La Deutsche Bank ha facilitato manovre sospette di FinCEN per oltre un trilione di $

FinCEN Papers: la Deutsche Bank nella lista nera degli autori di manovre finanziarie scorrette

La Deutsche Bank torna al centro degli scandali. Si ritiene, infatti, che il colosso bancario sia il responsabile di transazioni illecite per più di 1 trilione di dollari.  Questo il verdetto dell’ultimo report sugli illeciti finanziari di colossi bancari internazionali depositato dall’ente investigativo statunitense FinCEN (U.S. Treasury Department’s Crimes Enforcement Network) e condiviso con il Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigatori. Secondo il rapporto la Deutsche Bank sarebbe responsabile del 62% delle operazioni illecite. Ad ottenere i documenti incriminanti è stato il sito BuzzFeed news.

Riciclaggio di denaro, violazioni fiscali e profitti legati ad attività che seguivano il cosiddetto ‘schema Ponzi’ sono gli illeciti venuti a galla. Come precisa il Dailysabah, ammonta a circa 2 triliardi di dollari il bottino fruttato tra il 1999 e il 2017. Della cifra totale, circa 1.3 triliardi sarebbero derivati da operazioni passate attraverso la Deutsche Bank.

Tuttavia, per il colosso tedesco questo non è il primo scandalo da affrontare. Nel 2015, infatti, prosegue il Dailysabah, la Deutsche Bank ha pagato una multa di ben 258 milioni di dollari agli Stati Uniti. Il motivo? La banca tedesca trasferito 10,9 miliardi di dollari tra il 1999 e il 2006 nelle casse di Istituzioni finanziarie libanesi, iraniane, burmesi, sudanesi e siriane. Tutte, all’epoca, erano sanzionate dal Governo americano. Dopo il pagamento della salatissima multa, una portavoce della Deutsche Bank aveva annunciato la rottura immediata dei rapporti finanziari con gli Enti coinvolti nello scandalo

I precedenti truffaldini della Deutsche Bank

Di certo la Deutsche Bank non è nuova a questo tipo di scandali. Nel 2017 la banca aveva dovuto sborsare 600 milioni alle autorità statunitensi e britanniche. Ancora una volta le accuse erano di riciclaggio di denaro pubblico e il principale responsabile delle operazioni illeciti era una filiale russa della Deutsche Bank. Le indagini sulle operazioni sospette erano state affidate a Christian Sewig, oggi CEO del colosso bancario. L’attuale scandalo di certo non aiuta Sewig a ‘ripulire’ la sua immagine agli occhi dei risparmiatori e dell’opinione pubblica, compromettendo ulteriormente la sua reputazione. La Morgenpost sottolinea come le grandi banche mondiali accettino comunque trasferimenti di denaro da clienti potenzialmente coinvolti in illeciti finanziari, senza farsi troppe domande. Commercio illegale di droga, armi e prostituzione sono le principali fonti del denaro sporco accettato da queste banche. Tra i maggiori collaboratori alle indagini, spiccano testate internazionali tedeschi come NDR, WDR e Süddeutsche Zeitung (SZ). Tuttavia, individuare i veri responsabili non è semplice. Nel mirino è finita anche la Financial Intelligence Unit tedesca (FIU), al lavoro per la lotta al riciclaggio di denaro e finanziamenti legati ad associazioni terroristiche. Particolarmente contestate alla FIU sono le scarse capacità gestionali e la poca attenzione nelle indagini.

La Deutsche Bank passa alla difesa: il ruolo internazionale della Germania nella lotta al riciclaggio di denaro

Nel frattempo il colosso tedesco si difende. Alcuni portavoce della banca, prosegue la testata Zeit, confermano di aver preso tutti i provvedimenti necessari ove possibile. Anche la FIU reagisce alle critiche con i numeri. Lo scorso anno sono state circa 114.914 le segnalazioni. Un cifra che, dal 2009, è cresciuta di 12 volte. Il contributo internazionale tedesco alla lotta al riciclaggio di denaro rimane comunque significativo. Dallo scorso luglio, e per i prossimi due anni, la Germania è alla presidenza del Financial Action Task Force (FATF). Ad oggi quest’Istituzione internazionale conta 37 Stati membri. Tra le autorità coinvolte figurano la Commissione Europea e il Consiglio di Cooperazione del Golfo, un’organizzazione di sei Stati della penisola arabica. Questo, però, non è ancora sufficiente. L’europarlamentare Sven Giegold del partito dei Verdi pretende più impegno da parte della FIU: maggiore durezza, preparazione e prontezza. A proposito della vicenda che ha visto coinvolta la Deutsche Bank, Giegold ha promesso di discuterne in Parlamento definendo la faccenda come un «fallimento dello stato in grande stile».

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