Germania, politico si vaccina già a dicembre e ora si difende: “Sennò il vaccino scadeva”

La priorità delle prime dosi spetta al personale sanitario e ai soggetti a rischio, ma alcuni politici sfruttano la loro posizione per vaccinarsi prima

Alla fine dello scorso anno, il tanto atteso V-day aveva generato grande entusiasmo tra la popolazione tedesca e non solo: finalmente arrivava la luce in fondo al tunnel di un 2020 tanto nefasto. Come ormai è noto, l’ordine di somministrazione delle dosi prevede ai primi posti le fasce di età più a rischio e il personale infermieristico e medico. Ma risulta che diversi politici della Sassonia-Anhalt abbiano ricevuto prematuramente la vaccinazione, nonostante non ne avessero ancora il diritto. Se alcuni ammettono i propri errori, altri cercano di difendersi, alimentando però la sfiducia, oltre che la poca credibilità, nella politica e nei suoi rappresentanti.

Coinvolti più di un politico nello scandalo

Il 26 dicembre, a sole 24 ore prima dall’inizio della campagna di vaccinazione, un residente di 101 anni nel distretto di Harz riceveva la prima dose di vaccinazione contro il Covid, rendendo così la Sassonia-Anhalt il primo Land a livello nazionale a iniziare la campagna di immunizzazione. Ma c’è il risvolto della medaglia. Sempre in questo territorio, anche alcuni politici locali avrebbero ricevuto le primissime dosi di Pfizer-BioNTech, nonostante non fosse ancora il loro turno. Il Consigliere di Stato Hartmut Handschak, infatti, si era vaccinato già a Capodanno. Come lui, altri due politici avrebbero ricevuto il farmaco prima del tempo. Si tratta del sindaco di Halle, Bernd Wiegand, e dell’amministratore del distretto di Wittemberg, Jürgen Dannenberg.

C’è chi ammette l’errore e chi si giustifica

La motivazione alla base sarebbe che per evitare la scadenza del vaccino, sarebbero state somministrate le dosi a chi non era ancora nella lista delle priorità.
A differenza del sindaco di Halle, gli amministratori distrettuali Dannenberg e Handschak avrebbero ammesso pubblicamente di aver commesso un errore. Wiegand, invece, insiste sul suo punto di vista aggiungendo anche che, essendo a capo della squadra di protezione civile della città, avrebbe avuto diritto a ricevere il farmaco così come medici o soggetti a rischio con patologie pregresse. Questo che per alcuni potrebbe risultare un motivo legittimo, in realtà non fa altro che peggiorare ulteriormente la situazione. Il sindaco dimostra di non capire l’effetto delle sue dichiarazioni oltre che poca sensibilità etica, fomentando mancanza di comprensione e distacco dalla politica.

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Immagine di copertina: Vaccinazione Foto di Gustavo Fring da Pexels