Un lavoretto per ambientarsi? A Londra non sarà possibile, Berlino rischia il boom di italiani

Le nuove regolamentazioni dei visti inglesi sono molto severe nei confronti dei lavoratori non qualificati. Berlino potrebbe assurgere al ruolo della capitale inglese

E’ iniziata l’era post-Brexit. Nella giornata di mercoledì 19 febbraio, il governo inglese ha rivelato il primo abbozzo di regolamentazioni per i visti ora che il paese è ufficialmente fuori dall’Unione Europea. Non ci sono buone notizie per chi pianificava di tentare la fortuna oltre Manica. E’ previsto infatti un forte giro di vite per i visti dei cittadini non qualificati che renderà di fatto impossibile andare a fare il cameriere o altre professioni simili. Il nuovo sistema prevede un meccanismo a punti che garantirà un permesso di soggiorno per motivi lavorativi a chi otterrà almeno 70 punti su una scala predeterminata. Questo sistema entrerà in vigore a partire dal 2021. Dato il grande numero di immigrati italiani nel Regno Unito, questa chiusura potrebbe portare ad un boom di migrazione italiana verso Berlino e la Germania.

I criteri d’entrata mirano ad attrarre manodopera qualificata

Chi vuole ottenere un visto lavorativo nel Regno Unito dovrà essere già in possesso di un contratto di lavoro (meglio se specializzato) e conoscere adeguatamente la lingua. Inoltre, si guadagnano più punti all’aumentare del salario, se c’è carenza di manodopera nel settore in cui si è impiegati e, addirittura, se si è conseguito un dottorato in una materia relativa al proprio futuro lavoro. L’obbiettivo dei nuovi criteri è attirare esclusivamente manodopera qualificata. La segretaria dell’Interno Priti Patel ha spiegato infatti che il sistema serve per «permettere ai migliori e ai più brillanti di trasferirsi nel Regno Unito». Il Labour Party ha fatto notare come la riforma porterebbe ad una mancanza di lavoratori in alcuni settori come la ristorazione o l’assistenza agli anziani e ai malati. In particolare, quest’ultimo ambito si basa su una quota non indifferente di lavoratori stranieri poco qualificati. Unison, un sindacato che rappresenta i lavoratori del settore, ha detto che la riforma proposta dal governo sarà «un disastro» per il settore. Studiare nel Regno Unito diventerà più difficile di prima come ha spiegato la BBC «gli studenti stranieri dovranno ottenere l’offerta di un posto in una istituzione britannica, dimostrare di sapere l’inglese e di essere autosufficienti dal punto di vista economico». La questione riguarda la comunità italiana da vicino, che è molto numerosa nel Regno Unito. Per dare un’idea della massività del fenomeno, i dati ISTAT segnalano che i flussi di italiani diretti nello UK sono aumentati del 862% (quasi dieci volte) tra il 1995 e il 2016. Cosa succederà ora? I flussi si reindirizzeranno verso Berlino?

Berlino nuova capitale dell’immigrazione italiana?

Secondo le statistiche, in Germania vivono 643,530 italiani, pari al 5.9% di tutti gli stranieri. Nella capitale sono 29,912 gli italiani residenti. Per dare un’idea delle proporzioni, ci sono più di 1000 attività alimentari gestite da italiani nella sola Berlino. La città-stato ha ‎3 711 931 milioni di abitanti ed è la seconda città più grande d’Europa dopo Londra. Berlino è già una meta di riferimento per l’immigrazione intraueropea sia per le possibilità lavorative che offre (abbiamo spesso parlato della fiorente scena delle startup in città) sia per quelle culturali e sociali. Trovare casa a Berlino è difficile ma resta più facile del folle mercato immobiliare londinese ed i trasporti sono più economici ed efficienti nella capitale tedesca. E’ sicuramente presto per dire se Berlino sostituirà davvero la capitale del Regno Unito come meta di riferimento ma le premesse ci sono tutte. Inanzittutto, resta da capire se le misure post-Brexit entreranno in vigore così come sono state annunciate e se gli altri stati europei reagiranno ai nuovi visti inglesi. La questione è aperta e continueremo a tenervi informati.

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Immagine di copertina: Pixabay

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