Germania, commissione sull’antisemitismo richiede il cambio di tutte le leggi ereditate dal nazismo

Dall’era del nazismo sono rimaste ancora 29 leggi antisemite. La situazione deve cambiare.

Non è accettabile che, nel 2021 siano ancora in vigore 29 leggi antisemite, eredità della Germania nazista. Secondo Felix Klein, dal 2018 Commissario del Governo Federale per la vita ebraica e per la lotta all’antisemitismo, è necessario al più presto un emendamento nella Costituzione tedesca.

L’esempio più eclatante: la “legge del cambio del nome” è ancora in vigore dagli anni ’30

L’anno scorso Klein ha fatto richiesta al Parlamento per agire il prima possibile per rimuovere le leggi antisemite rimaste. Uno degli esempi più eclatanti è la cosiddetta “legge del cambio del nome”, promulgata nel 1938. Secondo questa legge, tutti gli ebrei che non avevano nomi di battesimo “tipicamente ebraici” avrebbero dovuto aggiungere al proprio nome “Israel” o “Sara” per farsi riconoscere dalle autorità. «È chiarissimo che si basi sull’antisemitismo, sulla privazione dei diritti e sulla discriminazione degli ebrei», ha commentato Klein in un’intervista con der Spiegel. Addirittura, nei primi paragrafi della legge, si fa riferimento al “Terzo Reich tedesco” e al “Ministro del Reich per gli interni”. Tutti termini ormai antiquati che dovrebbero essere sostituiti con i corrispettivi moderni (e politicamente corretti). Inoltre, insieme ai colleghi Eva Högl e Thorsten Frei, Klein ha insistito sulla necessità di riformulare alcune espressioni che descriverebbero i ministri degli interni tedeschi come “successori” del Ministro del Reich per gli interni Wilhelm Frick, convinto nazista e criminale di guerra processato a Norimberga.

Anche il modo di fare lo spelling in Germania è un’eredità del Terzo Reich

Si tratta di uno dei temi più discussi negli ultimi tempi in Germania. Se in Italia si fa lo spelling utilizzando le iniziali delle città (A come Ancona, B come Bologna…), in Germania si usano perlopiù nomi propri di persona: A come Anton, B come Berta. Tuttavia, non tutti sanno che alcuni di questi nomi sono stati proprio introdotti negli anni ’30, per sostituirne altri che suonavano troppo “ebraici”. Ad esempio, un tempo si diceva “D come David”, mentre oggi “D come Dora”. Oppure, invece di “N come Nathan”, oggi si dice “N come Nordpol”. Insomma, un relitto del nazismo che è rimasto nell’uso comune tutt’oggi. Ma, fortunatamente, le cose cambieranno: dal 2022 entrerà in vigore un nuovo alfabeto telefonico tedesco, che con ogni probabilità conterrà nomi di villaggi o città tedesche.

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Immagine di copertina: Reichstag

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