Domenico Capotorto

“Io, pianista e scrittore di Bari, a Berlino ho trovato una qualità migliore di vita e un ambiente lavorativo più inclusivo”

Conosciamo meglio Domenico Capotorto, artista e imprenditore italiano che vive a Berlino da anni

“Dopo aver conseguito il diploma in pianoforte del conservatorio N.Piccinni di Bari e aver vinto numerosi premi in concorsi nazionali ed internazionali, mi sono trasferito da Mola di Bari a Parigi nel 1995, dove ho conseguito il diploma del Conservatorio di Boulogne Billancourt e dell’École Normale A. Cortot all’unanimità”. A parlare è Domenico Capotorto, artista italiano trasferitosi ormai dal 2016 a Berlino. Nella capitale tedesca ha insegnato alla Freie Musikschule Tiergarten prima di aprire la sua scuola di pianoforte “Klavierschule im Salon”. La sua carriera conta già numerose esperienze rinomate. È stato titolare di cattedra a Vallée Sud; nella regione parigina, ha inciso CD per la casa editrice Billaudot  e composto e pubblicato “Simple Parcours“, una raccolta di 15 brani per la gioventù. Ha inoltre composto ed eseguito le musiche per “America! America!” al Lincoln Center, per “A provincial painter” e “Three eyes on Pinocchio” di Dacia Maraini, a New York. Negli anni ha collaborato con diversi registi cinematografici e realizzato le musiche per il cortometraggio “The incredible journey of Margaux” e il film “L’invention de l’année 2016” (entrambi premiati in numerosi festival internazionali). Si occupa, inoltre, della direzione musicale di Italytime a New York; ha studiato jazz e suonato in rock, pop e blues band.

Nel 2015 ha intrapreso una nuova esperienza, pubblicando online il suo primo romanzo in francese “La solitude du pianiste“; ha scritto e recitato in inglese la commedia “Cabaret Opera” al Centro Culturale Italiano Italytime di New York. Il suo primo CD con composizioni originali, “Crossing Paths“, è uscito nel 2017. Ha successivamente scritto due ulteriori romanzi, “The Hype” (2018) e “La pace del lago” (2021), pubblicati da Robin Edizioni.

Domenico Capotorto

Domenico Capotorto nell’ultimo concerto prima del lockdown con Dorothée Gurski, violoncellista della Staatskappelle Berlin

Ha trovato qui a Berlino “una qualità migliore di vita per la famiglia e, in ambito artistico, un ambiente lavorativo più inclusivo

Domenico ha lasciato l’Italia a 23 anni, “con l’arrivo del primo Berlusconi: ho avuto la sensazione che non vi fosse posto per lo sviluppo artistico e nemmeno la volontà d’investire. Eravamo abbandonati un po’ a noi stessi, cercavamo, con difficoltà, di seguire i nostri sogni. Non mi sembra che le cose siano poi cambiate”. Per diversi anni ha vissuto in Francia ma, nel 2016, la scelta di trasferirsi a Berlino. “La vita caotica di Parigi, il traffico, l’inquinamento e la mancanza di spazi per i bambini ci hanno motivati a trasferirci a Berlino. La scelta della città era maturata anni prima, quando mi ci recai nel 2002 con mia moglie. E poi, ogni anno, ci ritornavamo per visitare la sua famiglia e la voglia di viverci cresceva esponenzialmente. In un primo momento, la qualità della vita, decisamente migliore per la famiglia, ci ha convinti a restare qui. Ma, in seguito, la facilità a trovare lavoro e contatti nell’ambiente artistico hanno confermato l’intuizione di lasciare la Francia e continuare a non tornare in Italia”. “Ho sempre respirato un’energia unica a Berlino che, forse, solo New York eguaglia. Non riesco ad immaginare un’altra città dove far crescere i miei figli, ed in questo, Berlino è anche meglio di New York”.

La valorizzazione dell’arte in Germania

Abbiamo chiesto a Domenico se pensa che la cultura – in tutti i suoi ambiti – sia più valorizzata in Germania rispetto che all’Italia. “La cultura e l’arte in generale sono prese sul serio in Germania, come nella maggior parte dei paesi nordici: sono considerate non solo un lavoro, ma una necessità per lo spirito. Investendo nella creazione si genera ispirazione ed emulazione. Esempio di questo impegno sono gli aiuti economici agli artisti durante il lockdown. La differenza con l’Italia e gli italiani è la minore elasticità mentale: l’inventività naturale che portiamo dentro e che a loro scarseggia. Sfortunatamente, la miriade di talenti italiani si perde nei retaggi culturali che frantumano le ali dei sogni e la ancorano sulla terra. Purtroppo, una volta scesa, la miriade trova un suolo sconnesso e accidentato, e quello che gli era descritto come la realtà, la vera vita, non è altro che un triste e grigio percorso conformista. In Italia ho aperto un ristorante (La cantina dei briganti) e una società che opera nel turismo (Apulia Holidays) anche perché ero stanco di sentirmi chiedere “e riesci a vivere con il tuo lavoro d’artista?”. È più facile, in Italia, accettare la risposta “sono imprenditore” senza porre altre domande”.

L’ultimo romanzo di Domenico Capotorto

Il protagonista dell’ultimo affascinante romanzo di Domenico, “La pace del lago”, è Marc Syfes, un giovano pittore inglese che ha raggiunto il successo fotografando, con la sua arte, spaccati sociali di povertà e sofferenza del suo Paese e del mondo intero.  Il romanzo è ambientato nella prima decade del 2000, quando Berlino ha cambiato volto. Il protagonista, infatti, si trasferisce nella capitale tedesca con la propria famiglia alla ricerca di serenità e restando al contempo a contatto con l’offerta artistica di primo livello espressa da Berlino. Si ritira spesso a pochi chilometri dalla città, nella sua casa al lago, dove si immerge completamente nella natura. Qui, isolandosi dalla civiltà, ritrova la tranquillità e la comunione intima con il suo animo artistico, dove, a pochi chilometri dalla capitale, trova il suo angolo di paradiso dove rifugiarsi per dipingere. Purtroppo, i tragici eventi che seguiranno distruggeranno i suoi piani.

“C’è qualche posto in particolare di Berlino che ti ispira particolarmente?”

“Sicuramente la Gedächtniskirche, emblema del declino di un’epoca cupa e della volontà e della forza di rinascere dalle proprie ceneri. La stessa volontà che Maria, protagonista del mio primo romanzo (La solitude du pianiste, disponibile per ora solo in francese) ritrova trasferendosi a Berlino. Ed è la stessa volontà che permette alla nota rock band irlandese, protagonista del secondo romanzo The Hype, di creare, a Berlino, il suo migliore disco”.

I progetti per il futuro?”

“Domenica 3 ottobre mi esibirò alla Philharmonie. È il primo di una serie di concerti che mi vedrà impegnato in altre città (Amburgo, Lipsia, Brema, Wiesbaden, Bielefeld…) e in altrettanto prestigiose sale (Laeiszhalle, Gewandhaus, Glocke…). Continuerò a collaborare con Le Salon – L’écritoire per l’organizzazione di concerti ed eventi e a mandare avanti la mia scuola di pianoforte a Wedding. In Italia, oltre ad alcuni eventi artistici, mi recherò per sviluppare il mio progetto di case vacanze con mio suocero, berlinese, innamorato della Puglia. Nel contempo continuerò a gestire il mio BnB qui a Berlino”.

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