Conrad Veidt, il leggendario attore tedesco che ha ispirato anche il Joker di Batman

Conrad Veidt è stato uno dei più carismatici attori tedeschi. Grazie alle sue magistrali interpretazioni è riuscito a scrivere pagine indimenticabili nella storia del cinema

Una delle scene più esilaranti della saga di Fantozzi è sicuramente il colloquio tra il ragioniere più famoso d’Italia e il Professor Guidobaldo Maria Riccardelli, dirigente della megaditta e appassionato di cinema d’autore. Alla domanda del Professore “Le piace il cinema espressionista tedesco?” Fantozzi risponde di non poter fare a meno “dell’irrinunciabile capolavoro Das Cabinet der Doktor Caligaris!”. Quest’ultimo è sicuramente uno dei più famosi film espressionisti, capolavoro indiscusso del cinema tedesco. Gran parte del successo della pellicola è da attribuire – oltre che all’ impeccabile regia di Robert Wiene e alle deformate e visionarie scenografie realizzate da Hermann Warm – alla recitazione di Conrad Veidt. Grazie alla sua magistrale interpretazione del sonnambulo Cesare ne Il gabinetto del Dottor Caligari, Veidt ottenne il successo internazionale. Nel corso della sua carriera girò quasi un centinaio di pellicole, passando dai film muti a quelli sonori e ottenendo successo anche a Hollywood. Collaborò con storici registi quali il già citato Robert Wiene, Friedrich Wilhelm Murnau e Michael Curtiz. Ancora oggi i personaggi iconici da lui interpretati influenzano non solo il mondo del cinema ma anche quello dei fumetti e della musica.

 

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I primi passi nel mondo dello spettacolo: dal teatro espressionista di Max Reinhardt alle prime pellicole cinematografiche, diretto dai più importanti registi tedeschi della storia del cinema

Veidt nacque a Potsdam, cittadina a 27 km da Berlino, nel 1893. Ancora giovanissimo, si trasferì nella capitale tedesca dove cominciò la sua carriera di attore nella compagnia teatrale diretta da Max Reinhardt, uno dei più innovativi registi tedeschi, colui che portò le tematiche dell’espressionismo sul palcoscenico. Anche il debutto cinematografico di Veidt fu segnato dalla poetica espressionista. Nel 1917 Veidt esordì davanti alla macchina da presa, nel lungometraggio muto Der Weg des Todes, dramma espressionista diretto da Robert Reine. Lo stesso anno venne diretto da uno dei più influenti registi della storia del cinema, Robert Wiene, nella pellicola Furcht. Nel biennio 1918-1920 Veidt fu il protagonista di più di trenta film, tra cui capolavori del cinema tedesco del calibro di Opium – in cui viene nuovamente diretto da Robert Reine – e Satanas di Friedrich Wilhelm Murnau, in cui vestì i panni del Principe delle Tenebre.

Il gabinetto del Dottor Caligari e il successo fuori dai confini della Germania

La consacrazione internazionale arrivò tuttavia grazie all’allucinato capolavoro espressionista di Robert Wiene, Das Cabinet des Dr. Caligari (Il gabinetto del Dottor Caligari) del 1920. In questo film Veidt interpretò il sonnambulo Cesare, tenuto sotto ipnosi da Caligari e sfruttato come fenomeno da baraccone nelle fiere di paese. Nonostante Veidt sia solo un comprimario, la sua intensa e magistrale interpretazione riuscì quasi a oscurare quella degli altri protagonisti della pellicola, conquistando definitivamente anche il pubblico internazionale. Da quel momento in poi la carriera di Veidt fu in costante ascesa. L’attore divenne una delle stelle del cinema muto mondiale, punta di diamante dell’Ufa, una delle più importanti società di produzione cinematografica tedesche dell’epoca.

