Berlino, i dipendenti di Tegel dicono addio all’aeroporto con un flash mob tutto da ballare

Chiude lo storico aeroporto Berlino-Tegel. L’8 novembre 2020 è decollato l’ultimo volo dallo scalo costruito dopo la Seconda Guerra mondiale.

Ci si potrà domandare come sarà possibile dimenticare Tegel, un aeroporto che è stato legato a doppio filo alla storia di Berlino dal dopoguerra in poi. Negli anni milioni di passeggeri hanno attraversato i suoi punti di imbarco e migliaia di dipendenti hanno lavorato sodo per far funzionare al meglio lo scalo berlinese. Proprio i suoi dipendenti, pochi giorni fa hanno dato l’ ultimo saluto al ‘loro’ aeroporto organizzando un flash mob che, nonostante le dovute distanze, ha permesso di emozionarli un’ultima volta in quel luogo ormai divenuto la loro casa. Più di due dozzine di lavoratori hanno ballato per tre quarti d’ora, ovviamente indossando l’obbligatoria mascherina. Una cosa simpatica e spontanea che mostra quanto i dipendenti siano o fossero in contatto con il ‘loro’ aeroporto di Tegel.

Il ponte aereo della Guerra Fredda

Quando i sovietici cercarono di far morire di fame gli abitanti della città con il blocco di Berlino, gli alleati occidentali portarono concreti aiuti ai cittadini sfruttando l’aeroporto di Tempelhof. Ma quest’ultimo presentava notevoli problemi di capienza, motivo per il quale era necessario costruire un aeroporto di maggiori dimensioni. Tale decisione venne realizzata in soli 90 giorni con la costruzione dell’aeroporto di Tegel, creando la pista più lunga d’Europa. E così un Douglas C-54 carico di cibo atterrò il 5 novembre 1948. Fu il primo aereo in assoluto ad atterrare lì. Il progetto funzionò fino al 1949, con un aereo che, ogni due minuti, scaricava e ripartiva senza sosta. I velivoli vennero soprannominati Rosinenbomber, i ’bombardieri dell’uva passa’, e salvarono gli abitanti di Berlino durante la Guerra fredda. Queste sono le storie tramandate a generazioni di giovani tedeschi da parte dei loro nonni.

L’area in cui sorge l’aeroporto di Tegel non verrà abbandonata ma diventerà una ‘città della tecnologia’

La chiusura dell’aeroporto era stata prevista per il 2012. Ma a causa del ritardo del nuovo aeroporto BER, la chiusura fu posticipata numerose volte. I lavori del mastodontico Willy Brandt sono infatti durati più di dieci anni e terminati con nove anni di ritardo, arrivando a costare quasi 8 miliardi di euro, il triplo rispetto al budget previsto. Gli stessi berlinesi votarono per mantenere in vita Tegel. Il Ministro dei Trasporti, Andreas Scheuer, non voleva perdere Tegel perché ospitava parte della flotta aerea ufficiale del Governo e del Presidente federale.  L’aeroporto di Tegel ha accolto, lo scorso anno, più di 30 milioni di passeggeri. Il BER potrà arrivare – si spera – a 34 milioni. Occorre sapere che l’ultimo aereo, innalzatosi sopra le sue piste all’inizio di novembre, segnerà solo la fine di un’era, perchè l’aeroporto di Tegel non si limiterà a cadere a pezzi. Subentreranno, infatti, un centro di ricerca e un parco industriale denominato “Berlin TXL – The Urban Tech Republic”. Presto Berlino avrà due ex aeroporti, Tempelhof e Tegel, il cui design esagonale era ed è ancora rivoluzionario.

E quindi arrivederci all’ultimo grande aeroporto di Berlino con uno spettacolo al quale avremmo sicuramente partecipato.

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Immagine di copertina: Flash mob Tegel Screenshot da YouTube

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