Covid, la Baviera prepara un piano per il divieto di servire alcol

All’aumentare dei casi positivi, niente più alcol: misure anti Covid-19 nella capitale della birra

Una nuova impennata dei contagi da Covid-19 costringe Monaco di Baviera a fermare la vendita di alcol. Restrizioni nella vendita e consumo notturno di bevande alcoliche entreranno immediatamente in vigore all’aumentare dei casi positivi. Secondo la Deutschewelle, tutto dipende dal principio dell’incidenza dei 7 giorni. Superata la soglia tollerata di 35 casi positivi per 100.000 abitanti nell’arco di una settimana, né vendita né consumo notturno di alcol saranno consentiti all’aperto. L’ordinanza emessa dal sindaco, il socialdemocratico Dieter Reiter prevede, inoltre, disposizioni più precise. Oltre alla vendita vietata dalle ore 21, dalle 23 in poi scaterebbe, invece, il divieto di consumo in luoghi pubblici. Fanno eccezione, infine, gli spazi all’aperto di ristoranti, trattorie e proprietà private. Decisioni non semplici, continua Reiter, ma irrinunciabili in questo delicato momento di emergenza sanitaria, dove la tutela della salute dei cittadini è massima priorità. Il tutto, tra l’altro, per evitare l’adozione di misure ancora più restrittive.

Dolorosa decisione: da Monaco il divieto si espande

Inizialmente oggetto di numerosi colloqui tra le principali autorità cittadine, il tanto discusso divieto di vendita e consumo notturno di alcol si è ufficialmente traformato in ordinanza martedi, 25 Agosto. Come fa sapere il Süddeutsche Zeitung, l’unità sulle principali disposizioni del provvedimento è stata raggiunta a seguito di una tavola rotonda tenutasi lunedì 24 Agosto sul tema “feste nei luogo di ritrovo all’aperto”. Chiamati a pronunciarsi entro martedì 25 Agosto, le varie fazioni politiche, polizia comunale e il sindaco Reiter hanno potuto procedere con la stesura dell’ordinanza, pensando proprio a tutto. Un provvedimento infatti, completo di specifiche misure di controllo e multe in caso di mancato rispetto, oltre agli orari e presupposti per l’entrata in vigore. A vigilare gli spazi all’aperto dove si è soliti intrattenersi sino a tardi sorseggiando dell’ottima birra, vi saranno polizia e protezione civile. Inoltre, nell’attesa di un preciso catalogo di ammende, le sazioni per i trasgressori potrebbero superare i 250 euro già previsti in caso di mancato utilizzo di mascherina. In assenza di altre alternative, prosegue la consigliera comunale Lena Odell, si riflette sullo sviluppo di soluzioni decentrate. Ad esempio, la creazione di spazi per piccoli gruppi o misuratori di livelli massimi potrebbero rivelarsi ottimi per l’inverno. L’urgenza di proteggere la salute dei cittadini prevale sul rammarico generale nell’intraprendere provvedimenti restrittivi. Gli sforzi della capitale bavarese della birra infatti, fa sapere la Deutschewelle, sono fonte di ispirazione per altre città tedesche come Bamberga. Misure simili. inoltre, si osservano anche nel nord della Germania, ad Amburgo e dintorni, dove per adesso vige un divieto di vendita.

Tra tradizione ed urgenza: sacrifici per fermare il virus

Come ormai noto in tutto il mondo, l’identità culturale di Monaco di Baviera ruota attorno alla produzione della birra. La cultura del Biergarten affonda le proprie radici nel 19° secolo. Uno degli eventi più attesi dell’anno è infatti il famosissimo Oktoberfest. Anche questo immancabile appuntamento culturale, purtroppo, ha dovuto cedere alla priorità di tutela della salute imposta dal Covid-19. Annuncio, questo, che ha causato non poche polemiche e maldipancia. Altrettanto difficoltoso, come testimonia il sindaco stesso della città interessata Reiter nel Tageszeitung, è stato emettere questa ordinanza. Nonostante le rinunce soprattutto dei giovani bavaresi, il preoccupante aumento dei contagi rende tutto ciò estremamente indispensabile. Non vi può essere tolleranza, come afferma Reiter, nel momento in cui sussiste il rischio di contagiare altra gente. Anche dal fronte della CDU sono della stessa opinione Manuel Pretzl e il presidente dei ministri Markus Söder, sostenendo la diffusione di provvedimenti sul modello bavarese. Impennata, quella attuale, la cui responsabilità viene spesso imputata al mancato rispetto dell’uso della mascherina e delle norme di distanziamento in luoghi affollati. Forti lamentele, inoltre, prosegue il TZ, sono state espresse dai residenti nei pressi dei luoghi della movida notturna bavarese, stufi di schiamazzi ed assembramenti sino a tarda notte. Contro tale restrizioni, invece, si schierano gestori e proprietari di bar e locali notturni economicamente alle strette dopo mesi e mesi di chiusura forzata.

 

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Immagine di copertina: Pixabay

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