Armata sovietica, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Bundesarchiv_Bild_101I-265-0040A-22A,_Russland,_Panzer_IV_und_Panzer_II.jpg, CC 3.0

Il colpo di coda dell’esercito nazista: la vittoria a Bautzen sull’Armata rossa dell’aprile 1945

Durante gli ultimi mesi del 1945, a Bautzen, l’ormai stremato esercito tedesco sconfisse in battaglia l’armata polacca. Una vittoria inaspettata.

Sassonia, aprile 1945. L’Armata Rossa sovietica, guidata da Ivan Konev, era in marcia. Iniziava l’assalto verso il cuore della Germania: Berlino. Il territorio del Terzo Reich ed il suo esercito stavano lentamente perdendo il loro potere. La caduta del regime nazista era imminente. Con un clima tutt’altro che favorevole, la Wehrmacht (Forze Armate tedesche) vinse la sua ultima battaglia, sconfiggendo l’esercito polacco. Teatro dei combattimenti fu la città di Bautzen e le aeree rurali situate lungo la linea Bautzen-Niesky.

L’imperdonabile errore di Świerczewski

Ultimi mesi della Seconda Guerra mondiale. L’esercito polacco di Karol Świerczewski, insieme all’armata sovietica, prese parte all’assalto di Berlino. L’offensiva ebbe inizialmente un discreto successo. Superato il fiume Neisse, le due armate riuscirono a sbaragliare le difese nemiche. Trionfante, Świerczewski volle procedere con la presa di Dresda, deviando dal piano prestabilito cosicché i polacchi fossero i primi ad entrare nella città tedesca. I due eserciti presero così le distanze l’uno dall’altro, compromettendo le vie di comunicazione. Le truppe polacche si diressero verso Bautzen, città strategica per i tedeschi che la trasformarono in roccaforte. Ma, a causa di alcuni errori di calcolo e la troppa ambizione dello stesso generale, l’esercito polacco cadde in subbuglio: le unità di artiglieria si ritrovarono senza alcun supporto della fanteria e  si persero i contatti con il quartier generale. Lo stesso Świerczewski sottovalutò la portata dell’offensiva tedesca, determinando la sua sconfitta in battaglia. Entusiasta della vittoria, la Wehrmacht cavalcò l’onda del successo dirigendosi verso est; ma anche se reduci dal trionfo locale non furono in grado di  arrestare l’avanzata dell’Armata Rossa verso Berlino.

Una battaglia inutile?

Nel corso del combattimento, la Seconda Armata polacca subì gravissime perdite: le vittime si aggirarono attorno alle 25.000. Per lo storico Zbigniew Wawer, questa fu lo scontro più sanguinoso a cui l’esercito polacco assistette dalla battaglia di Bzura nel 1939. Per la Germania, invece, la riconquista di Bautzen rappresentò uno degli ultimi successi della Seconda Guerra Mondiale. Sebbene la battaglia non abbia avuto alcun impatto strategico sulle sorti di Berlino, ha comunque permesso alle unità tedesche di fuggire ad Ovest arrendendosi agli alleati occidentali.

Bautzen: da Napoleone alla DDR

Bautzen è una citta dell’Alta Lusazia, in Sassonia. Nel maggio del 1813 divenne teatro di guerra: qui prese parte la battaglia tra l’esercito francese ed i suoi alleati, comandati da Napoleone Bonaparte, e le milizie della Sesta Coalizione. Sul finire della Seconda Guerra Mondiale, Bautzen si rese nuovamente protagonista con lo scontro tra Armata tedesca e polacca. Al termine del conflitto mondiale, la cittadina fu famosa in tutta la Repubblica Democratica Tedesca per i suoi penitenziari, divenendo  luogo di persecuzione politica. Nota con il soprannome di Gelbes Elend (miseria gialla), che alludeva alle sue facciate e ai muri di mattoni gialli. Nel 1993 venne inaugurato il memoriale di Bautzen, in commemorazione delle sue vittime.

 

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Foto in copertina: Armata sovietica, da Wikimedia, CC 3.0

 

 

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