Con l’ascesa al potere del nazismo Veidt decise di trasferirsi prima nel Regno Unito e poi a Hollywood

Dopo l’avvento del Terzo Reicht, Veidt decise di emigrare nel Regno Unito: la sua nuova moglie era di origine ebraica e lui di certo non condivideva i folli ideali nazisti. Pochi anni prima il cinema muto fu eclissato dall’avvento del sonoro, e anche Veidt si trovò a fare i conti con la nuova tecnologia. Cominciò a recitare in produzioni britanniche, dove era necessaria la lingua inglese. Purtroppo l’attore conosceva molto poco la lingua del Paese in cui era emigrato e, soprattutto, parlava con un marcato accento tedesco. Ovviamente tornare a recitare nella sua madrepatria – ancora sotto il giogo dei nazisti e dove il Ministro della Propaganda Göbbels controllava e censurava ogni pellicola prodotta – non era un’opzione da prendere in considerazione.

Pochi anni dopo il suo arrivo in Inghilterra l’attore decise di volare Oltreoceano e tentare di conquistare Hollywood. Anche in America, però, il forte accento tedesco gli fece ottenere solo parti da ‘cattivo’, nella maggior parte dei casi nella parte del militare nazista. Riuscì così, nel 1942, a entrare nel cast di Casablanca di Michael Curtiz – al fianco di Humphrey Bogart e Ingrid Bergman –  interpretando il maggiore nazista Heinrich Strasser. Nel 1943, un anno dopo aver girato Casablanca, Veidt morì a soli 50 anni. Un attacco cardiaco lo colse mentre giocava a golf in California.

I personaggi iconici da lui interpretati hanno influenzato non solo il mondo del cinema ma anche quello dei fumetti e della musica

Nel 1928 Veidt fu il protagonista de L’uomo che ride, pellicola diretta da Paul Leni e tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo. Il film racconta la drammatica storia di Gwynplaine, interpretato da Veidt, bambino venduto a una banda di criminali che gli sfregiarono il volto con due profonde cicatrici che lo costringeranno a ‘ridere’ per sempre. Per ottenere l’inquietante sorriso di Gwynplaine, Veidt fu costretto a indossare una dentiera e due ganci metallici ai lati della bocca. Grazie a questo stratagemma, per tutto il film, il volto di Veidt rimase caratterizzato da un angosciante ghigno, che si contrapponeva alla bontà d’animo del personaggio. Nel 1939, undici anni dopo l’uscita de L’uomo che ride, Bob Kane e Bill Finger crearono il personaggio di Batman.

 

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Ma il Cavaliere Oscuro aveva bisogno di una nemesi, un avversario che fosse altrettanto iconico e che rimanesse impresso nella mente dei lettori. Nel 1940, dalla mente dei due autori, nacque il Joker. Per l’aspetto di quest’ultimo, Kane e Finger si ispirarono proprio all’aspetto grottesco di Veidt in L’uomo che ride. Una scelta particolarmente felice, dato che il villain è rimasto impresso nella mente di generazioni di lettori in tutto il mondo, diventando uno dei cattivi più amati nella storia dei fumetti, tra i pochi a guadagnarsi una pellicola stand-alone incentrata solo sulle sue origini (Joker con Joaquin Phoenix del 2019).

Prima apparizione di Joker nei fumetti di Batman (1940)

Prima apparizione di Joker nei fumetti di Batman (1940)

Ma anche il mondo della musica non è rimasto indifferente al fascino delle interpretazioni di Veidt. Nel 1979 i Bauhaus, oscuro gruppo post-punk inglese, pubblicarono il loro primo singolo, Bela Lugosi’s Dead. In copertina campeggiava un’immagine tratta dal film L’angoscia di Satana diretto nel 1926 da David Wark Griffith. Sul retro, però, Peter Murphy e compagni scelsero di mettere l’immagine di una delle interpretazioni di Conrad Veidt, di certo la più famosa. Si tratta di un frame preso da Il gabinetto del Dottor Caligari, in cui Veidt/Cesare sta rapendo una povera fanciulla, sotto il malefico influsso di Caligari. L’esile e sconvolgente figura di Veidt, deformata come in un classico dipinto espressionista, ben si accompagnava alla tetra musica che i Bauhaus proponevano all’epoca.

Retro della copertina di Bela Lugosi's Dead dei Bauhaus

Retro della copertina di Bela Lugosi’s Dead dei Bauhaus

 

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 Immagine di copertina: Conrad Veidt ne “Il gabinetto del Dottor Caligari © Marcin Lachowicz da Flickr CC2.0

 

 

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