La Repubblica di Sabbiolino: il libro (italiano) su Sandmännchen, il cartone simbolo della DDR

A tu per tu con Francesco Pietro Cristino, giornalista del TG1 nonché autore di un libro su uno dei pochi “sopravvissuti” emblemi culturali della DDR

Raccontare la Germania degli ultimi 60 anni attraverso la storia Sandmännchen, in italiano Sabbiolino, il personaggio dei cartoni animati più celebre della DDR nato nel 1959. L’obiettivo, assolutamente riuscito, è di Francesco Pietro Cristino 35 anni, giornalista, alla Rai dal 2009 e attualmente vice-caporedattore della redazione Interni del Tg1 (in passato anche collaboratore di Funkhaus Europa). Il libro si intitola “La Repubblica di Sabbiolino” ed è stato pubblicato poco prima delle celebrazioni dei 30 anni della riunificazione (3 ottobre 2020).«Sabbiolino è der einzige wirkliche Sieger der Ddr, è l’unico vero vincitore della Ddr per anni la Germania dell’Ovest ha cercato di comprarne i diritti eppure la Germania est, che mai si faceva scrupoli ad intascare valuta occidentale, si è sempre rifiutata per una questione d’onore. Sapevano farlo meglio e tanto bastava. Dopo la caduta del Muro, lo show ha poi rischiato la cancellazione ma grazie alla ‘rivoluzione pacifica’ dei suoi piccoli fan, che sono scesi addirittura in piazza, è sopravvissuto alla Wende, la svolta. Non solo, ha invaso le tv dell’Ovest! Ed è una cosa incredibile, a pensarci, perché proprio mentre l’occidente faceva terra bruciata della vecchia cultura quotidiana della Ddr, Sabbiolino è invece riuscito, seguendo binari opposti a quelli della storia e della politica, ad annettere tutti i bimbi tedeschi al suo mondo della nanna, diventando il campione di una ‘riunificazione dell’infanzia’».

Francesco Pietro Cristino

 Sandmännchen, simbolo di una contraddizione arrivata fino ai giorni nostri

Dalla guerra fredda – compresa quella tra le tv dell’Est e dell’Ovest – all’Ostpolitik senza dimenticare il racconto della vita sociale ed economica nella Ddr. Sandmännchen, o più brevemente Sandmann, con i suoi 10 minuti a puntata, è stato il filo rosso di un pezzo di storia lungo e pieno di paradossi .«In un Paese in cui per ottenere una auto Trabant si poteva attendere anche 15 anni, ogni sera  il protagonista di un cartone animato appariva nelle case di milioni di cittadini a bordo di mezzi sempre diversi e altamente tecnologici.Diciamo pure che nelle sue avventure andava in scena quello che la Ddr avrebbe voluto essere e non è mai stata: una società davvero giusta, basata sullo sviluppo sociale e tecnologico. Se la Trabant rimarrà per sempre il simbolo dell’arretratezza della Ddr, Sabbiolino ne era l’avanguardia. L’omino della nanna, nella sua innocenza, era un incredibile strumento di propaganda. Eppure quando crollò il Muro, proprio mentre il tasso di cambio tra il marco occidentale e orientale veniva fissato “uno a uno”, lui vinceva la sfida con il suo corrispettivo occidentale approdando sui canali tv della Germania Ovest.».

La Repubblica di Sabbiolino, la genesi del libro e quel collegamento con Goodbye Lenin

«Ho scoperto Sandmännchen ovvero Sabbiolino guardando Goodbye Lenin! Tanti amano il film, ma pochi – tra i non tedeschi –  ricordano la presenza di questo grazioso pupazzo che, in realtà, è un protagonista a tutti gli effetti. È infatti sia all’inizio del film, quando nelle vesti di cosmonauta incarna le speranze del giovane Alex nel futuro, e nel socialismo che alla fine, quando, caduto il Muro,  Alla fine, dopo la caduta del Muro, è invece colui che sancisce davanti alla tv la ‘riunificazione’ del protagonista con i suoi due fratellini dell’Ovest. Da qui l’idea: Sabbiolino, e con esso il filtro tanto multicolore quanto autentico dell’infanzia, come nuova e possibile chiave di lettura della storia e della politica. Ci ho messo due anni a scrivere il libro. Quando si fa un mestiere come il mio, il giornalista, può essere dannatamente complicato riuscire a dedicare passione ed impegno a progetti paralleli. E così il tempo si finisce per sottrarlo anche agli affetti più cari. Alla fine però mia moglie mi ha sopportato mentre mio figlio, grazie a YouTube, ora è il primo fan di Sabbiolino! In Italia Sandmännchen  non lo conosce quasi nessuno. In occasione del 30esimo anniversario della caduta del Muro, credo di averlo presentato per la prima volta in assoluto in uno studio Rai».

