Il Museo di Auschwitz ha risposto a dovere a chi paragona i vaccini agli stermini nazisti

Il museo di Auschwitz risponde al tweet dello scrittore Alex Berenson, agitatore della destra No vax, che paragona i vaccini agli stermini nazisti

Da quando la pandemia è iniziata, e le tesi complottiste sono dilagate, assistiamo a una sempre più preoccupante e drammatica mistificazione degli eventi. Sui social imperversano post, immagini e tweet che paragonano la campagna vaccinale alla dittatura hitleriana. Non solo in Germania, ma in tutta Europa. Lo sterminato mondo del Web non rende facile un controllo su queste distorte letture del presente. Tuttavia il Museo di Auschwitz replica a dovere. Al tweet di Alex Berenson “Impfung macht frei” (Il vaccino rende liberi), l’Auschwitz Memorial risponde: “È doloroso per la memoria di Auschwitz e delle sue vittime vedere questo simbolo abusato e violato. ‘Il lavoro rende liberi’ diventò una delle icone dell’odio umano. Usarlo in un dibattito su vaccini che salvano vite umane è un triste sintomo di declino morale e intellettuale”. Ora Twitter ha oscurato il post di Berenson, ma è ancora possibile leggere il commento in risposta.

Il caso di Alex Berenson, ex reporter del New York Times

Alex Berenson, scrittore di successo ed ex reporter del New York Times, è apparso frequentemente come portavoce dei No vax sui “right-wing media” americani, promotori di un punto di vista conservatore e di destra. Oggigiorno è particolarmente attivo sui social con tweet come “Covid makes free” o, come ha tenuto a sottolineare, “Coronavirus macht frei”. Una valanga di commenti segue questi post dividendosi tra chi lo condanna e chi rincara la dose. Basta scorrere le risposte per vedere immagini del cancello di Auschwitz dove la parola “Arbeit” (Lavoro) è stata modificata con “Vaccines” (Vaccini).

I paragoni tra dittatura nazista e campagna vaccinale in Italia

Anche in Italia le proteste contro l’obbligo vaccinale e il Green Pass si caricano di tratti complottisti e drammaticamente mistificanti. Innanzitutto la campagna vaccinale viene chiamata “Dittatura sanitaria”. Ma, cosa ancora più grave, si propagano i paragoni tra l’obbligo vaccinale e gli stermini nazisti. Così, nelle manifestazioni alcuni dimostranti si sono cuciti addosso la Stella di David (ad esempio a Genova) e altri hanno esibito l’immagine di Mario Draghi con i baffetti alla Hitler. Cambia faccia, ma non contenuto: la stessa cosa viene fatta in Germania con le immagini della Merkel. Insomma, tutto il mondo è paese.

Il caso di Bistagno e la risposta di Liliana Segre

Ed è proprio in un paese in provincia di Alessandria, Bistagno, che il vice sindaco Riccardo Blengio, viene deposto dalla carica (rimanendo tuttavia consigliere comunale) per aver postato sul profilo Facebook la foto dei cancelli di Auschwitz con la scritta “Il vaccino rende liberi”, accompagnato dalla didascalia “Sintesi di questi giorni”. Liliana Segre, senatrice a vita e testimone della Shoah, commenta così questi paragoni: “follie, gesti in cui il cattivo gusto si incrocia con l’ignoranza”. E il suo parere sul vaccino è chiaro: “Voglio in ogni caso sperare che quei manifestanti rappresentino una minoranza. Perché come si fa a non vaccinarsi con una malattia terribile come questa che ha ucciso senza distinzioni?”. E aggiunge: “Se l’unica arma per combattere questa malattia è il vaccino, non ne conosciamo altre, e facciamo il vaccino allora.”

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Immagine di copertina: screenshot da Twitter

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