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Carsharing, la berlinese Miles sta chiedendo soldi ai clienti che hanno usato auto poi rubate

Miles sta obbligando i clienti a risarcire furti di cui non hanno colpe. Uno di loro rischia la bancarotta per una richiesta pari a 13.000 €

La scorsa estate si sono verificati molteplici furti di auto noleggiate dalla start-up di car sharing berlinese, Miles Mobility. Secondo le fonti, i furti si sono verificati a ridosso di un aggiornamento dell’app. I farabutti, dopo la rapina, hanno abbandonato i veicoli lungo le strade della capitale. Le auto sono state ritrovate con graffi e ammaccature e, talvolta, hanno riportato anche dei gravi danneggiamenti. Adesso la Start-up sta chiedendo ai propri clienti di risarcire i danni causati dai ladri che hanno rubato le loro auto. L’azienda si sta servendo di un team di avvocati per accusare i propri clienti come responsabili del furto. La colpa imputata ai clienti sarebbe quella di non aver terminato correttamente il noleggio. In realtà, le auto che la società mette a disposizione non sono dotate delle normali caratteristiche di sicurezza per la prevenzione dei furti, come i meccanismi antifurto, che tutti gli altri concorrenti stanno mettendo in atto. Ovviamente, misure di sicurezza di questo genere impedirebbero i furti sul nascere. Alcune fonti ritengono che questo sia dovuto al fatto che Miles, almeno fino a quest’estate, non abbia avuto il controllo sugli aspetti tecnici della propria piattaforma. Quest’ultima infatti si basava su una soluzione “white label” offerta da una società terza (Wunder Mobility). Pare che la società di car sharing non abbia richiesto a Wunder di correggere i bug tecnici o di fare gli upgrade necessari. Quindi, la domanda che sorge spontanea è: potrebbe essere stata colpa di un bug se le auto messe a disposizione dalla Start-up sono state rubate?

 

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Non si tratta di casi sporadici: alcune testimonianze dei malcapitati

L’11 agosto del 2020, verso mezzogiorno, Andrea Nepori ha noleggiato un’auto della società per trasportare una scrivania nel suo ufficio a Wedding. Dopo aver parcheggiato davanti all’ufficio, ha scaricato la scrivania e, mentre la trasportava all’interno, ha utilizzato l’app per chiudere il veicolo. Passati 10 minuti, il cliente è uscito dall’ufficio e non ha più trovato l’auto. D’istinto ha aperto l’applicazione, con la speranza di poter terminare il noleggio o fermare l’auto, ma niente di tutto ciò è stato possibile. Il dipendente di Miles che ha risposto alla telefonata di Andrea Nipori si è mostrato piuttosto impacciato nel gestire la situazione. Più volte ha chiesto al cliente di non contattare la polizia. “Ci pensiamo noi”, ha affermato. Così, il cliente ha deciso di inviare un’email alla società per informarla circa la situazione e le risposte assurde ricevute da parte degli operatori dell’assistenza clienti. Tuttavia, non ricevendo alcuna risposta ha deciso di scrivere un post su Twitter per denunciare l’accaduto. Il signor Rob Shaw, proprietario di un bar a Neukölln, ha avuto un’esperienza simile a giugno. Shaw ha raccontato di aver parcheggiato l’auto davanti al bar e di aver terminato il noleggio tramite l’app. Il giorno dopo la società lo ha informato del furto, sopravvenuto secondo Miles, mentre il suo account era ancora collegato al veicolo. Adesso il signor Shaw deve alla società oltre 13.000 euro per danni che non ha causato. Inoltre, ha dovuto sborsare 1500 € di spese legali per opporsi alla loro richiesta.

Miles sembra essere l’unica ad avere problemi di questo genere

Miles non è l’unica società di car sharing che noleggia veicoli senza chiave in Germania, ma è sicuramente l’unica ad essersi trovata coinvolta in situazioni di questo genere. WeShare offre un servizio gestito dalla UMI Mobility di Volkswagen e conta più di 100.000 utenti attivi a Berlino. I clienti hanno accesso ad auto elettriche che possono noleggiare tramite l’app scaricata sui loro smartphone. Quando si è fatto riferimento ai furti di Miles, un portavoce di WeShare ha dichiarato che situazioni di questo genere non si sono mai verificate. “In alcuni casi, i clienti ci hanno informato di aver trovato un veicolo aperto, poiché il precedente cliente non aveva concluso correttamente il noleggio, ma in quel caso abbiamo terminato il noleggio manualmente e contattato il diretto interessato”, ha affermato il portavoce. Anche SHARE NOW, la più grande azienda di car sharing al mondo, dota le sue auto di misure di sicurezza simili. La società è nata nel 2019 dall’unione di DriveNow del BMW Group e car2go di Daimler e conta più di 400.000 utenti attivi a Berlino. Anche le auto di SHARE NOW funzionano senza chiave, ma “gli utenti devono sbloccare il motore del veicolo tramite l’app prima di poter procedere”, ha affermato un portavoce. Inoltre, l’azienda utilizza diversi strumenti per rilevare e prevenire l’uso fraudolento delle auto. Tra questi il famoso immobilizzatore, che permette di spegnere il motore e bloccare il veicolo quando il sistema rileva un utilizzo della vettura non autorizzato.

Immagine di copertina: screenshot da Youtube

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