Dopo 6 anni di chiusura, riapre la magnifica Neue Nationalgalerie di Berlino

È riaperta la Neue Nationalgalerie. Finito il restauro da 140 milioni di euro ad opera dello studio d’architettura di David Chipperfield

La Neue Nationalgalerie apre finalmente le porte dopo anni di lavori. Chiusa dal primo gennaio 2015, in restauro dal 2016, può essere di nuovo visitata. La star architect David Chipperfield e il suo team hanno smantellato, restaurato e riposizionato più di 35.000 componenti,  per una somma di 140 milioni di euro. L’obiettivo era modernizzare e rendere più funzionali i servizi per i visitatori, senza però cambiare l’aspetto originario del capolavoro di Ludwig Mies van der Rohe (1886-1969), uno dei padri fondatori dell’International Style. Sono state compiute anche migliorie, che hanno portato nuova luce ad arredi ed elementi strutturali. “Il nostro lavoro è stato rinvigorire lo spirito dell’edificio”, ha affermato Chipperfield. Far rimanere invisibili i lavori di ristrutturazione significava non commettere errori, ha dichiarato l’architetto.

 

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“Un palcoscenico per gli artisti contemporanei”

In occasione della cerimonia d’apertura tenutasi sabato 21 agosto, il Ministro della cultura Monika Grütters (CDU) ha definito l’evento come ritorno di un “luogo di pellegrinaggio per gli amanti dell’arte moderna e come palcoscenico per gli artisti contemporanei”. E palcoscenico è una parola che ben descrive l’intento di Van der Rohe nel progettarla. Dal 1962 al 1968 l’architetto tedesco ha sondato le possibilità di un nuovo spazio per l’arte. Ha abbandonato l’idea della stanza per trasformare il museo tradizionale in uno spazio liberato, dove gli elementi strutturali portanti sono stati spostati sul perimetro della pianta quadrata. Ne risulta uno spazio assoluto, sostenuto da una grande struttura d’acciaio, che comunica con l’esterno grazie alle pareti vetrate. Il grande vuoto delle hall espositive risulta perciò una sfida a curatori e artisti. Uno spazio provocatorio per l’enormità e la quantità di luce risultante mira a stimolare nuove soluzioni d’allestimento. La Neue Nationalgalerie si conferma tempio moderno per l’arte contemporanea a Berlino, rinvigorendo la tensione dialettica tra visitatori, opere e architettura in un’esperienza percettiva tanto avveniristica oggi, quanto lo era 50 anni fa.

 

 

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Le mostre in programma

La Neue Nationalgalerie è casa per l’arte e arte essa stessa. E manifesta in tutta la sua potenza la pianta libera, uno dei fondamenti dell’International Style. E su quella pianta liberata inizia lo spettacolo. Quattro mostre sono in programma. La prima, “Die Kunst der Gesellschaft 1900-1945” (L’arte della società 1900-1945), è in calendario fino a luglio 2023. Sono 250 le opere della collezione permanente qui esibite, tra gli altri di Otto Dix, Hannah Höch e Ernst Ludwig Kirchner. Mentre la progettazione del museo è il tema indagato dalla mostra “Die Neue Nationalgalerie. Ihr Architekt und ihre Baugeschichte” (La Neue Nationalgalerie. Il suo architetto e la storia della costruzione), in calendario sempre fino a luglio 2023. Fino al 13 febbraio 2022 invece si potrà visitare la mostra dedicata allo scultore statunitense Alexander Calder: “Alexander Calder. Minimum / maximum”. Un’altra mostra temporanea, “Rosa Barba. In a Perpetual Now”, è dedicata all’opera di Rosa Barba, artista italo-tedesca con base a Berlino.

 

 

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Leggi anche: David Chipperfield spiega il suo restauro della Neue Nationalgalerie di Berlino

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Immagine di copertina:Neue Nationalgalerie da Wikipedia di Harald Kliems CC2.0

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