L’amico ritrovato. Lettura obbligata per chiunque, tedeschi e stranieri

Piccole informazioni prima di cominciare a leggere l’opera più famosa di Fred Uhlman, scrittore tedesco emigrato in Inghilterra

Il pubblico ha conosciuto per la prima volta l’opera di Fred Uhlman nel 1971. Il primo titolo dell’opera del romanzo è Reunion. Si tratta della prima opera della Trilogia del ritorno, composta da altri due testi pubblicati in seguito. Niente resurrezioni, per favore pubblicato nel 1979 e Un’anima non vile pubblicato nel 1987. L’ultimo romanzo è il seguito del primo. Nonostante l’autore sia nato a Stoccarda, la trilogia è stata scritta in inglese. L’autore si è trasferito in Inghilterra nel 1936, dove ha passato il resto della sua vita. Il pubblico italiano ha dovuto aspettare 15 anni per avere la prima traduzione italiana (a cura di Maria Giulia Castagnone) pubblicata dalla casa editrice Feltrinelli nel 1986 e nel 1989 è stato fatto un adattamento cinematografico. E’ un romanzo ricco di cenni storici e riferimenti autobiografici. L’autore sceglie di raccontare la storia utilizzando la prima persona singolare. Questo rende il romanzo molto personale. Gran parte della vicenda si svolge a Stoccarda nel 1933, durante la dittatura di Hitler. Le leggi razziali non sono ancora state attuate. Il protagonista dell’opera è un giovane ragazzo ebreo Hans Schwarz. L’amicizia su cui è basato il romanzo nasce in un’aula scolastica. A dare l’unico benvenuto al nuovo arrivato Konradin von Hohenfels è proprio Hans. A fare da collante tra i due è la collezione di monete portate a scuola dal giovane ebreo. L’amicizia tra i due è messa a repentaglio dalla distanza che intercorre quando gli ebrei sono costretti ad emigrare negli USA. Germania e Stati Uniti sono gli scenari che fanno da sfondo alla vicenda. Ancora oggi è considerato uno dei testi più significativi sul Nazismo. Oltre a raccontare la Storia dal punto di vista di due adolescenti, spiega quanto l’ideologia nazista abbia soffocato le relazioni umane e ogni tipo di sentimento. Nel 1989 è uscito nei cinema francesi, inglesi e tedeschi l’adattamento cinematografico dell’opera di Fred Uhlman.

La trama del romanzo

Stoccarda, 1932. Il protagonista, Hans Schwarz, è un ragazzo ebreo di sedici anni che appartiene ad una tipica famiglia borghese del tempo. La vicenda nasce tra le aule scolastiche. Proprio nella sua aula arriva Konradin von Hohenfels, un giovane di nobile famiglia, dai modi di fare arroganti e al tempo stesso eleganti. Inizialmente l’ultimo arrivato, come di consuetudine, è in disparte. Sarà la collezione antica di monete a fare da collante tra i due. Konradin si reca più volte a casa di Hans, dove conosce i suoi genitori, mentre Hans visita poche volte la casa dell’amico e sempre in modo clandestino, perché la madre di Konradin odia gli ebrei, motivo per il quale Konradin quando è in compagnia dei suoi genitori finge di non conoscere Hans. Si tratta di un atteggiamento che lentamente incrina il rapporto dei due. L’amicizia è compromessa del tutto con l’insegnamento dell’ideologia nazionalsocialista a scuola. Quando nel 1933 Hitler sale al potere, la situazione diventa difficile. Hans è costretto ad emigrare in America. Lascia i suoi affetti più grandi. I suoi genitori decidono di restare ma suo padre, a causa dell’antisemitismo, si toglie la vita. Hans per molto tempo non sentirà più parlare di Konradin o della sua scuola. Un giorno scopre che il suo amico è stato giustiziato. La sua morte accende la luce sulla loro amicizia. Hans rivive e rivaluta quell’amico che gli voltava le spalle in presenza dei genitori. L’amico ritrovato non  racconta solo la storia di un’amicizia che va contro tutto e tutti ma racconta anche la delusione del tradimento e il cammino per rimediare ai propri errori. Il romanzo di Uhlman fa luce sulla terribile realtà della persecuzione degli ebrei, che fu prima di tutto sociale.

La vita dell’autore

Fred Uhlman nasce nel 1901 a Stoccarda, città in cui frequenta un prestigioso liceo classico della città: l’Eberhard-Ludwigs-Gymnasium. Dopo la prima guerra mondiale, intraprende gli studi in legge a Friburgo, Monaco di Baviera e Tubinga e, nel 1925, si laurea in legge. Tuttavia, a causa dell’insediamento dei nazisti, non solo non può più esercitare la professione d’avvocato in patria, in quanto democratico ed ebreo, ma nel 1933 è costretto ad abbandonare per sempre il suo lavoro in legge. A causa del crescente antisemitismo, Uhlman prende la decisione di fuggire dalla Germania e si trasferisce in Francia, dove prova a guadagnarsi da vivere come pittore. Cerca di ammortizzare le spese facendo il mercante d’arte e il commerciante di pesci d’acquario. Nel 1935, in Spagna, incontra quella  che diventerà sua moglie, la studentessa inglese Diana Croft. Nel frattempo, da autodidatta cerca di perfezionare la sua tecnica di pittura, cercando ispirazione nel fermento artistico parigino. Un anno dopo aver incontrato Diana, i due decidono di trasferirsi in Inghilterra. Durante la Seconda Guerra Mondiale e un periodo di internamento della durata di circa 9 mesi, conosce la figlia (nata durante il periodo in cui era stato allontanato dal Governo Britannico insieme ad altri immigrati sull’Isola di Man). L’artista tedesco dopo la sua prima mostra personale a Parigi avvenuta nel 1935, comincia a esporre nella capitale britannica. Il 1938 vede il suo esordio a Londra nella Zwemmer Gallery è l’inizio del successo artistico che porterà ad esposizioni artistiche frequenti in tutta la Gran Bretagna. Fred Uhlman non era uno scrittore di professione, in quanto faceva l’avvocato e in terra straniera si è reinventato anche pittore ma rimane autore anche solo per i pochi esperimenti letterari.

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