Gerbstedt, la cittadina tedesca con 40 mini castelli intorno costruiti dallo stesso uomo

Günther Beinert ha creato 40 mini castelli dal 1949 ad oggi. Guglie e cammini di ronda mignon decorano la cittadina tedesca di Gerbstedt

Guglie, feritoie, fossati e torrette si possono trovare in quantità a Gerbstedt, cittadina della Sassonia-Anhalt a un’ora da Lipsia. Non per la speciale concentrazione di roccaforti nell’area, ma per la passione di Günther Beinert, artista-muratore che dal 1949 ad oggi non ha mai smesso di creare castelli in miniatura. E così tra ponti levatoi e cammini di ronda mignon si snodano le strade cittadine. Ma non solo i castelli animano la topografia del paese: anche repliche di cavalieri con pennacchi e vagoni ferroviari a decorare il sito dell’ormai inattiva stazione. Gerbstedt è ora un museo a cielo aperto. Il visitatore può scegliere se vestire i panni del Wanderer (viandante), lasciandosi sorprendere dai piccoli forti cittadini, o seguire la Burgenwanderweg (Camminata del Castello), nata nel 2015 grazie a un progetto di valorizzazione del patrimonio culturale.

Dalla prima creazione al Castello di Mansfeld

Il primo dei 40 castelli creati finora appare quasi per caso, spiega Beinert in un’intervista rilasciata ad Atlas Obscura. E’ il 1949 e lui ha 16 anni, quando dal muro crollato della casa dei genitori nasce l’idea. Unisce alle macerie di cemento polvere e sabbia e il gioco è fatto. Sceglie poi di diventare muratore per perfezionare la tecnica. E così fa case a lavoro e castelli nel tempo libero. Presto il suo workshop è talmente pieno da dover chiamare il municipio per chiedere spazi: l’arte della miniatura inizia a invadere le strade di Gerbstedt. La sua opera più famosa è il castello di Mansfeld. Con 18 mesi di lavoro e 100.000 sassi usati replica fedelmente il gemello reale nella vicina città.

Portare l’Occidente nella DDR. Castelli in miniatura per ovviare alla cortina di ferro

L’ispirazione per le creazioni è legata a un libro sui castelli e a una compagnia di tabacco, continua Beinert nell’intervista. Come le due cose sono collegate si spiega con una breve pillola di storia tedesca. All’inizio del XX secolo, infatti, le aziende di tabacco iniziarono a distribuire insieme ai loro prodotti album da collezione sui più svariati argomenti, cosicché ogni famiglia potesse creare, a costo zero, una piccola biblioteca di casa. Mossa politica di cultural-washing a parte, fu proprio un libro pubblicato dalla Reemtsma a permettere a Beinert di osservare le immagini dei castelli tedeschi. «Ho ricreato i castelli della Germania occidentale perché non potevamo visitarli, ecco perché ho portato l’Occidente a Gerbstedt», afferma l’artista. Per questo fu più volte accusato dalle autorità della DDR, che pretendevano mettesse sui mini castelli l’emblema sovietico. Agli antipodi delle passate imposizioni di partito Günther Beinert sta ora lavorando a una roccaforte di fantasia.

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Immagine di copertina: Gerbstedt, Castello di Mansfeld Copyright Dguendel CC BY 3.0

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