Germania, campagna per il coming out dei calciatori gay, ma l’ex capitano della nazionale: “Meglio nascondersi”

Più di 800 giocatori di calcio professionisti in Germania si impegnano a sostenere i compagni di squadra omosessuali, esprimendo il loro sostegno in una dichiarazione congiunta. Ma l’ex capitano della nazionale tedesca suggerisce di evitare un coming out pubblico

Non c’è mai stato un giocatore apertamente gay in nessuna delle leghe di calcio professionistiche tedesche. E questa settimana, più di 800 giocatori in tutto il paese hanno annunciato il loro desiderio di cambiare la situazione. In una dichiarazione, i giocatori hanno affermato che sosterranno chiunque stia lottando con la propria sessualità. “Nessuno dovrebbe essere costretto a fare coming out. Questa è una decisione personale di ogni individuo “, scrivono i giocatori. “Tuttavia, vogliamo che chiunque decida di uscire allo scoperto sappia di avere il nostro pieno sostegno e solidarietà”. L’appello è stato pubblicato sulla rivista tedesca di calcio “11 Freunde”. A firmare la lettera sono state le intere squadre appartenenti a più club della Bundesliga. Tra di loro Borussia Monchengladbach, Borussia Dortmund, Hoffenheim, Schalke, Werder Brema, Friburgo e le nazionali femminili tedesche. Anche la star di Union Berlin, Max Kruse, ha aggiunto il suo nome, affermando significativamente: “Se uno dei miei colleghi uscisse allo scoperto, lo proteggerei dagli idioti al di fuori del nostro team che si sentono disturbati o minacciati dall’omosessualità”.

Lahm nella bufera per le dichiarazioni sui coming out nel calcio

L’omofobia è radicata nel calcio tedesco da molto tempo. Finora, solo due giocatori professionisti hanno fatto coming out e il primo, quello di Heinz Bonn, che ha giocato in Bundesliga tra il 1970 e il 1973, è stato un coming out postumo. Uno studio della German Sport University di Colonia ha rilevato che il 90% delle persone LGBTQ nei paesi dell’Unione Europea crede che il calcio sia influenzato dall’omofobia e dalla transfobia. Di recente, hanno fatto discutere le dichiarazioni dell’ex capitano della nazionale tedesca Philipp Lahm che, nel suo nuovo libro, “Das Spiel. Die Welt des Fussbals”, avrebbe messo in guardia i giocatori dal fare coming out pubblicamente. La ragione principale è l’ostilità che, lui ritiene, un giocatore gay potrebbe dover affrontare da parte dei tifosi avversari, oltre al fatto che diventerebbe bersaglio di insulti e diffamazioni. “Manca ancora la capacità di accettare, nel mondo del calcio e nella società in generale. Se qualcuno avesse in mente di farlo […] non gli consiglierei mai di parlare di questo tema con i compagni di squadra. Non potrebbe contare sulla stessa maturità nei suoi avversari o sul campo, dovrebbe sopportare insulti e diffamazioni” ha dichiarato Lahm. Parole che nascono come critica a una certa preclusione, che ancora esiste sul tema dell’omosessualità nel mondo del pallone, ma che in Germania sono finite al centro di una gigantesca polemica.

Un segno positivo del cambiamento

I fan seguono l’esempio dei loro giocatori preferiti, motivo per cui è molto importante che gli atleti dello sport, eterosessuali e non, facciano sentire la loro voce. Un membro del primo fan club gay della Bundesliga ha detto all’emittente televisiva statunitense ESPN: “Il simbolismo è importante, ma è ancora più importante che quei giocatori proteggano i loro compagni di squadra e gli avversari in caso di coming out“. “Verrà il giorno”, cantava Marcus Wiebusch nel 2014, “in cui alziamo i bicchieri, festeggiamo con un brindisi, al primo che lo afferra, il più coraggioso di tutti”. Con ciò si intendeva la speranza di vedere, in futuro, un calciatore professionista rendere pubblica la sua omosessualità o bisessualità. Era lo stesso anno in cui l’ex professionista Thomas Hitzlsperger si dichiarava gay. Molti appassionati di calcio gay, lesbiche e bisessuali speravano quindi che presto avrebbero avuto luogo i primi coming out nel calcio professionistico maschile. Quel giorno non è ancora arrivato e una lettera pubblica di 800 calciatori e calciatrici non cambierà la cultura dall’oggi al domani ma è un segno importante che l’atteggiamento nei confronti del calcio in Germania e dell’inclusione LGBTQ sta cambiando drasticamente.

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