Conte alla tv tedesca: “Non stiamo scrivendo una pagina di un manuale di economia, ma di un libro di storia”

Ieri il Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte ha rilasciato un’intervista di quasi 7 minuti ad ARD, la prima rete tedesca.

L’obiettivo, che sarà seguito domani da un intervento sul settimanale Die Zeit, punta a far capire ai tedeschi come si sia di fronte ad un momento fondamentale per l’Europa di dimostrare la sua coesione, uno sforzo che deve essere fatto da tutti i paesi membri, a partire dalla Germania. Dopo aver spiegato come, da un punto di vista sanitario, si stia comportando l’Italia, e ricordato la trasparenza dei suoi dati, Conte ha spiegato come e perché è il momento di pensare a forme di finanziamento europeo che non siano il MES, ma delle obbligazioni comuni, Coronabond o Eurobond che li si vogliano chiamare.

Sui Coronabond

“L’Europa compete con la Cina, con gli Stati Uniti, gli Stati Uniti hanno stanziato 2 mila miliardi, pari al 9,3% del Pil per reagire prontamente e uscire da questa emergenza. In Europa cosa vogliamo fare? Ogni stato membro vuole andare per conto suo? Se la reazione non sarà una reazione coesa, vigorosa e coordinata, l’Europa diventerà sempre meno competitiva anche nell’ambito dello spazio globale di mercato. Poi vorrei anche ricordare che questo meccanismo a cui lei ora allude degli eurobond, non significa che difronte alla ricostruzione che l’Italia affronterà i cittadini tedeschi pagheranno un euro dei debiti italiani. Significa semplicemente creare una reazione comune in modo da realizzare condizioni di mercato più vantaggiose anche per finanziare questi sforzi di ricostruzione in modo che tutti se ne giovino.”

Sul Mes e l’importanza di fare dell’Europa una vera casa comune

“Io rispetto le opinioni di Angela Merkel con la quale ho un ottimo rapporto e rispetto le opinioni di tutti. Però attenzione non stiamo parlando di uno shock asimmetrico. Come ho già detto non parliamo delle tensioni finanziarie di un singolo Paese. Quindi come può l’Europa difronte a una sfida epocale pensare di ricorrere a strumenti pensati in altri tempi con regole vecchie, superate, per accompagnare singoli Stati verso processi virtuosi finanziari. Allora chiariamolo: l’Italia, innanzitutto, i debiti li ha sempre pagati e continuerà a pagare i debiti proprio. Secondo l’Italia è vero che ha avuto tensioni finanziarie dopo il periodo della crisi 2008/2009, ma da allora al 2011 ha sempre avuto un avanzo primario positivo ed è sempre stata , per PIL, superiore all’1,5% di media. Io e la Merkel durante l’ultimo Summit europeo sicuramente abbiamo espresso due visioni diverse. Ne approfitto per dire a tutti i cittadini tedeschi: noi non stiamo scrivendo una pagina di un manuale di economia, stiamo scrivendo una pagina di un libro di storia. Noi qui siamo chiamati a reggere, ad affrontare una sfida epocale, a uscire da un’emergenza che ha un impatto devastante sui nostri sistemi sanitari, economici, sociali. L’Europa deve dimostrare se la casa comune è per i cittadini europei che riesce a offrire una risposta adeguata e all’altezza dei suoi compiti per cui è stata pensata da Schuman, Adenauer, De Gasperi”

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