Cosa si dice in Germania dei 13 anni dati a Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace

La sentenza di primo grado ha condannato l’ex sindaco di Riace Domenico “Mimmo” Lucano a 13 anni e 2 mesi

Lo scorso 30 settembre l’ex sindaco di Riace Domenico “Mimmo” Lucano è stato condannato a 13 anni e 2 mesi di reclusione nel processo “Xenia”, svoltosi nel Tribunale di Locri, per i suoi presunti illeciti nella gestione dei migranti. Il pm aveva chiesto 7 anni e 11 mesi, mentre la sentenza condanna Lucano a quasi il doppio degli anni di reclusione richiesti dalla pubblica accusa. Non è ancora chiaro per quale motivo si sia scelto di inasprire la pena. I capi d’accusa sono associazione a delinquere, abuso d’ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d’asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Queste sono state le motivazioni che nell’ottobre 2018 hanno spinto all’arresto dell’ex sindaco della cittadina della Calabria. Lucano è stato anche condannato a rimborsare i circa 500.000 euro di fondi UE che aveva ricevuto in passato. “Questa è una vicenda inaudita. Sarò macchiato per sempre per colpe che non ho commesso. Mi aspettavo un’assoluzione”, ha detto Lucano a seguito della sentenza.

Una notizia che ha scosso l’Italia e non solo: cosa scrivono i giornali tedeschi

“Mimmo Lucano, la sconfitta delle cause nobili e di chi le difende” titola Anna Mallamo per l’Huffington Post, “Mimmo Lucano colpevole di reato di umanità” scrive Il Manifesto. La notizia nelle ultime ore ha sconvolto l’Italia, soprattutto in relazione all’aggravamento della pena. La condanna è presto diventata il simbolo delle contraddizioni del Paese, dove non è chiaro “chi decide i buoni e cattivi”, come dichiara Papi per Il Post. Soprattutto questa sentenza diverrà un monito per chiunque vorrà provare a creare modelli virtuosi anche in futuro. Se per chi fa del bene è prevista la galera, chiunque, prima di agire, ci penserà due volte.

Tuttavia non solo in Italia, la notizia ha avuto una certa risonanza. Infatti anche in Germania i maggiori quotidiani hanno reagito di fronte alla sentenza inaspettata. Lo Zeit, che si riferisce a Lucano con l’espressione “operatore umanitario”, sembra sposare la teoria degli avvocati dell’ex sindaco, che hanno dichiarato come la sentenza sia stata viziata e influenzata dalla politica. Inoltre il giornale ha ricordato come la Riace sia soprannominata “Città dell’accoglienza”. DW menziona nel dettaglio anche tutti i riconoscimenti internazionali che Lucano ha ricevuto per la gestione della crisi migratoria a Riace. Il quotidiano ricorda come il modello Riace abbia ricevuto elogi per esempio dalla rivista Fortune, che aveva definito Lucano uno dei leader politici più influenti del mondo nel 2016. Al tempo poi la città tedesca di Dresda gli aveva conferito il Premio Internazionale per la Pace nel 2017. Danno notizia del verdetto anche Frankfurter Allgemeine e Südeutsche Zeitung.

Chi è Mimmo Lucano e come è nato il modello Riace

Nel 2016 uno dei leader più influenti al mondo secondo Fortune, ora nel 2021 condannato a più di 13 anni di reclusione. Ma prima? Com’è nato il modello Riace e perché è diventato famoso in tutto il mondo? La storia di Domenico Lucano è cominciata nel 1998, quando a seguito di uno sbarco di 200 migranti provenienti dal Kurdistan, Lucano e l’associazione Città Futura pensarono di aprire le porte delle case lasciate sfitte ai profughi. Infatti Riace in quel periodo stava vivendo una forte crisi: molti dei suoi cittadini emigravano al Nord o all’estero alla ricerca di quelle opportunità che la Calabria non poteva offrire loro. Quello che era diventato un borgo fantasma iniziò a riprendere vita.

Ma Lucano capì che la semplice accoglienza non era sufficiente. Così durante la sua amministrazione comunale propose diversi progetti che includessero i migranti all’interno della vita cittadina. Ha aperto scuole, ha realizzato laboratori, bar, panetterie ed ha messo in piedi anche la raccolta differenziata porta a porta, garantita da due ragazzi extracomunitari. Venne “coniata” addirittura una moneta speciale per aiutare gli immigrati nelle spese giornaliere. È così che Riace si è trasformata in quel “villaggio globale” diventato famoso a livello internazionale. Non sono mancati gli encomi provenienti da ogni parte del mondo così che Lucano divenne il simbolo di un’integrazione finalmente possibile.

Le vicende giudiziarie che hanno coinvolto Lucano

La storia di Domenico, però, subisce una battuta d’arresto nell’ottobre 2018, quando viene condannato ai domiciliari. Le accuse mosse nei confronti di Lucano sarebbero state innumerevoli e avrebbero inficiato anche sul modello cittadino di Riace. Il borgo iniziò a svuotarsi: i profughi non sarebbero più stati ben accetti. Le botteghe avrebbero iniziato a chiudere, il turismo ravvivato dal modello creato da Lucano si sarebbe spento nuovamente. Nonostante le vicissitudini, Lucano non perse però la fiducia dei suoi sostenitori. Nessuno infatti aveva dubitato dell’innocenza di “Mimmo”, nessuno avrebbe mai pensato di veder realizzato ciò che invece è avvenuto. La sentenza di giovedì 30 settembre segna il punto più basso della parabola ascendente di quest’uomo. E anche lui, distrutto e incredulo, si è detto rassegnato.

 

Leggi anche: Mimmo Lucano, gli asinelli e la raccolta differenziata a Riace. Un ricordo

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Immagine di copertina: © Carlo Troiano – Mimmo Lucano – CC 4.0

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