Il libro e Riccardo Ehrman, il giornalista dell’Ansa che con una domanda fece cadere il Muro 

«La collaborazione con Riccardo Ehrman è stata inaspettata: un colloquio telefonico la sera del 9 novembre 2019, la stessa della caduta del Muro esattamente 30 anni dopo. Lo chiamo e lui mi dice: ‘Guarda che Günter Schabowski, il portavoce del Politbüro che in conferenza stampa annunciò l‘apertura delle frontiere della Ddr, non fece nessun errore, niente lapsus più bello della storia: era davvero come diceva lui ab sofort, da subito quel 9 novembre 1989. Ho le prove…’. Incredibile: Schabowski riabilitato dallo stesso giornalista che 30 anni prima, con le sue domande, lo aveva praticamente ridotto a ultima macchietta del socialismo reale. Raccontare questa storia è stato affascinante e naturalmente Sabbiolino, il caro Sabbiolino, mi ha dato una grande mano».

La Germania vista dall’Italia

«In Italia spesso si riduce il racconto della Ddr solo alla Stasi, si crede che fosse un Paese di soli spioni. Quello della Ddr era un regime assolutamente odioso, grigio e sanguinario: basti solo pensare alle vittime del Muro. Tutta la storia, compresi i periodi più bui, è però fatta di persone e piccole vicende, incluse quelle dell’infanzia. Nel famoso film Sonnenallee il protagonista, ad un certo punto, dice: ‘C’era una volta un Paese, dove io ho vissuto. Quando mi chiedono com’era posso solo dire: è stato il momento più bello della mia vita, ero giovane e innamorato’. Ecco, non so se uno storico possa tener conto di questo. Un giornalista, con la sua sensibilità, certamente sì. Mi sento legato alla Germania per un mio mood direi mitteleuropeo, strano a dirsi per un pugliese, eppure io da Trieste in sù mi sento come a casa. Conosco un po’ la lingua e poi… adoro tutto di Berlino! Quanto alla Ddr, è il suo lato pop ad affascinarmi. E non sono l’unico, in tanti mi hanno confessato questa ‘fissa’. Nel mio libro ho cercato quindi di interrogarmi su origini e motivazioni di un’attrazione del genere. E alla fine la risposta più convincente che ho trovato è una sola: l’infanzia. Insomma, e torniamo così al tema del mio libro, un moto sostanzialmente infantile. Il ché non è da disprezzare, anzi: l’infanzia è una patria. Nella Repubblica di Sabbiolino niente falce né martello, piuttosto una bella bandiera tedesca con sopra l’omino degli Ampelmännchen! Altro discorso è invece quello che riguarda le contraddizioni della riunificazione tedesca: una faccenda complicata che nel libro cerco di affrontare, anche grazie a Sabbiolino, con delicatezza. Ma è indubbio che superata l’euforia post-Muro molti tedeschi dell’Est si siano sentiti come una sorta di ‘massa fallimentare sotto nuova gestione’: ed è proprio da qui che nasce la vicenda degli Ossi e dei Wessi. Oggi, in Germania, ciò che unisce è certamente più di quello che divide, l’Est ha fatto passi da gigante. Ma tanto resta ancora da fare, mentre il gap con l’Ovest continua ad essere un tarlo nella testa di molti tedeschi-orientali. Un’insofferenza che mina anche la fiducia nel sistema democratico, concedendo fin troppo spazio ad istanze radicali e populiste decisamente pericolose».

La Repubblica di Sabbiolino

di Francesco Pietro Cristino

Edizioni: Albatros (2020)

Prezzo 13:20 €

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