Nonostante il referendum, le agenzie immobiliari di Berlino continuano a comprare e speculare

Le grandi agenzie immobiliari di Berlino non temono il voto del referendum. Le possibili complicazioni politiche e legali fanno dubitare

Alla votazione di Domenica 26 Settembre più di 1 milione di elettori berlinesi hanno approvato la proposta di rendere circa 230.000 immobili di proprietà pubblica. Tuttavia, il referendum pare non aver spaventato le grandi aziende che dominano da anni il mercato immobiliare.

La società svedese Heimstaden Bostad ha annunciato il giorno stesso un nuovo accordo, riguardante la capitale tedesca, che prevede l’acquisto di 28.776 case in Germania, Svezia e Danimarca dalla compagnia rivale Akelius. Circa 14.050 di queste proprietà sarebbero “situate in posizione centrale” a Berlino.

Una risposta altrettanto preoccupante arriva da Vonovia. La compagnia ha rivelato il giorno dopo il sondaggio di aver acquisito oltre il 50% del capitale azionario della rivale Deutsche Wohnen, creando quindi i presupposti per una fusione tra le due maggiori compagnie tedesche.

Vonovia rassicura dicendosi disposta a collaborare con il nuovo governo statale

Se la Heimstaden Bostad non ha rilasciato dichiarazioni rilevanti in merito, la risposta ufficiale di Vonovia al risultato del referendum appare propositiva. “Nella nuova legislatura, avremo molto più bisogno di impegno reciproco che di confronto”, ha affermato l’amministratore delegato della società, Rolf Buch. “Vonovia è pronta a lavorare a stretto contatto con un nuovo governo statale […] in modo da gestire insieme le sfide del mercato immobiliare della città”.

Questa apparente apertura alla collaborazione fa parte di una chiara e condivisa tendenza. Se a Berlino venisse redatta una legge basata sul referendum le società immobiliari subirebbero un durissimo colpo. Già all’inizio dello scorso mese, Deutsche Wohnen aveva venduto 10.700 case alla città di Berlino per 1,65 miliardi di euro come parte del suo patto con Vonovia ed il trend pare destinato a continuare.

La pressione ora è sui politici. Necessario un nuovo disegno di legge

Franziska Giffey, neo eletta sindaco di Berlino, si è già espressa contro l’esproprio durante la campagna elettorale e ora prospetta la stesura di un nuovo disegno di legge. Avverte tuttavia che sarà fondamentale elaborare un piano d’azione inattaccabile sia dal punto di vista legale che finanziario, cosa secondo molti difficilmente realizzabile.

L’espropriazione rischia infatti di risultare un’iniziativa anticostituzionale, soprattutto se il risarcimento versato ai proprietari dovesse essere inferiore al valore di mercato dell’immobile.

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Immagine di copertina: Photo by Ingo Joseph from Pexels.

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