Maria Carolina Foti Istituto Italiano di cultura di Berlino

Maria Carolina Foi:«Vi racconto l’Istituto Italiano di Cultura di Berlino che ho in mente»

A tu per tu con la nuova direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura a Berlino Maria Carolina Foi

Da giugno 2020, Maria Carolina Foi è direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura. Con il suo predecessore, Luigi Reitani, ha in comune sia l’esser stata scelta dopo aver presentato un programma a una commissione di selezione  – in passato si ricorreva a chiamate dirette del ministero – , sia  quel Friuli Venezia Giulia dove entrambi insegnano Letteratura tedesca: lui all’Università,  Udine, lei, attualmente in congedo, all’Università di Trieste. L’inizio del suo l’impegno nella capitale tedesca non è certo stato dei più facili: è stato necessario ripensare gli ambienti interni dell’Istituto per  adeguarli alle misure vigenti di prevenzione della pandemia e ripensare tutta la programmazione culturale in modalità online: «Alla fine però sono contenta di questo periodo, è stata l’occasione per studiare progetti bloccati da tempo e di ristrutturare la sede che ora, al piano terra, è diventato più accogliente e ha in più acquistato una sala conferenze attrezzata per formati televisivi».

Le nuove sfide dell’Istituto Italiano di Cultura diretto da Maria Carolina Foi

«Dobbiamo chiederci a chi ci rivolgiamo, provare a immaginare con più precisione i nostri spettatori virtuali e i loro interessi. Ormai possiamo differenziare il formato dei nostri eventi  grazie all’esperienza che abbiamo acquisito coi mezzi digitali. Inoltre, – un altro effetto della emergenza pandemica – abbiamo capito che essere efficace nella comunicazione l’Istituto può produrre autonomamente con successo propri contenuti digitali. In occasione di DediKa 2021, il ciclo di eventi su una personalità di spicco della cultura italiana contemporanea, per cui abbaiamo scelto la grandissima fotografa Letizia  Battaglia, abbiamo infatti prodotto una visita virtuale alla mostra da noi organizzata, un web doc interattivo selezionato fra i finalisti si del premio Cinello Unlimited per la valorizzazione digitale del patrimonio artistico e culturale italiano. Lo si può visitare sul nostro sito extra. Un altro tema importante su cui ragionare è  la trasformazione generazionale  e culturale di chi lascia l’Italia per lavorare in Germania, un fenomeno che a Berlino assume caratteri specifici. Occorre ripensare come presentiamo la cultura e la realtà italiana al pubblico berlinese. Ho avuto eccellenti predecessori, si tratta di proseguire il lavoro e migliorare ancora».

Gli eventi previsti dall’Istituto Italiano di Cultura di Berlino nel 2021

«Dato l’allentamento delle misure restrittive, potremo realizzare una rassegna molto ricca di eventi estivi: Dal Vivo. Estate in cortile. Dal 23 giugno e fino a settembre prevediamo eventi in presenza. Vorremo recuperare i tanti eventi che abbiamo dovuto cancellare nel 2021, nella cornice dello splendido cortile dell’Ambasciata. E dunque offrire una scena a quegli ambiti della cultura che hanno forse più sofferto in seguito alla pandemia, come le arti performative e le esecuzioni musicali live. Avremo un programma più fitto e soprattutto variegato dell’anno scorso. Più in generale, guardando alle novità introdotte nella nostra programmazione, segnalo un nuovo contenitore, Italia Legge, che non si limita a solo presentare la narrativa italiana contemporanea tradotta in tedesco, ma si apre ad altri generi letterari, a diverse forme di scrittura. Ad esempio, abbiamo progettato inserito una serie intitolata  #saggi_scienza. Presentiamo infatti studiosi italiani (fisici, genetisti, biologi, epistemologi…) che, oltre a godere dell’apprezzamento della comunità scientifica internazionale, sanno raccontare la loro ricerca con passione e spesso con una qualità di scrittura che nulla ha da invidiare a un romanzo. IIC si propone di farli dialogare con interlocutrici e interlocutori tedeschi. Come è accaduto, ad esempio, nello scorso giugno, con il genetista (e romanziere) Guido Barbujani che ha parlato del suo libro L’invenzione delle razze. Capire la biodiversità umana, con Stefan Klein, uno dei più noti saggisti scientifici tedeschi. Questo tipo di saggistica di rilievo nella cultura italiana contemporanea, finora davvero troppo poco in Germania. E ci piacerebbe molto anche creare dei circoli letterari tra giovani scrittori italiani e tedeschi».

Come lavorare sul territorio

«In questo anno molto particolare non è stato facile interagire in presenza, conoscere e mettersi in ascolto delle numerosissime realtà culturali e istituzioni presenti nella capitale tedesca. E’ un impegno che spero di poter intensificare in estate, magari incontrando i tanti importanti interlocutori per una passeggiata nel Tiergarten. Quello che io personalmente apprezzo della Germania? Il carattere intergenerazionale che si nota nelle più diverse occasioni, e lo sforzo di promuovere anche i più giovani».

Il lavoro sull’insegnamento dell’italiano dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino

«Molti dei nostri corsisti scelgono i percorsi di apprendimento dell’italiano offerti dal nostro Istituto perché li vedono come un momento di crescita culturale, grazie ai nostri ottimi docenti, ed è bello che frequentino i nostri spazi. Lavoreremo anche perì migliorare la situazione dei locali in cui si tengono le lezioni. Va anche detto però  che abbiamo avuto molto successo anche con i corsi online, segnalo in particola una iniziativa che è stata molto apprezzata: alcuni corsi offerti in modalità online prevedevano un aperitivo in presenza all’inizio e alla fine delle lezioni, sempre nel rispetto delle misure di prevenzione vigenti, per far conoscere di persona partecipanti e docenti. Lo rifaremo sicuramente».

Per scoprire tutti gli eventi dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino andate sul sito iicberlino.

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