La Charité di Berlino lancia la App per aiutare a capire se si ha o meno il Coronavirus

Lanciata CovApp: applicazione dell’ospedale Charité di Berlino che offre agli utenti consigli utili sul comportamento da adottare in caso di sospetta o meno infezione da Coronavirus

Il nuovo Coronavirus SARS-CoV-2 continua a diffondersi anche nella capitale tedesca. Data la quantità maggiore di persone che hanno bisogno di essere esaminate, il policlinico universitario della Charité di Berlino ha sviluppato CovApp, un’applicazione che aiuterà gli utenti a decidere se sottoporsi o meno al test per Coronavirus. Nelle condizioni attuali, l’ospedale berlinese ha deciso di lanciare l’applicazione nel tentativo di allentare la pressione sul sistema sanitario tedesco. Si punta inoltre a migliorare ulteriormente i servizi forniti dall’ospedale berlinese e dalla sua Unità d’Esame dedicata. Utilizzando CovApp, in pochi minuti l’applicazione pone all’utente una serie di domande riferendosi in particolar modo ai sintomi, alla cronologia dei viaggi e ai potenziali contatti avuti. Al termine della compilazione l’applicazione riassumerà le risposte fornite offrendo dei consigli sul comportamento da adottare, ad esempio contattare la hotline pubblica per il Coronavirus o rivolgersi al medico di base. Sviluppata in collaborazione con l’organizzazione no-profit Data4Life e finanziata dalla Fondazione Hasso Plattner, CovApp fornisce anche informazioni utili sul come ridurre il proprio rischio di infezione. Si sottolinea comunque come l’applicazione recentemente sviluppata non fornisca alcun servizio diagnostico.

Nata da una collaborazione, CovApp è il risultato di un ospedale d’eccellenza

«CovApp ci aiuta a proteggere sia i nostri pazienti che il nostro personale» ha dichiarato il Prof. Dr. Ulrich Frei, Chief Medical Officer del Charité. L’idea dietro alla realizzazione di CovApp è quella di non mettere a rischio gli individui con sintomi non indicativi del Coronavirus. Allo stesso tempo, si vuole assistere i pazienti che necessitano invece di ulteriori esami sottoponendoli il più rapidamente possibile al tampone. CovApp è stata sviluppata per gestire ulteriormente, e al meglio, l’alto livello di richiesta che l’Unità di Esame dell’ospedale universitario sta riscontrando. Coinvolta nel progetto è l’organizzazione no-profit Data4Life il cui CEO, Christian-Cornelius Weiß, ha dichiarato: «In quanto organizzazione no-profit, è sia nostro privilegio che nostro dovere fornire la nostra esperienza e le nostre risorse in un momento di così urgente necessità e fare del nostro meglio per aiutare sia a migliorare la situazione dell’attuale pandemia, sia a minimizzare i rischi». A Charité si lavora in diversi settori della ricerca, dell’insegnamento e dell’assistenza medica. Tra i più grandi e importanti ospedali universitari a livello europeo, con CovApp la Charité di Berlino punta ad ottimizzare il flusso dei pazienti non solo nelle strutture in cui fare il tampone, ma anche nelle ambulanze e nelle diverse cliniche.

Come utilizzare CovApp e come funziona l’applicazione

Basata su browser, è possibile utilizzare la nuova App facendo riferimento al sito web dell’ospedale tedesco https://covapp.charite.de/. Per usufruirne basta fare clic su “Inizia il questionario”, avviando così il sondaggio. Il completamento dello stesso richiede circa 5 minuti e si raccomanda di rispondere nel modo più preciso possibile. Il questionario viene compilato in forma anonima e le informazioni date non verranno inoltrate al server o a terzi. Se si viene consigliati di recarsi in una struttura per una visita medica si sottolinea di portare con sé il codice QR elaborato da CovApp o di stampare il riassunto della compilazione. In alcune delle strutture dove fare il test per Coronavirus, come lo stesso Charité, si può scansionare il codice ottenuto. In questo modo le risposte date dall’utente si trovano direttamente a disposizione del personale medico. Si accelera così il processo di colloquio con il personale del centro esami. Infine si sottolinea che, in caso di dubbio o se ci si sente gravemente malati, si consiglia di rivolgersi direttamente ad un medico.

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Immagine di copertina: © CC0 – Pixabay 

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