La Deutsche Bank non collaborerà più con Donald Trump

Dopo una partnership durata più di un decennio, i rapporti tra la Deutsche Bank e Donald Trump sono arrivati al capolinea

I media statunitensi hanno dichiarato che, dopo l’attacco al Campidoglio da parte dei sostenitori di Trump, avvenuto il 6 gennaio, la Deutsche Bank ha deciso di prendere le distanze dal tycoon. Secondo il New York Times e Bloomberg, la più grande istituzione finanziaria tedesca ha deciso di interrompere la collaborazione con Trump e le sue società. Un portavoce della Deutsche Bank a Francoforte ha deciso di non commentare queste affermazioni. In generale, la banca tende a non commentare pubblicamente i suoi rapporti con i singoli clienti. Anche la Trump Organization non ha risposto all’email di Reuters che chiedeva spiegazioni, mentre l’ufficio stampa della Casa Bianca non ha risposto al telefono. Christiana Riley, a capo delle operazioni USA della banca, ha condannato i fatti della scorsa settimana con un post su Linkedin. “Siamo orgogliosi della nostra Costituzione e siamo vicini a chi la difende nel rispetto del volere del popolo e a favore di una transizione dei poteri pacifica”, si legge nel post. Attualmente, Trump deve alla banca circa 340 milioni di dollari, per prestiti in scadenza nei prossimi anni.

Il rapporto tra la Deutsche Bank e Trump è sempre stato carico di tensioni

Le relazioni tra il più grande istituto finanziario tedesco e il magnate americano sono sempre state piuttosto tese. A lungo la Deutsche Bank ha concesso a Trump grandi prestiti per poter comprare immobili prima della sua presidenza. Poco più di una decina di anni fa, i due avevano avuto una disputa molto accesa legata a questi prestiti. Trump aveva dichiarato che non li avrebbe ripagati, in quanto la crisi finanziaria del 2008 gli aveva provocato difficoltà finanziarie. Ma il magnate fece anche altro. Decise di citare in giudizio Deutsche Bank, accusandola di aver presumibilmente contribuito allo scoppio della crisi. Nonostante queste accuse, la banca ha continuato a prestargli denaro e il banchiere di New York Rosemary Vrablic ha avuto un ruolo chiave in questo contesto. Vrablic è stata a lungo amministratore delegato e Senior Private Banker dell’attività di gestione patrimoniale privata di Deutsche Bank negli USA fino all’anno scorso. Quando i media statunitensi, a metà del 2019, hanno rivelato la posizione scomoda di Trump con le banche, egli ha respinto le accuse, menzionando anche il suo rapporto con Deutsche Bank. “Voleva fare affari con me, come molte altre banche”, ha affermato il presidente.

Gli scandali e le violazioni hanno suscitato l’attenzione dei Democratici statunitensi

Le relazioni d’affari degli ultimi anni tra Trump e la Deutsche Bank sono state al centro di scandali e violazioni delle regole. Per questa ragione, i rappresentanti al vertice dei Democratici negli Stati Uniti hanno cercato spesso di fare luce su questi rapporti controversi. Il coinvolgimento della Deutsche Bank in un “affare di soldi neri” (Schwarzgeldaffäre) con la Russia ha destato sospetti di collusione del team della campagna di Trump con il Paese. Inoltre, ci sono state controversie legali legate ai documenti fiscali di Trump. La Deutsche Bank, in qualità di partner commerciale del Presidente degli Stati Uniti, è stata spesso citata in prima pagina. È probabile che gli oneri e le spese legali sostenute dalla banca abbiano superato da tempo i benefici della relazione commerciale. L’assalto alla sede del Congresso degli Stati Uniti è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

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Immagine di copertina: Donald Trump © Gage Skidmore da Flickr CC BY-SA 2.0