La mia vacanza a Rügen, isola e perla del Mar Baltico tedesco

Il nord della Germania può regalare vacanza e panorami fuori dal comune come emerge dal racconto e dalle foto di Daniela Tosi*

Rügen è un’isola del Nord Europa dove crescono le palme. Così ha detto l’agente immobiliare che ci ha affittato la casa per le vacanze. Ci credo, ma intanto metto in valigia la giacca a vento pesante. Rügen è un’isola speciale anche perché è collegata alla terraferma, ovvero alla città di Stralsund, tramite un ponte. La nostra meta è Glowe, una località su uno stretto lembo di terra affacciato sul Mar Baltico. Ci arriviamo attraversando tutta l’isola su strade strette fiancheggiate da alberi, tra distese alternate a campi e pascoli, papaveri e variopinti fiori di prato. Ogni tanto si vede una fattoria e più di frequente i tipici chioschi di affumicatura e vendita del pesce.

Rügen © Daniela Tosi

“I giovani lasciano Rügen in cerca di lavoro”, ci dice ancora il nostro agente. “Rimangono gli anziani, chi lavora nei servizi e naturalmente i turisti.” E Glowe è fatta su misura per il turista. La strada principale è costeggiata da affittacamere, bed&breakfast e qualche ristorante di pesce. Il villaggio turistico è popolato di case unifamiliari, con il tetto di paglia, tipico della zona, contornate da prati e cespugli di rose canine, a volte con la sauna esterna, personalizzate fin nei dettagli. Ogni casa è un pezzo unico. Tutto è organizzato per garantire un’esperienza gradevole al turista. La spiaggia è di sabbia bianca e fine, disseminata dei tipici Strandkörbe, le sedie da spiaggia per ripararsi dal sole e dal vento. Si affittano per 12 euro a giornata (per due persone). Poco fuori dall’abitato ci sono la spiaggia dei naturisti e quella dedicata ai cani, raggiungibili tramite un sentiero nel bosco. A Glowe non esiste la movida. I ristoranti chiudono presto e si fa vita ritirata. Il turista di Glowe ama camminare o fare cicloturismo.

 

Il primo incontro con la natura spettacolare dell’isola è stato a Kap Arkona. Ci si arriva attraversando il pittoresco villaggio di Putgarten, a piedi, in bicicletta o in carrozza a cavalli. I punti di riferimento sono i due fari storici che dominano la campagna circostante e a qualche metro di distanza, sulla stessa linea, la Peilturm, utilizzata in passato per la radionavigazione. Ho scoperto che i due fari sono stati citati anche nel libro “Fari” di Annamaria Mariotti. Nella zona noto anche una statua con quattro volti che guardano verso quattro direzioni diverse. Si tratta di Svetovit, il dio della guerra e del raccolto. Arkona era il centro principale del suo culto e qui gli era stato dedicato un tempio. I quattro volti rappresentano secondo alcune interpretazioni le quattro stagioni, secondo altre, tutte le direzioni del mondo.
Dai due fari e dalla Peilturm, che ospita anche una terrazza panoramica, partono numerosi sentieri escursionistici, uno dei quali si snoda lungo il mare, conducendo al punto panoramico dal quale è possibile ammirare le maestose scogliere di gesso bianco in magnifico contrasto con il verde della vegetazione, l’azzurro del cielo e dell’acqua. È una splendida giornata: i paesaggi del nord attingono i loro colori dalla tavolozza del Mediterraneo. Poco prima del punto panoramico, scendendo lungo la Veilchentreppe (Scala delle violette), immersa nella vegetazione, è possibile arrivare alla spiaggia di sassi e ammirare più da vicino le scogliere.
La meta finale della nostra camminata è il piccolo villaggio di pescatori di Vitt. Completamente pedonale, è sdraiato attorno al porticciolo e alla spiaggia: le stradine sterrate sono fiancheggiate da piccole case bianche con i tetti di paglia, circondate da muretti a secco e da giardini fioriti che riparano da sguardi indiscreti. Al porticciolo, affollato di turisti, comperiamo un panino e del pesce al chiosco e lo mangiamo seduti sugli scogli, così “alla pescatora”.
Rügen © Daniela Tosi
Scopriamo un altro volto di Rügen a Sassnitz, e soprattutto a Binz, più grande e mondana, e a Sellin. Queste cittadine sono adornate delle loro “bianche perle”, le ville a due o a quattro piani, con balconi e verande, in legno traforato. Sono rigorosamente candide e si susseguono l’una dopo l’altra lungo le vie del centro, contribuendo a creare un’atmosfera elegante e leggiadra. Sono esempi dell’architettura balneare tedesca, nota come Bäderstil. A Binz non può sfuggire la Kurhaus, l’imponente edificio delle terme, con torri e padiglioni, che si affaccia sul lungomare e che ho fotografato in una giornata ventosa e onde lunghe per la gioia dei surfisti. A Sellin il pontile con l’edificio centrale adibito a ristorante si protende con elegante nonchalance nel mare.
Rügen © Daniela Tosi

 

Segni della DDR li ritrovo in alcuni tratti delle strade alberate in acciottolato e nella triste facciata dell’Hotel Rügen a Sassnitz, un casermone rettangolare che guarda verso il porto da dove partono i traghetti per la Scandinavia. La Trabi è diventata un’attrazione turistica: per chi vuole provare l’emozione di guidarla è possibile prenotare un giro a pagamento. Prima di partire non dimentico l’olivello spinoso (in tedesco Sanddorn), una pianta che cresce spontanea lungo le coste del Nord e del Mar Baltico. Le sue bacche sono ricche di vitamina C e hanno proprietà antiossidanti. Oltre a essere impiegato come ingrediente dei cosmetici, qui è anche protagonista della gastronomia nella preparazione di confetture, gelatine e salse. Conviene fare provvista.
Menzione speciale per il panino con il pesce. Anche la Störtebecker, la birra locale, merita un brindisi. Avrei voluto terminare qui, ma il giorno della partenza una famiglia di cigni, alle 7 del mattino, ha deciso concedersi una passeggiata sulla via principale di Glowe, attraversando la strada e dirigendosi verso la spiaggia. Le foto erano d’obbligo. Indubbiamente, il ricordo più simpatico delle vacanze.

* Daniela Tosi è  nata e cresciuta a Pavia. Si è trasferita in Germania per la prima volta 25 anni fa, “quando nei caffè facevano ancora il cappuccino con la panna”. Dal 2009 abita a Rodgau, vicino a Francoforte sul Meno e lavora come traduttrice dal tedesco e dall’inglese.

 

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