Germania, il Presidente della Repubblica Steinmeier si propone per un secondo mandato

Il presidente federale Steinmeier ha annunciato di volersi candidare alle elezioni per un secondo mandato

Frank-Walter Steinmeier è il presidente federale tedesco dal 2017. Ha recentemente annunciato di volersi candidare alle prossime elezioni, per continuare fino al 2022: “Vorrei candidarmi per un secondo mandato come presidente federale”, ha detto Steinmeier nella sua residenza ufficiale Schloss Bellevue a Berlino. Ha detto anche di voler accompagnare il paese nel cammino verso il futuro dopo la pandemia: “Voglio aiutare a guarire le ferite causate dalla pandemia”. Il mandato ha una durata di cinque anni e le prossime elezioni si terranno nel febbraio 2022. E’ l’Assemblea federale a decidere il presidente federale. Una procedura non vantaggiosa per Steinmeier che ha affermato: “So già di non poter contare su una maggioranza nell’Assemblea federale”. Pur non essendo certo della sua rielezione, ha voluto fare chiarezza attraverso una candidatura anticipata.

L’impegno per la democrazia

“Non c’è certezza in una democrazia, nemmeno con l’elezione del presidente federale”, ha aggiunto Steinmeier dopo l’annuncio della sua ricandidatura. Tuttavia, per lui, è proprio questa la forza della democrazia. L’Assemblea federale aveva eletto Steinmeier come 12° presidente federale il 12 febbraio 2017, con circa il 75% di approvazione. I candidati oppositori di Die Linke, AfD, Freien Wählern e dei Pirati non avevano avuto alcuna possibilità. Era stato Sigmar Gabriel, l’allora leader della SPD, a proporre Steinmeier, all’epoca ancora ministro degli Esteri, come candidato. Steinmeier succedeva a Joachim Gauck, che aveva deciso di non candidarsi per un secondo mandato. Il 22 marzo 2017, Steinmeier aveva prestato giuramento in una sessione congiunta del Bundestag e del Bundesrat. Un tema determinante del suo mandato è stato la difesa e il rafforzamento della democrazia parlamentare, sempre più sotto pressione in Germania e in molti altri paesi. “Di fronte a ciò che si profila all’orizzonte, dico con grande serietà: non dobbiamo solo parlare di democrazia, dobbiamo imparare a lottare di nuovo per essa” aveva detto nel suo discorso dopo il giuramento.

La lotta alla pandemia e all’antisemitismo

La lotta alla pandemia ha caratterizzato la seconda metà del suo mandato. Steinmeier si è rivolto più volte alla popolazione con videomessaggi e ha chiesto sostegno per combattere l’emergenza sanitaria. In aprile, Steinmeier ha dedicato un momento commemorativo a coloro che sono morti durante la pandemia. “Vediamo le ferite che la pandemia ha lasciato. Ricordiamo coloro che sono morti. E siamo vicini ai vivi che piangono per loro”, ha detto all’epoca. Steinmeier è particolarmente impegnato anche nella lotta contro l’antisemitismo. Nel gennaio dello scorso anno, è stato il primo presidente federale a parlare al memoriale dell’Olocausto di Yad Vashem su invito di Rivlin,  presidente di Israele. Steinmeier ha riconosciuto la responsabilità della Germania nell’Olocausto e ha ribadito la necessità di imparare dalla storia. Ha anche condannando con forza alcuni episodi antisemiti in Germania, come l’attacco alla sinagoga di Halle. “Non tolleriamo l’antisemitismo – da parte di nessuno – nel nostro paese”, ha sottolineato.

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In copertina: foto di Rabenspiegel via Pixabay

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