Coronavirus: chi torna dall’Italia sarà invitato a sottoporsi a controlli in Germania

La gestione del virus rimane sotto controllo e nessun atteggiamento sopra le righe si è verificato

L’epidemia di Coronavirus che ha avuto origine in Cina ha ora un impatto a livello mondiale. Sebbene il focus della malattia rimanga in Cina, sono stati segnalati numerosi casi in molti paesi del mondo. Nel fine settimana la situazione in Italia è precipitata con un aumentare dei contagi e ciò ha portato all’adozione di misure d’emergenza nel Paese e alla diffusione del panico tra i cittadini. In Germania invece tutto appare sotto controllo e il prestigioso Istituto Robert Koch stima attualmente che il rischio per la salute della popolazione tedesca derivante dalla nuova malattia respiratoria è ancora basso. Nel paesesono noti in totale 16 casi di Covid-19 confermati in laboratorio. La maggior parte delle persone sono già di nuovo in buona salute e sono state dimesse dall’ospedale. Anche gli altri pazienti sono sulla via della guarigione. Con l’esplosione della malattia nella vicina Italia arrivano però nuove misure da adottare. Il Dipartimento della Salute del Senato di Berlino ha annunciato che i berlinesi che si trovavano nelle regioni colpite dal focolaio nel nord Italia dovrebbero contattare un medico per essere sicuri di stare bene. La normativa finora applicata alla Cina entra in vicore anche per i contatti con la Lombardia e il Veneto, ha spiegato la portavoce Lena Högemann. «Anche coloro che si sono trovati nell’area colpita nel Nord Italia o che hanno avuto contatti con qualcuno dell’area colpita dovrebbero fare almeno una visita telefonica». Ciò è possibile, ad esempio, tramite la hotline dell’amministrazione sanitaria o dei medici di famiglia.

Le misure adottate nei confronti dell’Italia

La rapida diffusione del contagio porta l’Italia al terzo posto nella classifica mondiale dei contagiati, con 153, dopo la Cina con 76.936 e Corea del Sud sono 602. Il Giappone ne conta 135. Nel mondo i contagiati sono 78.914 (di cui 76.936 in Cina) e 23.386 sono i guariti. Data la situazione, i viaggiatori italiani stanno subendo misure di emergenza. Per esempio, i passeggeri di un volo Alitalia partito da Roma sono stati fermati dopo l’atterraggio questa mattina nell’aeroporto di Mauritius – isola dell’Oceano indiano – dove le autorità sono preoccupate dal focolaio di coronavirus in Italia. «A causa dei diversi percorsi e mezzi di trasporto, è difficile monitorare efficacemente l’ingresso a Berlino per i viaggiatori intraeuropei», ha detto il portavoce Högemann, dando motivo di preoccupazione. Ha aggiunto che i divieti di viaggio in Italia sono già molto utili per prevenire la diffusione del virus. Ulteriori misure dovrebbero essere coordinate a livello federale ed europeo. Al momento, la Commissione Ue ha stanziato 230 milioni di euro per aiutare la lotta globale contro la diffusione del coronavirus, che andranno a supportare misure di preparazione dei Paesi, anche extra Ue, finanziare la ricerca e permettere l’acquisto di materiale per favorire la prevenzione. Nè l’Austria nè la Francia hanno chiuso le frontiere con il nostro paese.

Berlino si prepara al Coronavirus

Non c’è ancora nessun caso di coronavirus a Berlino. È vero che gli studi medici di Berlino sono molto più pieni che in altri periodi dell’anno ma questo è dovuto alla solita ondata di influenza.  Ciononostante, i medici e le autorità sanitarie si stanno preparando alla diffusione del coronavirus. Le persone che tornano dalle zone più a rischio dell’Asia devono ancora essere isolate per contenere la diffusione del virus. Questo vale anche per due berlinesi che viaggiavano sulla nave da crociera “Diamond Princess”, che è stata messa in quarantena. I timori coinvolgono anche l’OMS. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato: «Preoccupati per i casi in Italia. Prepariamoci per una pandemia»Il direttore generale dell’Oms, inoltre, ha affermato che, allo stato attuale delle cose, non vi è ancora in atto una pandemia ma qualcuno teme il peggio.

Leggi anche: Coronavirus in Germania: 16 casi, ma nessun panico o allarmismo

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Immagine di copertina: Pixabay

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