In Germania al momento ci sono 28mila posti letto in rianimazione. In Italia 5mila

Le differenze tra i due paesi nella disponibilità sanitaria

Mentre nella serata del 9 marzo il presidente Giuseppe Conte ha messo in quarantena l’intero paese, la vita in Germania prosegue, più o meno, come al solito. In caso di espansione dell’epidemia, la Germania si presenta con un sistema sanitario robusto e pronto a ogni criticità. Secondo la Deutsche Krankenhausgesellschaft (la confederazione degli ospedali tedeschi) lo Stato tedesco dispone di circa 28.000 posti letto in rianimazione contro i 5000 italiani – il numero è riportato dalla stampa, ma non confermato dal ministero della salute. Inoltre, sempre la Deutsche Krankenhausgesellschaft  ricorda che ogni stanza singola di un ospedale tedesco può essere agilmente convertita per la terapia intensiva, ad esempio provvedendo ad installare sistemi di isolazione e disattivando il sistema di ventilazione. Inoltre, c’è una ragione dietro al diverso livello di mortalità registrato in Italia e in Germania: nel nostro paese, questo valore tocca il 5%, ben più alto della media del 3,4% che l’OMS ha registrato a livello globale. Il tasso di mortalità complessivo dipenderà sempre dalla demografia di una popolazione, ha dichiarato Aubree Gordon, professore associato di epidemiologia all’Università del Michigan. In questo caso, il tasso di mortalità riportato non è “standardizzato in base all’età”, il che è un modo per adeguarsi alla demografia di fondo di una popolazione, ha detto Aubree Gordon. Considerando la popolazione italiana più anziana, “ci si aspetterebbe che il loro tasso di mortalità sia più alto in media, a parità di altre condizioni”, rispetto a un Paese con una popolazione più giovane, ha aggiunto Gordon a Live Science. Rispetto al confronto con la Germania, la differenza risiede principalmente nella fascia di età dei pazienti testati – in Germania la media è di 40anni. In Italia sono stati testati in genere pazienti più anziani, da cui la maggior percentuale di letalità, secondo Lothar Wieler del Robert Koch Institut:«In Germania più del 70% dei pazienti testati positivi sono tra i 20 e i 50 anni, con una media di 40 anni»

La Germania prosegue pragmaticamente ‘caso per caso’

Il governo di Angela Merkel non ha optato per chiusure massiccie. Le istituzioni scolastiche, così come gli eventi pubblici, stanno proseguendo regolarmente, salvo alcune eccezioni come il GEGEN party del Kit Kat a Berlino. Lo scorso weekend ha visto un regolare svolgimento sia delle partite di Bundesliga sia degli altri eventi pubblici. Tuttavia, per ragioni precauzionali, si è preferito annullare eventi dalla grande affluenza come la Fiera del Libro di Lipsia. Non è ben chiaro ancora quali siano i criteri esatti che sono stati adottati per prendere tali decisionie: oggi per esempio, partirà la Litcologne, festival di letteratura a Colonia. Nella giornata di domenica 9, il ministro della salute Jens Spahn (Cdu) ha invitato comunque a cancellare manifestazioni con un pubblico superiore alle 1000 persone.

Alcuni dati sul numero dei contagi in Germania

Al momento, secondo i dati forniti dal Robert Koch Institut, in Germania ci sono 1112 casi confermati. I Länder più colpiti sono la Renania Settentrionale Vestfalia con 484 casi e 2 decessi, la Baviera (256) e il Baden-Württemberg (199). A Berlino 48 casi confermati, tra le zone della città colpite abbiamo il Mitte dove si è verificato il primo e il distretto di Charlottenburg-Wilmersdorf.

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Immagine di copertina: Pixabay

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