Porta di Ištar, lo straordinario monumento di Babilonia custodito al Pergamon Museum

2500 anni fa era uno degli otto ingressi fortificati di Babilonia. Oggi, la Porta di Ištar si trova a Berlino, dove continua a stupire migliaia di visitatori

Per chi visita Berlino il Pergamonmuseum è una tappa obbligatoria. Proprio qui è possibile ammirare la ricostruzione non solo dell’altare di Pergamo (da cui il museo prende il nome), ma anche la monumentale Porta di Ištar. Costruita attorno al 575 a.C. per volere del re Nabucodonosor II, è pervenuta ai giorni nostri pressoché intatta. Il suo ruolo era quello di dare accesso alla cittadella di Babilonia nel modo più sfarzoso possibile. Ad accogliere i viandanti non erano soltanto le sue immense mura di ceramica blu, ma anche le ricche decorazioni dorate a forma di leoni, draghi e tori.

 

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La scoperta da parte di archeologi tedeschi

Gli scavi alla ricerca dell’antica Babilonia iniziarono ufficialmente nel 1899, sotto la guida degli archeologi tedeschi Robert Koldewey e Walter Andrae. Ma già anni prima, nel 1887 e nel 1897, Koldewey aveva rinvenuto alcuni pezzetti di ceramica azzurra, che decise di analizzare a Berlino. Presto si capì che si trattava di frammenti della Porta di Ištar, che venne riportata alla luce nella sua interezza nel 1904. Ma anche allora, gli scavi proseguirono ininterrottamente per altri 15 anni, durante i quali gli archeologi ritrovarono nuovi preziosi reperti: resti della sala del trono del re Nabucodonosor, parti della Via Processionale, una ziggurat e templi consacrati a Marduk, il dio protettore di Babilonia. Purtroppo, gli scavi si dovettero interrompere nel 1914, in seguito allo scoppio della Grande Guerra.

L’ambizioso progetto di Walter Andrae: ricostruire la porta in tutto il suo splendore

Durante la Prima Guerra Mondiale, tutti gli artefatti recuperati dagli scavi a Babilonia furono tenuti al sicuro presso l’Università di Oporto, in Portogallo. Finite le ostilità, furono inviati a Berlino. Nel 1926 Walter Andrae, divenuto nel frattempo il direttore della sezione sul Medio Oriente del Pergamonmuseum, prese l’ambiziosa decisione di ricostruire la Porta di Ištar nella sua interezza. I lavori iniziarono nel ’28 e durarono due anni: ricomporre il monumento non fu impresa facile. Gli archeologi dovettero pulire le piastrelle di cercamica una ad una, per poi suddividerle in base al colore e, eventualmente, al disegno che componevano. Ma non sempre le piastrelle erano perfettamente conservate, spesso bisognava ricomporre i frammenti, incastrandoli fra loro come in un puzzle.

 

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Una ricostruzione solo parziale

Nelle intenzioni di Walter Andrae, la ricostruzione della Porta di Ištar sarebbe dovuta essere integrale. Ma nella realtà dei fatti, quella che oggi è possibile visitare al Pergamonmuseum è una versione ridotta dell’originale, per motivi di mancanza di spazio. In origine, infatti, l’opera era alta 12 metri, mentre le fondamenta si estendevano sotto terra per 45 piedi (circa 13.7 metri).  Il monumento completo comprendeva in realtà due cancelli, uno più ampio e maestoso e uno più piccolo, che è quello effettivamente in mostra. Il cancello più grande, invece, non fu soggetto a ricostruzione ed è conservato negli archivi del museo. Una piccola ricostruzione del monumento fu avviata anche in Iraq sotto il regime di Saddam Hussein, nel sito in cui sorgeva l’antica Babilonia, ma la guerra ha purtroppo interrotto i lavori.

Dedicata alla dea dell’amore e della guerra, la Porta di Ištar doveva stupire chi entrava in città

La Porta di Ištar prende il suo nome dalla dea a cui era consacrata, una delle divinità principali nelle religioni mesopotamiche. Con la sua imponenza e le sue spesse mura di ceramica azzurra, simile a lapislazzuli, impressiona chiunque la attraversi, oggi come allora. Si stima che a decorare la facciata siano ben 575 figure animali, come draghi e tori, disposti su 13 file. Una volta oltrepassato l’ingresso, gli antichi babilonesi percorrevano la cosiddetta Via Processionale, in cui avvenivano le processioni sacre e i festeggiamenti per l’anno nuovo. Anche le decorazioni di questa strada riprendono i colori e i motivi animali della Porta di Ištar e sono parte del percorso museale del Pergamonmuseum. Nonostante le dimensioni ridotte rispetto all’originale, gli incredibili colori della Porta di Ištar e della Via Processionale ammaliano tutt’oggi ogni visitatore. Basta attraversarle per sentirsi come a passeggio tra le strade di Babilonia, poco più di 2500 anni fa.

 

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Immagine di copertina: Di Hiroki Ogawa, CC BY 3.0

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