L‘ Ostalgie, un fenomeno della cultura tedesca orientale

L’Ostalgie è un fenomeno culturale nato dopo la riunificazione della Germania Est con la Germania Ovest che ancora oggi resta silente nel malcontento della popolazione tedesca orientale.

Quando si va a Berlino o nei vecchi Länder della Repubblica Democratica Tedesca, ci si accorge che la parte orientale del paese non ha mai dimenticato le proprie origini. I ricordi degli anni della dittatura del partito socialista tedesco non sono mai stati cancellati dalla mente dei tanti cittadini della repubblica democratica. Per questo si parla oggi del fenomeno della Ostalgie.

L’origine

Come spiega il dizionario DUDEN, Ostalgie è un termine femminile composto dalle parole Ostdeutschland (Germania dell’Est) e Nostalgie (Nostalgia) che significa “Nostalgia per (determinate forme di vita) della RDT”.

La coniazione

Questa parola è stata coniata dai due cabarettisti ed attori sassoni Tom Pauls ed Uwe Steilme in un programma televisivo chiamato, appunto, “Ostalgie”, tenutosi per la prima volta il 27 novembre 1992. Durante la diretta definirono con questa parola il sentimento provato in quel periodo dai nuovi cittadini federali.

Le due fasi

Nel fenomeno ostalgico si delineano due fasi: la prima fase è nota per gli Ostalgie Partys (Feste in cui si rievocano molti degli aspetti della quotidianità della RDT), dal ripristino del Subotnik (giornate di lavoro volontario per la collettività ) al Volkssolidarität (organizzazione della solidarietà popolare). La seconda fase si contraddistingue per la commercializzazione dei prodotti e dei simboli della ex DDR, per il successo del film “Good Bye, Lenin” di Wolfgang Becker e degli Ostalgie-Shows.

Prima della caduta del muro

Nell’autunno del 1989 i simboli della ex DDR vennero usati per protestare contro la dittatura comunista che governava la Germania Est. Anche dopo la caduta del muro, i simboli, i testi e le icone della cultura tedesco-orientale furono i protagonisti di montaggi e caricature.

Il senso di colpa e la “rinascita”

La popolazione orientale si sentiva responsabile per non aver fatto nulla contro il regime provando, così, un miscuglio di sentimenti fatto di autocommiserazione e depressione. Essi si sentivano “presi in giro per 40 anni”. In loro emerse, in seguito, un sentimento contrario e cercarono di nuovo il confronto con il passato nella repubblica democratica.

Il sentimento (n)ostalgico

Nel 1995 la rivista Der Spiegel ha fatto un sondaggio sui sentimenti dei tedeschi dopo l‘unificazione. Il risultato è stato che: “Solo il 19 percento dei tedeschi orientali oggi considera il Socialismo come un fallimento di un sistema condannato. Comunque il 15 percento vorrebbe volentieri un ritorno della DDR. E una maggioranza crede che, diversamente dal 1990, l’assistenza per gli alloggi, il servizio sanitario e le scuole sarebbe stati migliori negli anni della DDR rispetto ad oggi.”

L’idea di Thomas Brussig

Ognuno ha elaborato una propria idea sull’Ostalgie e questa parola rimane sempre attuale nel linguaggio tedesco. In un’intervista di Marina Verna per il quotidiano “La Stampa” nel novembre 2005 lo scrittore di Berlino Est Thomas Brussig ha cercato di spiegare il fenomeno ostalgico. Egli ha affermato che “la DDR è scomparsa senza che la piangessimo e l’Ostalgie è il nostro lutto a scoppio ritardato”.

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