I murali e le opere di street art di Berlino che dimostrano come l’arte può reagire al Coronavirus

Mentre la capitale si preparava a un blocco parziale delle frontiere, diversi street artists hanno colto l’occasione per lasciare la loro arte sul Muro di Berlino

L’emergenza Covid-19 sta ispirando gli street artists di tutto il mondo che con il proprio linguaggio rappresentano la realtà attuale, unendo ironia e denuncia sociale. Il giorno dopo l’annuncio da parte del governo tedesco di chiudere le frontiere per frenare la diffusione del Coronavirus, lo street artist B.S. si è diretto verso la sezione del Muro di Berlino presente al Mauerpark, uno dei luoghi di ritrovo più frequentati dai giovani berlinesi e che un tempo segnava il confine militarizzato tra Est e Ovest. B.S. aveva in testa un argomento che voleva rappresentare nella sua nuova opera. È così che ha realizzato My Corona: un murale che raffigura due dita guantate sul punto di toccarsi, un chiaro riferimento al celebre affresco della Cappella Sistina di Michelangelo. «Io faccio arte perché ne ho bisogno, è catartico. È la mia forma di espressione e se non lo faccio, mi incasina la testa», ha spiegato. Altri street artists hanno fatto lo stesso, come il domenicano Eme Freethinker, nell’ambiente da più di vent’anni. «La prima volta che sono venuto a Berlino, sono andato a Mauerpark e ho passato l’intera giornata a dipingere lì», ha dichiarato. Tra i lavori a tema Coronavirus si nota un suo pezzo su Gollum del Signore degli Anelli che conserva carta igienica e, in un’altra sezione, una modifica all’opera con l’attrice britannica Michaela Coel che avverte i passanti sul da farsi: #Stay the Fuck Home.

«Mauerpark è aperto a tutti, ma è anche per questo che mi piace dipingere qui»

Così ha dichiarato B.S. rispetto alla scelta di portare la propria arte a Mauerpark. Il pezzo del Muro che si trova qui è uno spazio in costante trasformazione. Infatti, alcuni dei murali realizzati su questo tratto possono essere visibili anche solo per poco tempo, prima di lasciar posto ad altre opere. Tuttavia, gli street artists di Berlino sanno che il loro lavoro non necessita di una lunga permanenza per generare un forte impatto. Di fatto, lo stesso tratto di Muro costituisce un promemoria fondamentale, a ricordo del passato travagliato della capitale tedesca. Per me ha rappresentato molto dipingere in uno spazio così storico», ha sottolineato invece Freethinker, che si è trasferito nella capitale per il contesto dinamico e vivace che Berlino sa offrire agli street artists di tutte le nazionalità.

Esplosione della street art a Berlino e la East Side Gallery

Dal crollo della Repubblica Democratica Tedesca (RTD) nel 1989 e l’unificazione della Germania in seguito, la street art ha ricoperto un ruolo importante a Berlino. Grazie a questa possibilità, gli street artists hanno potuto affidarsi all’arte per portare nelle loro opere tematiche importanti, suscitando polemiche ed elaborando traumi comuni. A duecento metri dalla fermata della S-Bahn di Warschauer Straße, affacciata sul fiume Sprea, si trova la East Side Galleryla più grande galleria d’arte a cielo aperto del mondo. La definizione, posta in questi termini, è però impropria: si tratta infatti di un tracciato del Muro di Berlino sopravvissuto al suo abbattimento e lungo più di un chilometro. Nei momenti di foga che seguirono l’abbattimento, secondo quanto riportano numerose fonti, una misteriosa donna di nome Christine Maclean organizzò un gruppo di artisti per dipingere il lato est del muro, in precedenza inaccessibile. Tra il 1990 e il 1992 altri artisti proseguirono la sua opera e ricoprirono il tratto di Muro con murales e graffiti inneggianti alla pace, alla libertà, al disarmo, alla fine di ogni segregazione e discriminazione. La trasformazione in opera d’arte e monumento è il motivo per cui questo tratto del Muro scampò alla distruzione, andando a costituire la East Side Gallery come la conosciamo oggi.

Il murale con Michaela Coel dopo la modifica del testo

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We can do it! #stayhome #graffiti #streetart #berlin

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Il murale con Michaela Coel prima della modifica

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“…all societies have battled with the incorrigible disturber of the peace — the artist. I doubt that future societies will get on with him any better. The entire purpose of society is to create a bulwark against the inner and the outer chaos, in order to make life bearable and to keep the human race alive. And it is absolutely inevitable that when a tradition has been evolved, whatever the tradition is, the people, in general, will suppose it to have existed from before the beginning of time and will be most unwilling and indeed unable to conceive of any changes in it. They do not know how they will live without those traditions that have given them their identity. Their reaction, when it is suggested that they can or that they must, is panic… And a higher level of consciousness among the people is the only hope we have, now or in the future, of minimizing human damage.” – James Baldwin, “The Creative Process” (1962)

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Il murale con Gollum a Mauerpark

Street Art a Prenzlauer berg

Murale a Friedrichshain

Street-Art a Steglitz

Street-Art a Prenzlauer Berg

Street Art a Neukölln

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