Rauhnächte, CC0 Public Demain, Photo by Patrick Hendry on Unsplash, https://unsplash.com/photos/RC_RO35gL44

La leggenda delle Rauhnächte, le dodici notti natalizie che sono un ponte tra questo mondo e l’Aldilà

La leggenda delle Rauhnächte, le dodici notti tra il 25 dicembre e il 6 gennaio che nella tradizione tedesca sono un ponte tra questo mondo e l’Aldilà

Le leggende che circolano sul periodo di transizione tra il vecchio e il nuovo anno sono tantissime e ricche di magia. In Germania, le dodici notti tra il 25 dicembre e il 6 gennaio sono dette Rauhnächte. Durante queste notti il passato e il futuro si incontrano ed interagiscono, e il nostro mondo e l’Aldilà collidono. Secondo la tradizione, questa finestra temporale è teatro di mistici avvenimenti: il Wilde Heer, l’esercito dei cacciatori soprannaturali, semina terrore sulla Terra, folletti, spiriti e streghe creano scompiglio e disordine, e gli oracoli comunicano con i mortali per svelare loro il futuro. Sono notti intrise di magia e superstizione, che affondano le radici in tempi lontani. Le Rauhnächte sono accompagnate da rituali affascinanti che variano da regione a regione, dalla purificazione delle case con il fumo al divieto di stendere il bucato.

Le origini delle Rauhnächte

Pare che le tradizioni legate alle Rauhnächte abbiano avuto origine nelle tribù celtiche e germaniche. Gli undici giorni – e dodici notti – di differenza tra l’anno lunare (354 giorni) e l’anno solare (365 giorni) erano considerati fuori dal tempo: dei giorni “morti” in cui il nostro mondo si apriva ad altre dimensioni. L’etimologia della parola Rauhnächte è controversa. Secondo alcuni, risale all’aggettivo alto-tedesco medio rûch, “peloso”. Si riferirebbe a demoni vestiti di pelliccia che vagherebbero per la terra in questo periodo, o a rituali volti a proteggere il bestiame. Altri studiosi credono invece che la parola faccia riferimento al fumo dell’incenso che soprattutto i contadini cospargevano nelle stalle per purificarle e benedirle.

Durante le Rauhnächte meglio non stendere il bucato

Una delle tradizioni più diffuse è quella di non stendere il bucato durante le Rauhnächte, e in particolare durante la notte di Capodanno. Si dice che chi lasciava il bucato all’aperto correva il rischio che il Wilde Jagd, l’Esercito Selvaggio, ci finisse dentro, portando sventura. Oppure, una delle creature spettrali poteva rubare un lenzuolo – di solito bianco – che trovava steso, e utilizzarlo come sudario per il suo proprietario. Secondo le credenze popolari, il dio germanico Wodan guida il Wilde Jagd, composto da esseri soprannaturali, corvi e lupi. In alcune leggende della Germania centrale, anche Frau Holle – l’anziana signora che regola il tempo atmosferico – fa parte di questo minaccioso esercito.

Fumo e incenso per purificare gli spazi e allontanare gli spiriti maligni

Durante le Rauhnächte, si diffondeva l’incenso in tutte le stanze delle case per tenere lontani gli spiriti maligni, per allontanare la sfortuna e scongiurare le malattie. È probabile che il nome del periodo derivi proprio da questa usanza. Per questo rituale di purificazione potevano essere utilizzati vari tipi di erbe ed essenze: artemisia, resina di abete rosso, lavanda, sambuco, vischio, salvia, alloro, timo e ginepro. Anche il bestiame veniva considerato particolarmente a rischio nel corso delle Rauhnächte. Si credeva che gli spiriti avessero il potere di uccidere gli animali o di danneggiarli: le mucche potevano smettere di produrre latte o le galline di deporre uova. Per questo le stalle venivano attentamente sorvegliate e, come le case, protette con l’incenso o l’acqua santa.

Le Rauhnächte per prevedere il futuro

Il numero dodici gioca un ruolo importante nelle Rauhnächten. Secondo la leggenda, le dodici notti dal 25 dicembre al 6 gennaio rappresentano ognuna un mese dell’anno che sta per cominciare. Si credeva che in questo periodo fosse possibile prevedere l’andamento del nuovo anno, così come il futuro tempo atmosferico. Ad esempio, tutto ciò che si sognava durante le Rauhnächten, doveva avverarsi nel mese corrispondente. Inoltre, se il sogno aveva luogo prima di mezzanotte, allora si sarebbe avverato nella prima metà del mese, se invece aveva luogo dopo la mezzanotte, si sarebbe avverato nella seconda metà. Lo storico Adrian Rossner, originario dell’Alta Franconia, afferma che alcune persone tengono ancora un diario accanto al loro letto per prendere nota dei loro sogni.

 

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In copertina: CC0 Public Demain, Photo by Patrick Hendry on Unsplash

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