziale, il che si tradurrà anche in tagli agli stipendi. Allo stesso tempo, stiamo lavorando insieme per preparare la ripresa a tempo pieno delle operazioni della Bundesliga in qualsiasi momento». Come tutte le società calcistiche tedesche, la Union Berlin è destinata a perdere i proventi delle trasmissioni, delle sponsorizzazioni e della vendita dei biglietti a causa dell’epidemia. Le partite del campionato tedesco sono infatti state sospese almeno fino al 2 aprile. Come altri campionati a livello internazionale, la sospensione della Bundesliga è legata alla crisi sanitaria globale. «Lo scopo del nostro club è il calcio. Se cesserà di esistere, allora toccherà il cuore della nostra esistenza», ha dichiarato la Union.

Il club berlinese aveva sperimentato la solidarietà a distanza in tempi di Coronavirus

Sabato 14 marzo allo stadio An der Alten Försterei l’Union Berlin avrebbe dovuto affrontare il Bayern Monaco. Il crescere dell’emergenza COVID-19 ha però impedito il regolare svolgimento della partita. Dati i mancati ricavi del match, la tifoseria ha contattato la dirigenza per chiedere come aiutare in questo difficile momento. La risposta non si è fatta attendere. L’Union Berlin ha creato un bar virtuale in cui comprare – a distanza – snack e bibite come allo stadio. Urs Fischer, il tecnico svizzero dell’Union, ha spiegato l’iniziativa: «Molti tifosi negli ultimi giorni ci hanno contattato per chiedere come sostenere il club in questo momento. Da lì è nata la brillante idea del “food truck” virtuale. E sono stati in parecchi a chiedere e pagare birra e bratwurst, ma pure gulasch, zuppe e pancake». In attesa di poter tornare a giocare la Bundesliga, i tifosi hanno mostrato come in questi tempi difficili sia la solidarietà la risposta migliore. Non deve sorprendere il gesto di amore espresso dai supporters biancorossi che negli anni hanno dimostrato un attaccamento alla maglia bianco-rossa fuori dal comune e soprattutto una creatività quasi unica.

Coronavirus in Germania: non si arresta la crescita dei positivi, quasi superati i 44mila casi

L’epidemia non si ferma e, anzi, ieri, giovedì 26 marzo registra il maggior numero di contagi ufficiali: ben 6615 nuovi casi, per un totale di 43938 e 267 decessi secondo la Johns Hopkins University. Mai c’erano stati così tanti nuovi positivi in un solo giorno. Al momento è il quinto paese al mondo dopo Stati Uniti (da ieri tristemente primo con 85991), Cina (81782), Italia (80589) e Spagna (57786). Guardando però la curva logaritmica dei contagi si può vedere che cresce in maniera graduale. Il timore, paventato ieri da Jens Spahn, Ministro della Salute è che sia «Quiete prima della tempesta. Nessuno può dire esattamente cosa accadrà nelle prossime settimane». Almeno mille nuovi casi per Land: è l’aumento di contagi nelle ultime 24 ore in NordReno-Vestfalia, Baviera e Baden-Württemberg. Più contenuta l’epidemia in Bassa Sassonia (circa 500), Assia (250) e Berlino (circa 300).

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Immagine di copertina: © CC0 – Pixabay 

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