Lufthansa: “La crisi durerà anni”. E nel frattempo chiude Germanwings

A fronte della crisi dettata dall’emergenza virus, Lufthansa decide di ridurre  significativamente l’offerta dei voli a lungo raggio di Eurowings e chiude definitivamente Germanwings

Eurowings, la compagnia aerea low-cost tedesca, sussidiaria di Lufthansa, ha sospeso la partenza di ben 18 aerei a lungo raggio e undici jet a medio raggio. Tra questi ci sono sei aerei del superjumbo Airbus A380, i quali saranno restituiti al costruttore Airbus intorno al 2022. Anche l’offerta a lungo raggio di Eurowings sarà notevolmente ridotta, come ha deciso il Consiglio Direttivo.  Non solo. L’azienda ha anche reso noto che “le operazioni di volo delle Germanwings saranno interrotte”. Germanwings è sempre del gruppo Lufthansa, rappresenta una sorta di fase 1 di quella che sarebbe diventata Eurowings, ma che in questi anni ha continuato ad operare con questo nome per tratte brevi nazionali. Le decisioni di Lufthansa colpiscono anche  le flotte a Bruxelles, in Austria e in Svizzera, che resteranno fermi. La chiusura è quindi di 700 aerei sui 760 totali (il gruppo possiede anche Swiss, Austrian Airlines, Air Dolomiti e Brussels Airlines).

Cosa è previsto per i dipendenti

L’obiettivo della famosa compagnia aerea è quello di offrire un’occupazione continuativa all’interno del Gruppo Lufthansa al maggior numero possibile di dipendenti. A tal fine, saranno elaborati nuovi modelli occupazionali. Una delle iniziative prese per fronteggiare la crisi è stata appunto la riduzione del personale, che ha riguardato anche la Swiss International Air Lines. Anche la Austrian Airlines prevede una «significativa riduzione» della domanda per il 2021 e un ritorno «ai livelli pre-Covid non prima del 2023». Ma, con l’obiettivo di permettere alla maggior parte dei dipendenti di continuare a lavorare per loro, la volontà del Gruppo Lufthansa è quindi quello di “organizzare colloqui con i sindacati e i consigli dei lavoratori per discutere  nuovi modelli occupazionali”. Questo sarà solamente un primo passo per la riorganizzazione aziendale. Altre misure saranno elaborate prossimamente. Misure necessarie dopo che Ulrik Svensson, capo delle finanze, si è dimesso lo scorso fine settimana dall’incarico «per motivi di salute».

“Ci vorranno anni per recuperare la domanda di viaggi aerei”

Il Comitato esecutivo non si aspetta che l’industria aeronautica recuperi facilmente il livello raggiunto nel tempo precedente alla crisi del Coronavirus. È la stessa società ad annunciare che l’emergenza si protrarrà a lungo: «La previsione è che ci possano volere mesi prima che le restrizioni di viaggio globali siano completamente abolite e anni prima che la domanda mondiale di viaggi aerei ritorni ai livelli pre-crisi».

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Immagine di copertina: Youtube

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