Lo Staatsballett Berlin si è accordato economicamente (e non solo) con la ballerina che l’accusò di razzismo

La ballerina che fece causa allo Staatsballett Berlin per razzismo ha ottenuto 16mila € di risarcimento e il rinnovo del suo contratto

Chloé Lopes Gomes è stata, la prima ballerina nera a entrare nello Staatsballett Berlin, la più importante compagnia di danza cittadina. A novembre scorso, scaduto il suo contratto di due anni, l’artista ha avviato un’azione legale per denunciare il razzismo subito fino a quel momento. La notizia aveva fatto il giro del mondo. Lo Staatsballett  si era difeso invocando la discrezionalità di giudizio sulla qualità dei propri ballerini e sui tagli dovuti al momento difficile dovuto alla pandemia. In seguito ad un accordo raggiunto in tribunale, la compagnia ha finito con il rinnovare il contratto di Chloé Lopes Gomes protraendolo fino al termine della stagione 2021/2022. La ballerina riceverà inoltre un risarcimento di 16.000 euro. “È una piccola vittoria, ma un grande passo per il mondo del balletto e penso che questo comporterà un enorme cambiamento”, ha detto Chloé durante un’intervista.

 

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La storia di Chloé Lopes Gomes e gli episodi di razzismo all’interno della compagnia di danza tedesca

Chloé Lopes Gomes è una ballerina francese di 29 anni che, prima di approdare a Berlino, ha danzato per l’Opéra de Nice in Francia, il Béjart Ballet in Svizzera e il New English Ballet Theater a Londra. Quasi immediatamente dopo il suo arrivo nella capitale tedesca, Chloé ha iniziato a denunciare diversi abusi razziali e discriminazioni da parte di uno dei suoi insegnanti. Le è stato ripetutamente detto che non era adatta al suo ruolo a causa del colore della sua pelle e che avrebbe rovinato l’estetica dell’intera compagnia. «Mi costringeva a coprirmi di trucco bianco per uniformarmi agli altri ballerini nella rappresentazione del Lago dei Cigni» ha raccontato la ballerina allo Spiegel. «Nel momento in cui distribuiva i veli per la Bayadére e arrivò il mio turno, si mise a ridere e disse di fronte a tutti: “Certo che a te non lo posso dare, il velo è bianco e tu sei nera”. Non mi sono sentita mai tanto umiliata» ha aggiunto la ballerina.

 

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Spesso i colleghi ballerini non coglievano le espressioni razziste perché Chloé e l’insegnante comunicavano in lingua russa

Quando a Chloé Lopes Gomes  fu annunciato che il suo contratto non sarebbe stato rinnovato, la direttrice della compagnia Christine Theobald giustificò la scelta dicendo che a causa della pandemia un taglio sul numero dei ballerini era inevitabile. In un’intervista al Guardian la ballerina ha accusato non solo l’insegnante, ma anche i dirigenti dell’insegnante, rei di non essere intervenuti nonostante le sue denunce. Anche i suoi colleghi di ballo non l’aiutarono all’inizio. Poiché lei non parlava tedesco e l’insegnante non parlava né francese né inglese, inizialmente le due comunicavano in russo (Chloé aveva studiato al Bolshoi). I suoi colleghi spesso non capivano le osservazioni discriminatorie dell’insegnante. Inoltre i ragazzi avevano paura di essere espulsi dalla compagnia nel caso in cui fossero intervenuti a favore della collega ballerina. Solo una volta che la questione è diventata dominio pubblico i ballerini hanno testimoniato e confermato alcuni episodi come quello del velo.

La compagnia si difende dalle accuse

All’epoca la compagnia si difese sul Ballett Journal sostenendo che la richiesta di usare la cipria per impallidire il viso di Chloé non era una scelta razzista. Il trucco era utilizzato con il mero scopo di rappresentazione scenica. Le ballerine nel “Lago dei cigni” infatti dovevano sembrare creature fantastiche dal tocco spettrale. La ballerina francese era inoltre descritta come pigra, arrogante e incapace di un’esibizione di danza classica all’altezza. Tra le varie cose la si accusava di non essere in grado di svolgere correttamente un arabesque. Con l’accordo stipulato in tribunale la questione si ripresenterà appena i teatri potranno riaprire e lo Staatsballet andare in scena: che ruolo verrà dato a Chloé Lopes Gomes? Che fine farà l’insegnante accusata di razzismo invece non è ancora chiaro.

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Immagine di copertina: © Kazuo otaUnsplash / CC0