Germania, 2218 nuovi casi, 130mila in totale. Il 50% è già guarito. Si pensa a riaprire. Il bollettino Land per Land

La situazione in Germania alle 8:30 del mattino di martedì 14 aprile

La Germania ha superato ufficialmente i 130mila contagi complessivi. Nella giornata di ieri, lunedì 13 aprile, sono stati infatti registrati 2218 infetti e 172 decessi per un totale di 130072 e 3194 secondo la Johns Hopkins University. Il 7% dei malati al momento versa in condizioni critiche (nei giorni passati la media era dell’8%). Le persone ufficialmente guarite sarebbero già 67578, ovvero il 49,43%. Il tasso di letalità è 2,45 %, in Italia è 12,83%, nel mondo 6,22 %. I dati tedeschi sono relativamente incoraggianti, ma è anche vero che tre degli ultimi 4 giorni sono stati di festa (venerdì, domenica e lunedì). Domani e dopodomani serviranno per capire meglio la situazione. Certo è che non sembrano esserci, al momento, grandi sofferenze negli ospedali e in particolare carenza di posti in terapia intensiva. Si viaggia secondo quanto dichiarato da Jens Spahn, ministro della Sanità, a circa 100mila tamponi al giorno. Erano 1.300.000 la scorsa settimana, si dovrebbe essere arrivati a circa 2milioni ora. Ieri i membri della Leopoldina, la prestigiosa accademia nazionale tedesca delle scienze, hanno suggerito di riaprire a breve le scuole a patto che siano rispettate severamente le norme igieniche e indossate le maschere protettive su tutti i mezzi di trasporto. La cancelliera Angela Merkel ha definito lo studio della Leopoldina come “molto importante”.

Il bollettino Land per Land

La Baviera continua ad avere il triste primato sia di vittime (834) che di contagi (33329) ovvero rispettivamente 74 e 1556 più del giorno precedente. Grave la situazione anche in  NordReno-Vestfalia dove si sono registrati 1333 casi in più rispetto al giorno precedente, per un totale di 26984. Più distante il Baden-Württemberg (24898, ma con più decessi del NordReno-Vestfalia, 702). Più distanti tutte le altre regioni, a partire dalla Bassa Sassonia con 7951 casi e 212 decessi. I dati sono presi dal Berliner Morgenpost. Nella tabella qui sotto vedete, nell’ordine, il numero di contagi complessivi, i casi risolti positivamente e il numero di decessi. Non si modifica la situazione per cui gli ex Land dell’Est hanno molti meno casi di quelli dell’Ovest. Brandenburgo, Turingia, Sassonia-Anhalt, Meclemburgo-Pomerania anteriore sono tutti negli ultimi posti della classifica. Solo la Sassonia e Berlino (che è Ossie solo in parte) si trovano a metà.

Berlino, il bollettino quartiere per quartiere

Tra domenica sera e lunedì la polizia ha effettuato più di 2200 controlli in città al fine di controllare il rispetto delle norme di sicurezza. Il risultato è di 31 denunce penali e 122 di reati amministrativi, per un totale, dal 14 marzo, di 1058 e 1514. In città al momento ci sono 4667 casi e 56 decessi, rispettivamente 114 e 6 in più del giorno precedente, meno dei giorni precedenti. È un po’ più di ieri, ma guardando gli ultimi 5 giorni si può dire che il trend è in calo. Quasi identico il sesso dei contagiati; 2335 uomini, 2328 donne (di 8 non si hanno informazioni al riguardo). L’età media dei decessi è 81 anni. Nello specifico: 6 hanno tra i 40  e i 59 anni, 15 tra i 60 e gli 80 anni e 35 oltre gli 80 anni. Andando a vedere i casi nelle varie zone cittadine è Mitte il quartiere più colpito con 723 contagi (26 più del giorno precedente) seguito da Charlottenburg-Wilmersdorf 570 (12 in più), Tempelhof-Schöneberg (480, 3 in più),Neukölln (479, 5 in più), Pankow (462, 5 in più) e Friedrichshain-Kreuzberg  (397, 4 in più). Negli ospedali ci sono 601 infetti di cui 139 in terapia intensiva. Tutti gli altri sono isolati in casa o in case di cura.

Un occhio ai dati: Johns Hopkins vs Robert Koch Institut

I dati che prendiamo sono presi dalla Johns Hopkins University, la prestigiosa università statunitense che – a differenza del Robert Koch Institut – aggiorna i suoi dati attraverso diverse fonti, comunque tutte attendibili, come le autorità sanitarie di ogni regione, la pagina dell’OMS e le segnalazioni di medici e statistici.

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