La Germania ha ammesso di essere co-responsabile degli errori in Afghanistan

L’avanzata dei Talebani mette la Germania sotto pressione. La priorità, al momento, è rimpatriare i cittadini tedeschi e i dipendenti locali.

“Sull’Afghanistan abbiamo sbagliato tutti”. Sono queste le parole di Angela Merkel. La Germania ha lasciato l’Afghanistan, di comune accordo con i partner Nato, a giugno scorso. “Una valutazione sbagliata. Non una valutazione sbagliata tedesca, ma una valutazione sbagliata comune. Non siamo riusciti a raggiungere quello che ci eravamo preposti ed il tutto è molto amaro” “. La rapida ascesa dei talebani è avvenuta infatti senza trovare grandi ostacoli. Ultima a cadere nelle mani dei miliziani islamisti è stata Kabul, dopo che il presidente Ashraf Ghani ha segretamente lasciato il Paese raggiungendo il Tajikistan, senza rilasciare alcuna dichiarazione. Vent’anni di presenza militare internazionale sono stati rovesciati nell’arco di una decina di giorni, quasi in concomitanza con il progressivo ritiro delle truppe internazionali. Al momento, la priorità è di consentire ai cittadini tedeschi e ai dipendenti delle forze armate di rientrare urgentemente a casa. Il ministro degli esteri Heiko Maas ha affermato che si tratta di una corsa contro il tempo. Maas ha inoltre deciso di trasferire il personale dell’ambasciata tedesca in un’area militare dell’aeroporto di Kabul e nel frattempo, nella giornata di domenica, l’esercito tedesco ha ricevuto l’ordine di impegnare degli aerei Airbus A 400 M nell’operazioni di evacuazione.

 

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Il piano di rimpatrio

Come dichiarato da Marie Agnes Strack-Zimmermann dei liberali (FDP), il rimpatrio del personale dell’ambasciata tedesca è essere una priorità per lo stato tedesco. “Ogni attimo potrebbe rilevarsi cruciale”. Così come si pensa al rimpatrio dei cittadini tedeschi impegnati in Afghanistan, è motivo di dibattito politico la tematica che interessa le sorti dei dipendenti locali al servizio dell’esercito militare tedesco. Nella scorsa settimana però, il Parlamento tedesco ha rifiutato la mozione presentata dal partito dei Verdi per assicurare l’ingresso in Germania al personale afghano. Armin Laschet, candidato al ruolo di futuro cancelliere, ha affermato che coloro che hanno offerto il loro sostegno all’esercito tedesco ora devono essere assolutamente tratti in salvo. In linea con quanto da lui dichiarato troviamo anche l’opinione di Annegret Kramp-Karrenbauer. Il ministro della difesa della Germania ha garantito il pieno supporto al Ministro degli esteri per organizzare il rimpatrio dei cittadini tedeschi e tutti coloro che hanno bisogno di protezione.

La minaccia per i giornalisti afghani

I media e le maggiori testate giornalistiche tedesche hanno inviato un appello alla cancelliera tedesca Angela Merkel, esprimendo solidarietà nei confronti dei giornalisti afghani. La speranza è di riuscire ad espatriare coloro che hanno rischiato la loro vita per documentare gli eventi del conflitto. I media tedeschi, tra cui anche Deutsche Welle, hanno voluto ricordare l’impegno e il lavoro del personale impegnato in Afghanistan, richiedendo un programma di visti di emergenza per permettere loro di emigrare in Germania. La figura del giornalista, in un contesto divenuto ormai fragile e instabile, rischia di essere minacciata dalle rigide imposizioni del regime talebano. Nella lettera si sottolinea come i giornalisti afghani abbiano condiviso i valori della libertà di stampa ed espressione di una forma di democrazia da sempre sostenuta dalla Germania.

Leggi anche: La Germania invia aerei militari in Afghanistan per l’evacuazione – Berlino Magazine

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In copertina: Fuga da Kabul Screenshot Youtube

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