Quanto la pandemia ha pesato sulle casse tedesche nel 2020

Nel 2020 la spesa pubblica ha raggiunto 1.678,6 miliardi di euro. Il Ministro delle finanze: fare tutto il necessario per uscire dalla crisi

A causa della pandemia di Covid-19, nel 2020 il deficit del settore pubblico tedesco ha raggiunto 189,2 miliardi di euro. Le finanze pubbliche sono andate in rosso per la prima volta dal 2013. Le misure anti Covid hanno infatti aumentato la spesa pubblica e colpito le entrate fiscali così duramente da produrre il più grande deficit dalla riunificazione tedesca nel 1990.

I dati forniti da Destatis

Il 7 Aprile l’Ufficio federale di statistica (Destatis) ha pubblicato i dati sul deficit pubblico nel 2020. La spesa totale del bilancio pubblico è aumentata del 12,1% arrivando a 1.678,6 miliardi di euro. Le entrate sono invece diminuite del 3,5% passando a 1.489,4 miliardi. Il deficit finanziario del 2020 ammonta quindi a 189,2 miliardi di euro. Nel 2019 si era invece registrato un surplus di 45,2 miliardi. L’aumento vertiginoso delle spese nel 2020 è dovuto alla necessità di compensare l’impatto economico dei mesi di lockdown. Il rapporto Destatis ha infatti riferito che il governo federale ha inviato 17,8 miliardi di euro in sostegno ai Länder, mentre circa 13 miliardi di euro sono stati destinati ai fondi di assicurazione sanitaria.

La fine dello “Schwarze Null”

Per diversi anni, la Germania ha portato avanti una politica di bilancio, la cosiddetta politica dello “Schwarze Null” (zero nero), con cui mirava a raggiungere il pareggio o addirittura il surplus di bilancio. Tuttavia, l’anno scorso il governo ha dovuto abbandonare questo approccio frugale per sostenere il Paese nella crisi pandemica. È probabile che il deficit pubblico continuerà ad aumentare, dal momento che il Ministro delle finanze Olaf Scholz ha promesso di fare tutto il necessario per aiutare i tedeschi a superare la crisi economica causata dalla pandemia. Una pandemia che non sembra dare tregua, con la Germania ora alle prese con una terza ondata di contagi, costretta a tenere chiuse molte attività commerciali almeno fino alla fine di aprile.

Il programma “Kurzarbeit”

Nel marzo 2021 si è registrata una diminuzione del numero di persone con orario di lavoro ridotto, anche grazie alla resilienza del settore industriale tedesco, sostenuto dall’elevata domanda di esportazioni. Secondo i dati dell’Istituto economico tedesco Ifo, circa 2,7 milioni di dipendenti avevano un lavoro a orario ridotto a marzo, rispetto ai 2,9 milioni di febbraio. Le aziende infatti possono abbreviare l’orario dei lavoratori in base al programma governativo “Kurzarbeit”: progettato per evitare licenziamenti di massa durante la crisi, il piano offre sussidi alle aziende per mantenere i lavoratori sul libro paga. Il numero di persone coinvolte nel programma ha raggiunto il picco di circa 6 milioni un anno fa, ma è aumentato costantemente da quando la Germania è entrata nel secondo lockdown alla fine del 2020.

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Immagine di copertina © Pixabay

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